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Anche in Friuli la protesta dei pesci di fiume

Sit-in e flash mob in tutto l'arco alpino per dire no al mini-idroelettrico

Anche in Friuli la protesta dei pesci di fiume

In tutto l’arco alpino, si sono svolte una serie di manifestazioni, sit-in e flash mob promossi da associazioni ambientaliste, sportive, di tutela della montagna e da numerosi comitati locali di cittadini per ribadire un punto fermo delle politiche energetiche odierne: non ha più senso economico incentivare il mini-idroelettrico; ogni ulteriore prelievo nei corsi d’acqua montani è solo un danno ambientale e sociale.

Come simbolo della giornata di mobilitazione, “la protesta dei pesci di fiume”, è stato scelto il cottus gobio, comunemente detto scazzone (in friulano gjavedon), piccolo pesce d’acqua dolce diffuso in larghi areali europei, di piccole dimensioni, la cui presenza è ritenuta indicatore della qualità delle acque, e che in Italia è minacciato dalle opere di regimazione idraulica e di captazione idrica e dall’abbassamento del livello delle acque.

"Motivo contingente della giornata di mobilitazione", spiegano gli organizzatori, "è il conflitto di disposizioni e di interpretazioni amministrative tra il Ministero dell’Ambiente, gli enti territoriali competenti per l’applicazione, e la pressione delle lobby dei proprietari delle centraline che ne ricavano significativi contributi pubblici. Con il decreto sulle energie rinnovabili del luglio 2019, pur non essendo eliminati gli incentivi agli impianti idroelettrici nei corsi d’acqua naturali, questi venivano condizionati al rispetto di prescrizioni che ora non si vorrebbero più adottare".

Con le iniziative di informazione e presenza in oltre un centinaio di fiumi e torrenti dell’arco alpino le associazioni e i comitati chiedono al Ministero il rispetto delle condizioni di maggior tutela delle acque montane, nell’ambito dell’attuazione della Direttiva europea Acque.

Nella nostra regione, i sit-in hanno riguardato: il Piave, a Sappada, in località Forra Acquatona, promosso da Commissione Tutela Ambiente Montano del Cai di Veneto e Fvg Comitato Pas Carnia Cadore e Legambiente del Fvg; il torrente Alberone, a Savogna (Valli del Natisone), in località frazione di Ieronizza, promosso da Amici del torrente Alberone; l'Arzino, a Flagogna, alla confluenza nel Tagliamento, promosso dal Movimento Tutela Arzino; il rio Barquet (affluente dell’Arzino), a Vito d'Asio, promosso da circolo Legambiente di Pinzano; il torrente Leale, a Trasaghis, nella frazione di Avasinis, promosso dal Circolo Legambiente della Pedemontana Gemonese e da comitati locali difesa acque; il torrente Resia, a Resia, a valle della frazione di Prato di Resia, promosso dal Comitato No Centralina Ponte Rop; il rio Fuina, a Prato Carnico, in località Osais, presso la confluenza con il torrente Pesarina, promosso dal Comitato Salviamo la Fuina; il Tagliamento, a Socchieve, in corrispondenza del ponte per Preone, promosso dal Circolo Legambiente della Carnia e dal Comitato Tutela Bacino Montano del Tagliamento; il rio Pecol, a Paularo, nella frazione di Dierico, ritrovo presso il cimitero, promosso dal Comitato contro centralina rio Pecol; il Tagliamento a Forni di Sotto, lungo il fiume presso la struttura in legno dei pescatori sportivi, promosso dal Comitato PAS – Per Altre Strade; e l'Isonzo, a Gorizia, presso la passerella in località Straccis-Piuma, promosso da Comitati Salviamo l’Isonzo e circolo Legambiente Gorizia.

Le realtà organizzatrici nazionali: Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi - Free Rivers Italia, Legambiente, Alpi Kayak, Arci Pesca Fisa, CIPRA Italia, Centro Italiano Riqualificazione Fluviale CIRF, Federazione Nazionale Canoa Turistica FICT, Federazione Nazionale Pro Natura, Federrafting FIRAFT, Lipu, Mountain Wilderness, Salviamo il Paesaggio, Spinning Club Italia e WWF.

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