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Area sinistra Torre, urgono sistemi irrigui innovativi

L’appello dei sindaci e degli agricoltori alla Regione, dopo l'emergenza siccità

Area sinistra Torre, urgono sistemi irrigui innovativi

Dopo l’estate priva di piogge che ha tormentato gli agricoltori della nostra regione, i sindaci e gli amministratori dei Comuni dell’area sinistra Torre - Remanzacco, Povoletto, Moimacco, Premariacco e Buttrio - hanno espresso preoccupazione per il futuro e chiedono interventi importanti consapevoli che bisogna attrezzarsi in tempo utile.

In un recente incontro con l’assessore alle risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier (sollecitato dagli imprenditori agricoli a seguito di un precedente confronto con la Regione) e i vertici del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, si sono analizzate, congiuntamente, le conseguenze sul comparto agricolo della siccità che ha contraddistinto la stagione estiva 2022, e le priorità a cui dare risposta.

“L'area del sinistra Torre non è dotata di infrastrutture consortili irrigue, se non in alcune aree in comune di Moimacco, Remanzacco e Premariacco, territori che la scorsa estate hanno dovuto peraltro scontare il notevole abbassamento dei livelli di falda con conseguente minor portata prelevabile dai pozzi - ha spiegato il direttore tecnico Stefano Bongiovanni -. La Roggia Cividina è stata inoltre messa in asciutta da metà luglio a causa della carenza d'acqua lungo il torrente Torre. Essendo una roggia di emergenza, tocca trovare alternative per garantire l’irrigazione dei terreni in caso di siccità”.

I rappresentanti delle amministrazioni comunali hanno evidenziato all'assessore la necessità di realizzare nuove infrastrutture irrigue mediante la creazione di piccoli invasi, che possano accumulare acqua nelle stagioni piovose e distribuirla nei periodi siccitosi, o la terebrazione di nuovi pozzi, al fine di consentire alle imprese agricole di programmare in maniera ottimale le attività aziendali senza essere vincolate dalle problematiche legate alla siccità che possono mettere a repentaglio l'intera annata agraria. “Col mutamento climatico in atto, anche dal punto di vista delle colture vi deve essere un cambiamento - è stato riferito all’incontro -; se il mais, ad esempio richiede parecchia acqua, occorre, meglio diversificare e trovare sistemi irrigativi innovativi”.

Il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana ha fornito la propria disponibilità a redigere, previo finanziamento regionale, studi di fattibilità per la realizzazione di nuovi impianti irrigui, a servizio prevalentemente delle colture di pregio. Gli studi dovranno essere accompagnati da approfondite analisi idrogeologiche per individuare i migliori siti ove poter realizzare i bacini di accumulo o terebrare i nuovi pozzi, considerata la complessità geologica dell'area, molto più eterogenea rispetto al Medio Friuli. L’incontro si è concluso con la volontà di sostenere uno studio economico che permetterà di accedere a finanziamenti nazionali ed europei. L’Assessore regionale Stefano Zannier ha assicurato che i fondi regionali per le progettazioni saranno comunque disponibili.

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