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Bilanci sull'orlo di una crisi di nervi

Municipi sotto assedio. I Comuni stanno affrontando come possono l’emergenza sociale e si preparano a sostanziose riduzionei d'organico

Bilanci sull\u0027orlo di una crisi di nervi

Il lungo blocco causato dall’emergenza sta influendo sugli equilibri dei bilanci comunali. Molti si chiedono quali saranno i suoi effetti a fine anno, quando saranno ormai chiare le cifre a disposizione per allestire il bilancio preventivo del 2021. Nessuno degli amministratori locali ascoltati pare troppo incline all’ottimismo. Anzi, tutti si stanno attrezzando per far fronte alla brusca frenata dell’economia.
OSSIGENO DALL’AVANZO - “I primi scossoni si avvertono già - conferma Francesca Laudicini, assessore al Bilancio di Udine -. L’esempio arriva dalla tassa sui rifiuti: in marzo, aprile e maggio molte attività non avranno utilizzato il servizio, ma la legge impone la copertura al 100% della Tari. La Regione ci metterà a disposizione circa 676mila euro ai quali ne dovremo aggiungere altrettanti di tasca nostra. Stiamo quantificando le minori entrate che, a fine anno, temo si declineranno nell’ordine di alcuni milioni. Nel caso dell’addizionale IRPEF, si stima a livello nazionale di un calo del gettito attorno al 15%. Affrontiamo l’emergenza sociale rimasta fionora contenuta grazie all’intervento statale, ma l’impatto nei prossimi mesi sarà pesante. Se la situazione dovesse rivelarsi più difficile del previsto, valuteremo quali servizi ridurre per garantire quelli essenziali e assicurare l’equilibrio del bilancio. Aspettiamo anche di capire quali saranno le decisioni del Governo perché il rischio è che i Comuni restino a secco. Il Consuntivo del 2019 ha registrato una avanzo di quasi 10milioni di euro: ora tutti tirano la giacca per ottenere risorse. Se non so come, dove e quanto dare, quei soldi è meglio non toccarli fino a che non sarà chiaro il quadro complessivo. Nel 2021 sarà indispensabile un utilizzo oculato delle risorse sperando che questa emergenza si esaurisca il più rapidamente possibile. Capiremo che aria tira negli utlimi 4 mesi dell’anno, quando incasseremo imposte come la Tari o i canoni di locazione per immobili di natura non residenziale, ora sospesi”.

SVOLTA SOCIALE IN CORSO - “Abbiamo fatto un’approfondita ricognizione delle entrate e delle spese correnti - conferma Mariacristina Burgnich, assessore al Bilancio di Pordenone - recuperando fondi accantonati per spese che possono essere differite. Contestualmente abbiamo analizzato le entrate che mancheranno all’appello come per esempio le contravvenzioni stradali o i minori introiti dovuti al calo nell’attività di accertamento dei tributi ora concentrate solo sull’anno che andrà in prescrizione. Grazie anche all’avanzo di amministrazione, attorno al milione e 150mila euro, e ai contributi regionali riusciremo a creare un fondo per intervenire a sostegno delle famiglie e dei servizi, come i punti verdi dedicati ai bimbi nel periodo estivo e, tutt’ora in fase di valutazione. Sicuramente finanzieremo ancora il bonus spesa, perché i fondi statali sono esauriti. Ha ragione chi afferma che il bilancio muterà profondamente fisionomia, diventando più dedicato al sociale e meno gli investimenti. Per quanto concerne invece il calo delle entrate legate all’addizionale IRPEF, abbiamo stimato che l’impatto sarà sul 2021 e non sull’anno corrente: si parla di cifre attorno ai 300 mila euro, ma è una semplice stima tanto più che dati attendibili li avremo in autunno. Ci teniamo un margine per lavorare in sicurezza e vediamo se nel frattempo arriveranno altre risorse”.
MUTUI PER I CANTIERI - Il sindaco Rodolfo Ziberna è chiaro: “La prima priorità è aiutare a chi non ce la fa. Andiamo avanti e man mano che i problemi si presentano troviamo le soluzioni. Certo serviranno soldi: si parla di almeno 70 milioni di euro per i Comuni della nostra regione. Abbiamo deciso di distribuire le risorse in due grandi capitoli dedicati alle imprese e alla famiglia. Li gestiremo con regolamento approvato in Giunta modificabile a seconda delle necessità. Per esempio, i soldi per i buoni spesa sono finiti e ben il 90% dei nuclei famigliari che li hanno chiesti erano sconosciuti ai servizi sociali. Abbiamo deciso di non attendere nuovi contributi e stanziato alcune decine di migliaia di euro per integrare il capitolo. Dirotteremo verso il sociale tutte le risorse a disposizione, finanzieremo la spesa corrente con l’avanzo e accenderemo mutui per garantire gli investimenti, ben sapendo che le entrate quest’anno saranno più basse. Il bilancio del prossimo anno sarà molto tirato. Scordiamoci voli pindarici non solo per il 2021, ma anche l’anno successivo; d’altro canto, quando accade qualcosa di eccezionale come questa emergenza ci si rimbocca le maniche e si lavora, restando con i piedi per terra facendo a meno di ciò che non è indispensabile”.
FORTE CURA DIMAGRANTE - “Il bilancio di Tolmezzo è stato confezionato prima dell’emergenza - spiega l’assessore al Bilancio di Tolmezzo Michele Mizzaro -. Ci siamo concentrati sulle urgenze agendo su tre fronti: il primo è revisionare il bilancio, con l’ottica di risparmiare il più possibile. Per esempio, ci siamo chiesti quali saranno le maggiori spese causate dall’emergenza o per il sostegno alle fragilità che ancora non sappiamo quanto stiano effettivamente crescendo. Per sostenere il commercio locale, abbiamo rinviato le scadenze delle imposte locali e destinato il denaro ricevuto o rastrellato dal bilancio alla diminuzione dell’imposizione locale sulle attività economiche. A Tolmezzo sono bloccate una settantina di attività e queste misure costeranno decine di migliaia di euro. Abbiamo poi tagliato tutte le voci di spesa destinate ad eventi pubblici di varia natura e trasferito le relative poste ad altro, inclusa la manutenzione del territorio, dove vogliamo avviare molti piccoli cantieri e dare lavoro alla mano d’opera locale. Quanto al 2021, temo che la cura dimagrante sarà incisiva, anche se non è ben chiaro quanto perderemo. Le prime previsioni parlano di un saldo negativo di oltre 200mila euro per la sola addizionale IRPEF. Tra l’altro non abbiamo spazi di manovra con i mutui e sono piuttosto preoccupato, anche se sono fiducioso perché nei momenti di grave difficoltà emergono nuove energie”.

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