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Buttrio conferisce la cittadinanza al Milite ignoto

Il Comune aderisce all'iniziativa proposta dal Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, sostenuta dall'Anci

Buttrio conferisce la cittadinanza al Milite ignoto

Buttrio conferisce la cittadinanza onoraria al Milite ignoto, quale simbolo di pace e di fratellanza universale. Il Comune aderisce al progetto del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, sostenuto dall’Anci, che vedrà realizzarsi diverse iniziative che culmineranno il 4 novembre di quest’anno, in occasione del centenario a Roma.

“Reputando di interpretare i sentimenti e la volontà della nostra cittadinanza, anche a Buttrio, come in tanti altri luoghi del nostro Paese, riconosciamo la “paternità” del Milite Ignoto - commenta il sindaco Eliano Bassi -, che diverrà così Cittadino d’Italia entrando a far parte dei simboli della nostra identità nazionale. Tale conferimento è espressione di riconoscimento e gratitudine di una collettività che rende omaggio a quanti hanno dato la vita durante i conflitti armati del Novecento, lottando per la libertà e la democrazia. Il valore della fratellanza oggi più che mai deve essere rinnovato, promosso e trasmesso soprattutto tra le nuove generazioni, per diffondere questa importante memoria e favorire e la pace e il dialogo fra i popoli”.

Ricordiamo la motivazione della medaglia d’oro al valor militare al milite ignoto:

Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria.

Due anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale il Gen. Giulio Douhet si era fatto promotore dell’ iniziativa di onorare la salma di un soldato sconosciuto che simbolicamente rappresentasse le migliaia di commilitoni Caduti con le armi in pungo e non identificati, a similitudine di quanto già realizzato negli Stati Uniti d’America al Cimitero degli Eroi di Arlington, in Francia ai piedi dell’ Arco di Trionfo e in Gran Bretagna presso l’Abbazia di Westminster (e poi, nel tempo, in molte decine di altri Paesi). La definizione “Milite Ignoto” fu coniata dall’immaginifico Gabriele D’Annunzio e subito adottata. Il Gen. Douhet aveva suggerito il Pantheon quale luogo della sepoltura ma la Camera scelse il Vittoriano.

Il Ministro della guerra On. Luigi Gasparotto nominò una commissione composta dal Ten. Gen. Giuseppe Paolini e da alcuni Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa - tutti decorati al Valor Militare - con il compito di riesumare 11 salme di Caduti sconosciuti dai cimiteri di tutti i teatri della guerra: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele ed anche nel tratto fra Castagnevizza e il mare, affinché non fossero esclusi i Caduti della Marina.

Individuarono per ogni luogo una salma priva di qualsiasi segno di riconoscimento. Le bare, tutte identiche e perciò non distinguibili, furono trasferite prima a Udine e poi nella Basilica di Aquileia. Le bare, avvolte nel tricolore, erano identiche ed impossibili da distinguere; infatti, nel corso della notte erano state intenzionalmente scambiate di posto più volta, da militari diversi, affinché neppure coloro che le avevano inizialmente collocate su due file ai lati della navata potessero indicare la provenienza dell’una o dell’altra.

A Maria Maddalena Bergamas, originaria di Gradisca d’Isonzo, madre di Antonio morto in battaglia sul Monte Cimone, ora sepolta nel cimitero di guerra di Aquileia, fu dato il compito di scegliere fra le salme il milite ignoto. Procedendo lenta, profondamente turbata ed avvolta da un cupo silenzio, Maria Maddalena Bergamas posò il proprio scialle sulla seconda bara e proseguì lungo la navata. Raggiunta la decima bara fu sopraffatta dall’emozione e si accasciò accanto ad essa gridando il nome del figlio. E questa fu la sua scelta.

Quello sarebbe stato il Milite Ignoto. Il feretro quindi partì da Aquileia per essere tumulato al Vittoriano da allora Altare della Patria a Roma il 4 Novembre 1921.

Quel viaggio del “Treno dell’Eroe” attraverso l’Italia, con migliaia di persone inginocchiate ai lati del binario, divenne un’imponente manifestazione di cordoglio di quanti vedevano nel soldato morto il loro figlio, marito, padre, fratello e di orgoglio nazionale che segnò uno dei momenti spirituali più alti nella storia del nostro Paese.

Ad oggi circa 250 comuni italiani (su poco più di 8000) hanno conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto e, fra questi, si annovera anche il Comune di Buttrio.

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