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Campoformido si mobilita contro la bretella dello 'scandalo'

Il comitato di Villa Primavera teme che la nuova viabilità di Santa Caterina diventi un ostacolo per i residenti, costretti ad allungare di molto il tragitto per tornare a casa

Campoformido si mobilita contro la bretella dello \u0027scandalo\u0027

Uno degli snodi di traffico più complicati per uscire da Udine è quello in direzione ovest, lungo viale Venezia e in direzione Codroipo o Pordenone. I paesi dell’hinterland – Pasian di Prato, Campoformido e Basaldella – da tempo lamentano la situazione, cui si è cercato di porre rimedio con diversi interventi, il più cospicuo dei quali è il sottopasso di Santa Caterina, mentre gli ultimi, in ordine di tempo, sono le rotonde di viale Venezia.

Resta, però, un tema che affligge gli automobilisti cioè quello del semaforo di Santa Caterina, punto di congestione del traffico. Recentemente la Regione ha finanziato con un milione di euro la creazione di una bretella che dovrebbe drenare il traffico lungo la Statale 13. Ma i cittadini – soprattutto gli abitanti di Villa Primavera riuniti in un comitato – non sono tranquilli e sollevano la questione. Questo fine settimana è in corso una raccolta firme per ribadire il no all'opera.

“Con la creazione del senso unico su via Lignano, percorribile solo in uscita da Villa Primavera, chi proviene da nord, da Udine per intenderci, al semaforo di Santa Caterina non potrebbe più svoltare in direzione di Villa Primavera e Basaldella, costringendo gli abitanti a proseguire fino alla rotatoria del sottopasso ferroviario per poi tornare indietro lungo via Marano", spiega il presidente Marco Nistri.

"In pratica i circa 300 metri di distanza tra il semaforo e la piscina, con la nuova viabilità si moltiplicherebbero per 10, diventando quasi tre chilometri, con gravi ricadute anche sul percorso degli autobus e dei mezzi di soccorso. L’invito che rivolgiamo ancora all’amministrazione di Campoformido è che in fase preliminare di stesura del progetto si rediga un documento vincolante per entrambi i Comuni, con un impegno a non istituire il senso unico su via Lignano, che risulti ‘inviolabile’ anche in futuro”.

Per questo il comitato si è attivato con informazione capillare ai cittadini e una raccolta firme. Chiamato in causa dai suoi cittadini, il Comune di Campoformido risponde che i timori della popolazione non sono motivati. “Ci siamo confrontanti più volte sull’opera spiegandone le caratteristiche", commenta la sindaca Erika Furlani. "Sembra, però, che non sia stato sufficiente. La maggior parte dell’intervento riguarda il territorio di Pasian di Prato, che già oggi potrebbe decidere d'istituire il temuto senso unico su via Lignano. Finora non l’ha fatto perché non esistono le condizioni. Al momento, inoltre, non esiste nessun progetto definito della bretella, per cui gli elementi in discussione sono fittizzi.

Abbiamo già detto ai cittadini che, comunque, nonostante a fine marzo sia stata firmata una convenzione con Pasian di Prato che è il comune capofila dell’intervento, Campoformido non avvallerà progetti che prevedano modifiche al piano regolatore comunale, quindi il paventato consumo di suolo pubblico non sarà possibile”.

“E’ prematuro discutere dei dettagli del progetto, che ancora, di fatto, non esiste”. È laconico il vicesindaco di Pasian di Prato, Ivan Del Forno, che sottolinea come del senso unico su via Lignano non si sia mai parlato. “Gli interventi saranno concordati tra i due comuni, che a breve si incontreranno. Poi si indirà una gara per il progetto, che presumibilmente si con-cluderà entro la fine dell’anno, mentre i lavori non inizieranno prima del 2023”.

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