Home / Politica / Cigs e mobilità possibili soluzioni per Safilo

Cigs e mobilità possibili soluzioni per Safilo

Audizione in II Commissione del Consiglio regionale sulle varie situazioni di crisi in Fvg

Cigs e mobilità possibili soluzioni per Safilo

Le crisi aziendali colpiscono l'intero Friuli Venezia Giulia, in particolare i territori di Trieste e Udine ma con varie situazioni da tenere sotto controllo anche a Pordenone. È quanto emerso nel corso dell'audizione in II Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Alberto Budai (Lega), degli assessori Fvg a Lavoro, Alessia Rosolen, e Attività produttive, Sergio Emidio Bini, unitamente a rappresentanti sindacali e datoriali (presenti Confindustria e Confapi), così come richiesto dal Gruppo consigliare Pd e, successivamente, dal consigliere Cristian Sergo (M5S) che, in considerazione delle tempistiche di convocazione della Commissione rispetto all'iniziale domanda della scorsa primavera, ha proposto l'allargamento della discussione dalle situazioni riguardanti la Leonardo di Ronchi dei Legionari e i Mercatone Uno di Monfalcone e Reana del Rojale all'intero comparto regionale.

Safilo di Martignacco, Lavinox di Villotta di Chions, Kipre-Principe di San Daniele del Friuli e San Dorligo della Valle, Dm Elektron di Buia, Arvedi-Siderurgica Triestina e Sertubi-Jindal Saw Italia di Trieste: questi, oltre a Mercatone Uno, i principali fronti aperti citati da Bini che, oltre a dettagliare i diversi casi, ha evidenziato i 20 milioni di euro stanziati dalla Regione per la formazione e una legge SviluppoImpresa - a febbraio attesa l'approvazione dell'Aula - concepita attraverso dialogo e concertazione con tutti gli attori, con un'ampia visione sui giovani come sollecitato nel corso dell'audizione dai sindacati.

Dall'assessore è giunta conferma dell'incontro di giovedì 16 gennaio a Roma, al Mise, per la Safilo. Cigs e mobilità, secondo Bini, sono le uniche strade percorribili in quanto il piano industriale prevede la chiusura irrevocabile dell'impianto di Martignacco con il licenziamento di tutti i dipendenti.

Trattative in corso in vista di possibili soluzioni, invece, per Lavinox e Kipre-Principe, situazione definita con accordo di solidarietà per Dm Elektron, accordo sindacale con chiusura dell'area a caldo approvato dai lavoratori per la Ferriera, Cigs per 51 addetti alla Sertubi e recente proroga della misura fino a maggio per tutto il personale Mercatone Uno in attesa di compratori.

Se, in un contesto definito di consolidata incertezza macro-economica, da Rosolen giunge la conferma di una proiezione in aumento per la cassa integrazione e di una lieve diminuzione dell'occupazione in Fvg nel terzo trimestre 2019 a confronto con l'anno precedente (516.594 unità contro 523.200), lo stesso assessore ha evidenziato la crescita dei lavoratori dipendenti nei primi nove mesi 2019 rispetto al medesimo periodo del 2018, con un +1,8% (-7,9% gli indipendenti) paragonato allo 0,6% del Veneto e a una media nazionale dello 0,7%.

Quanto alle norme di contrasto alla crisi, l'assessore regionale al Lavoro ha ricordato tutti gli strumenti messi in campo dall'Amministrazione Fvg quali, ad esempio, i contributi per la stabilizzazione dei tempi determinati, le incentivazioni alle assunzioni a tempo indeterminato, le norme anti-delocalizzazione, i protocolli sicurezza e le agevolazioni Irap per le aziende che assumono lavoratori in esubero.

Al termine, sia il presidente della II Commissione, Budai, sia il consigliere Diego Moretti (Pd) hanno considerato le informazioni raccolte esaustive e utili per il Consiglio regionale, con le Opposizioni comunque critiche rispetto ai dilatati tempi di convocazione dell'audizione.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Sport news

Cultura

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori