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Con la pandemia in fumo 1,5 miliardi di gettito fiscale

Il Covid ha avuto pesanti conseguenze anche sulla finanza locale in virtù del principio delle compartecipazioni

Con la pandemia in fumo 1,5 miliardi di gettito fiscale

La pandemia ha avuto un evidente impatto anche sul gettito fiscale: molte aziende hanno sospeso l’attività, numerosi lavoratori hanno visto ridursi il proprio reddito, le persone hanno fatto meno acquisti e consumato meno pasti al ristorante. L’ammontare di queste minori entrate per le casse pubbliche è stato elaborato dall’Ancrel Fvg sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate.

“Dai dati - spiega Lorenzo Clarich, componente del gruppo di studio regionale - emerge la riduzione netta di tutte le imposte collegate al lavoro e all'attività di impresa, tra le quali le principali sono l'Irpef privata, l'Ires e l'Irap, che si determinano sui redditi delle imprese, oltre al calo dell'Iva che invece riguarda i consumi privati. Rispetto al 2019 il gettito è diminuito in valore di circa 1,5 miliardi di euro, pari quindi a un calo del 17%, ma potrebbe essere anche superiore visto che i dati forniti non considerano l’Irpef privata della provincia di Gorizia. Le imposte che si sono ridotte di più sono quelle indirette collegate ai consumi, in particolare Iva (meno 250 milioni), imposta sulle assicurazioni (meno 420 milioni) e le accise varie (meno 280 milioni), che insieme hanno comportato un calo di quasi 950 milioni su base regionale. Poi ci sono le imposte dirette collegate ai redditi da lavoro e di impresa (Irpef, Irap, Ires) che in totale si sono ridotte di circa 500 milioni".

"Tuttavia ci sono alcuni tributi che invece hanno aumentato il loro gettito, ad esempio le imposte sostitutive (che comprendono il conveniente regime forfettario per le partite Iva), che risulta in aumento di quasi 120 milioni rispetto al 2019. Un discorso a parte va fatto per l'imposta sulle assicurazioni che riguarda soltanto Trieste, sede di importanti gruppi assicurativi. La sua riduzione da 945 a 526 milioni in un solo anno potrebbe derivare da due motivi: da un lato durante il lockdown molte persone hanno sospeso il pagamento dell'Rca tenendo la propria automobile in garage e in generale un po' tutte le attività economiche da assicurare si sono sospese; dall'altro temo che anche il trasferimento della sede legale di Allianz da Trieste a Milano con decorrenza proprio dal 1° gennaio 2020 abbia inciso negativamente”.

“Il regime di autonomia - continua Clarich - prevede che il Governo versi alla Regione circa il 30% del gettito derivante dalle accise sui carburanti erogati in Friuli-Venezia Giulia e circa il 60% del gettito derivante dall'Iva, dalle accise sui tabacchi e sull'energia elettrica e dagli altri tributi erariali maturati sul territorio regionale, compresa l'Irpef. Ci sono poi i tributi spettanti al 100% alla Regione, tipo Irap e addizionale regionale all'Irpef, che parimenti sono diminuiti. A oggi quindi il problema delle conseguenze anche per la finanza locale c'è, visto che la bozza di rendiconto 2020, appena approvata dal Consiglio regionale, presenta previsioni di entrate derivante dai tributi in compartecipazione per 4,6 miliardi di euro per il 2021 e il 2022, in forte diminuzione quindi rispetto ai circa 5,6 e 5,2 miliardi accertati rispettivamente nel 2020 e nel 2019: si tratta di circa 1 miliardo in meno per il 2021 e non è poco”.

“Alla luce di questi dati e visto che le conseguenze della riduzione del gettito fiscale del 2020 ricadranno anche sui prossimi anni – conclude la presidente di Ancrel Fvg Rosa Ricciardi – è opportuno che gli amministratori pubblici adottino una particolare cautela nelle previsioni di spesa, utilizzando al contempo il più possibile le somme già stanziate e non ancora utilizzate”.

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