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Conte ottiene la maggioranza alla Camera

321 voti favorevoli, 259 contrari, 27 astenuti. Martedì alle 9 sarà la volta dell'informativa al Senato, dove continua la 'caccia ai costruttori'

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha ottenuto la maggioranza alla Camera dei Deputati. Con 321 voti favorevoli, 259 contrari e 27 astenuti, l'Aula approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier, dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Martedì alle 9 sarà la volta del Senato, sede della vera e propria partita per capire se ci saranno i numeri per la prosecuzione dell'esperienza di governo, eventualmente anche con una maggioranza semplice o 'relativa' (un voto in più della somma delle opposizioni, ovvero 161, considerando i 151 attualmente a disposizione, senza gli esponenti del gruppo di Matteo Renzi) o se si apriranno nuovi scenari. Nel frattempo, dalla maggioranza proseguono gli appelli ai 'responsabili' o 'costruttori'.

Il centrodestra ha presentato una risoluzione unitaria per respingere le comunicazioni del premier Conte in cui si evidenzia il fallimento del suo Governo contro la pandemia da un punto di vista sanitario ed economico.

"Con le sue forzature Renzi ha spinto Paese verso una crisi al buio", sono le parole della deputata dem Debora Serracchiani. "Il Pd è impegnato fino all’ultimo per evitarla. Zingaretti ha lanciato un appello alla responsabilità di tutte le forze europeiste e liberali. Per un governo politico forte".

"Sentire la maggioranza che racconta della compravendita di parlamentari come 'responsabilità per salvare il Paese' è qualcosa di imbarazzante", ha twittato il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga. "Chi doveva aprire il parlamento come una scatola di sardine è diventato una sardina incatenatasi dentro la scatola per non uscire".

IL DISCORSO DEL PREMIER. "Il 9 settembre 2019 abbiamo delineato un chiaro progetto politico per il Paese. Un programma che non poteva risolversi in sterile sommatoria di proposte delle forze di maggioranza. Un'alleanza tra forze diverse, che in passato si erano anche duramente contrastate, poteva nascere solo su solida vocazione europeista e sul richiamo ai valori costituzionali. Mi sono adoperato con le delegazioni per un disegno riformatore ampio e coraggioso. E' stato l'inizio di una nuova stagione di riforme per una società più equa e inclusiva, che coniugasse rilancio e sostenibilità. I 29 punti programmatici sono il frutto di un progetto condiviso con una visione".

"La pandemia è una sfida di portata epocale. Dobbiamo ricostruire una società segnata da paure quasi primordiali, legate al rischio di perdere beni essenziali come vita e salute. La maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo una convergenza anche nei passaggi più critici. C'è stato un serrato dialogo anche con le Regioni e i Comuni per una leale collaborazione istituzionale. Il lavoro è stato improntato sul confronto e dialogo sempre, anche da posizioni distanti. Non abbiamo commesso errori?", si è chiesto ancora Conte. "Parlo in quest'Aula a testa alta, a nome del Governo, non nella consapevolezza di non aver commesso errori, ma di aver impiegato tutte le energie per il bene del Paese".

"E' stata una scelta politica tutelare in via primaria il diritto alla salute, perché solo così si poteva preservare l'economia", ha detto poi Conte, prima di elencare i vari provvedimenti adottati.

"Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fosse stata collaborazione e responsabilità in ciascuna forza politica. La pandemia ha rafforzato l'unità e il senso di stare assieme. Anche l'opposizione, pur nella logica della dialettica politica, ha dato il suo contributo, a cui rendo atto, votando lo scostamento in più occasioni e avanzando proposte. Nei momenti più critici, vanno ritrovate le ragioni nobili e alte della politica, quelle di chi crede che sia soprattutto servizio. Alla società che sta uscendo dall'emergenza non possiamo offrire risposte mediocri. Nulla sarà come prima e il Governo deve essere all'altezza. Alcuni esponenti di Italia Viva hanno deciso di smarcarsi da questo progetto, dopo settimane di dichiarazioni anche scomposte. Con le dimissioni delle ministre il 13 gennaio si è aperta formalmente una crisi, che oggi deve trovare qui la sua risoluzione", ha aggiunto Conte.

"E' una crisi che avviene in una fase cruciale, quando ancora la pandemia è in pieno corso. Avverto, lo confesso, un certo disagio. Sono qui oggi per provare a spiegare una situazione di cui immagino i cittadini, ma lo confesso io stesso, non ravviso alcun plausibile fondamento".

"C'era davvero bisogno di aprire una crisi in questa fase? No. E infatti i ministri sono testimoni del fatto che abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che questa crisi esplodesse, nonostante continui rilanci. E' stata aperta una ferita profonda. Rischia di produrre danni notevoli e non solo per lo Spred, già cresciuto. Non si può cancellare quanto accaduto. Ora si volta pagina".

"Dobbiamo continuare a lavorare tutti assieme, per portare il Paese fuori da questa pandemia. Avvieremo il confronto con tutte le parti sociali per migliorare le proposte della bozza del Recovery Plan. Grazie alle associazioni e al sindacato, che stanno offrendo un aiuto importante, anche attraverso i protocolli di sicurezza aziendale, per garantire la prosecuzione dell'attività produttiva. Il Recovery Plan sarà uno sforzo di cui andare fieri. Dovrà essere accompagnato da uno snellimento burocratico, per garantire celerità e controlli".

"Siamo chiamati ad approvare un nuovo decreto ristori. Sono risorse che dovremo programmare con la massima oculatezza. Serviranno ulteriori misure e riforme", ha aggiunto il premier, elencando gli interventi principali.

"Per fare tutto questo, servono persone volenterose, disponibili a mantenere elevata la dignità della politica, fuori dall'interesse personale. Abbiamo un progetto ben preciso. Chi ha idee per migliorare il Paese si faccia avanti: questo è il momento giusto per farsi costruttori. Chiedo un appoggio limpido, leale, trasparente, che si basi sulla forza e la nitidezza della proposta, con una vocazione europeista, contro i sovranismi e i nazionalismi".

"Vi chiedo oggi: aiutateci a ripartire con la massima celerità e a ricucire la ferita prodotta nel patto di fiducia con i cittadini. Alle forze di maggioranza assicuro fin da subito il lavoro per un patto di fine legislatura. Per parte mia, viste le nuove sfide e gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all'agricoltura e mi avvarrò dell'opportunità di designare un'autorità delegata per l'intelligence di mia fiducia, che possa seguire l'operato quotidiano. Su questo tema: sono stati giorni difficili. Avete tutti gli strumenti per le verifiche, ma teniamo fuori l'intelligence dalle polemiche. Se il parlamento vorrà accordare al Governo fiducia garantisco massimo impegno e tutto il nostro cuore, perché la politica senza condivisione è una disciplina senz'anima", conclude Conte, lanciando il suo "invito aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell'Italia".

E' seguita la lunga serie di interventi, alla quale, intorno alle 17.15, il premier ha replicato, prima di aprire alle dichiarazioni sulle intenzioni di voto.

"Il mio è un appello molto chiaro e nitido: c'è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere", ha detto Conte. "Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del Paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme, è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento".

Sui ristori, il premier ha sottolineato: "Sappiamo che servirebbero ulteriori risorse, ma ricordo che l'Agenzia delle entrate ha già fatto partire 3milioni di bonifici". Spazio, quindi, a un commento sugli Usa: "Dopo quanto successo il 6 gennaio negli Stati Uniti, siamo consci che le nostre democrazie vanno difese con i fatti e con le parole, e noi leader abbiamo un compito: non ci possiamo permettere, come successo negli Usa, di alimentare la tensione".

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