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Continua il confronto politico sui poli sciistici

Savino annuncia un emendamento per i ristori. Serracchiani: "Trovare unità in Italia e in Europa"

Continua il confronto politico sui poli sciistici

La politica continua a discutere sull'apertura degli impianti sciistici. “Ho depositato un emendamento alla legge di bilancio per istituire un fondo, con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro, da ripartire tra le imprese con sede nei comprensori sciistici italiani", annuncia Sandra Savino, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia per il Friuli Venezia Giulia.

"Devono essere risarcite tutte le attività della montagna che hanno subito e subiranno cali di fatturato per le decisioni assunte per limitare il contagio da coronavirus. Il blocco dello sci colpirà direttamente i gestori degli impianti e di tutte le attività strettamente connesse ma non possiamo dimenticarci di albergatori, ristoratori e commercianti che subiranno ingenti danni collaterali per il probabile azzeramento delle presenze turistiche durante le festività natalizie. Mi auguro che il governo accolga l’appello che arriva da tutta Forza Italia e tuteli migliaia di imprese a rischio sopravvivenza”, conclude Savino.

“Salvare l'economia della montagna dev'essere un impegno di tutti e serve trovare una linea unitaria in Italia, come spero si riesca a fare anche in Europa. Stiamo appena riuscendo a vedere i primi risultati di tante dolorose chiusure e sono comprensibili gli interrogativi sull’opportunità di rimandare l'avvio della stagione sciistica. In questo caso dovremo impegnare il Governo a attivare strumenti per sostenere imprese e lavoratori colpiti dai mancati guadagni: su questo credo si possa aprire un confronto che vada al di là della maggioranza”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, in merito all'ipotesi di chiusura degli impianti sciistici a Natale per prevenire potenziali occasioni di contagio da coronavirus.

Per Serracchiani “è auspicabile che, come sembra, cambi davvero l'atteggiamento di Paesi come l'Austria, che hanno alle spalle esperienze drammatiche come quella di Ischgl”.

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