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Cpr, Cisint difende il decreto Salvini

Il Sindaco di Monfalcone si schiera con le forze dell'ordine: "Sì ai centri di respingimento e no all’accoglienza diffusa nel territorio"

Cpr, Cisint difende il decreto Salvini

"Le tragiche vicende che coinvolgono il Cpr di Gradisca confermano da un lato la validità delle norme sulla sicurezza dell’ex ministro Salvini e della nostra Regione e dall’altro la validità della fermezza tenuta dalla nostra Amministrazione comunale nel rifiutare ogni insediamento rispetto alla politica cosiddetta di accoglienza diffusa dei passati governi quando si voleva coinvolgere Monfalcone in questa prospettiva". Ad affermarlo il sindaco di Monfalcone, Anna Maaria Cisint

"I fatti che si stanno ripetendo nella vicina Gradisca evidenziano una volta di più la necessità di un controllo rigoroso degli ingressi nel nostro Paese che non può essere luogo di arrivo di chi non ha alcun titolo di accesso e che rischiano di essere pericolosi promotori di violenze e illegalità. La tolleranza che ha portato a suo tempo allo sbarco di centinaia di migliaia di persone ha creato un’evidente condizione di insicurezza e di pericolo per i nostri concittadini, come dimostrano anche questi fatti e, pertanto, sarebbe irresponsabile modificare i decreti sicurezza Salvini, oggi ingiustificatamente attaccato e messo sotto accusa dall’attuale maggioranza per aver difeso i nostri confini", prosegue il sindaco.

"Nello stesso tempo è assolutamente indispensabile mantenere chi non è in possesso di alcun titolo per rimanere in Italia all’interno dei centri per provvedere al loro rimpatrio evitando la loro circolazione nel territorio per non alimentare nuovi disagi e rischi collettivi ed evitare che si rifugino nella clandestinità con le organizzazioni malavitose che usano queste persone per i loro traffici illeciti e per la diffusione della droga.

In questo contesto desidero esprimere la mia più piena solidarietà alle forze di sicurezza impegnata al Cpr di Gradisca e nel territorio per tutelare, con grandi capacità professionali e sacrificio personale, l’incolumità e la sicurezza collettiva", conclude. 

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