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Dall'8 al 20 marzo chiuse scuole medie, superiori e università

Da sabato 6 a domenica 21, zona arancione per le ex province di Udine e Gorizia, giallo 'rafforzato' per Pordenone e Trieste. Il testo dell'ordinanza

Da lunedì 8 a sabato 20 marzo chiuse le scuole medie, superiori e l’università e, da sabato 6 a domenica 21 zona arancione per le ex province di Udine e Gorizia e zona gialla 'rafforzata' per Pordenone e Trieste. Sono queste le principali novità dell'ordinanza regionale (in vigore dalla mezzanotte tra venerdì 5 e sabato 6), illustrata questa mattina dal governatore Massimiliano Fedriga, assieme al vice Riccardo Riccardi e all’assessore all’istruzione Alessia Rosolen. IN ALLEGATO IL TESTO

LE MISURE. Nel dettaglio, per quel che riguarda la zona arancione applicata sulle aree delle ex Province di Udine e di Gorizia si fa riferimento al Dpcm dello scorso 2 marzo. E' quindi vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.

È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori in zona arancione è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del decreto. È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

In ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni quattordici sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso gli ex capoluoghi di provincia.

Per quel che riguarda le attività di ristorazione, esse vengono sospese con eccezione della consegna a domicilio fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Relativamente all'adozione della didattica a distanza al cento per cento prevista dall'ordinanza, la disposizione vale per tutto il territorio regionale e riguarda le istituzioni scolastiche secondarie di primo e di secondo grado, statali e paritarie, e le istituzioni che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale. Vengono ribadite le eccezioni già configurate in passato, ovvero qualora sia necessario l'uso di laboratori strutturati e attrezzati non fruibili da remoto o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Inoltre resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza a favore degli alunni delle scuole secondarie di primo grado che risultino privi delle condizioni di poter svolgere la didattica a distanza per mancanza di dispositivi digitali o di adeguata connettività. Per le università e, compatibilmente, anche per i percorsi di Istruzione tecnica superiore, viene disposta la sospensione delle attività formative e curriculari, salvo quelle a distanza e per quelle che sia necessario l'uso di laboratori strutturati non fruibili da remoto. Possono proseguire, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, laddove necessario, anche in modalità in presenza, i corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e altre attività, didattiche o curricolari eventualmente individuate dalle medesime università e istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica. Anche per università e alta formazione, a beneficio degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento, le attività didattiche possono proseguire anche in modalità in presenza.

L'ultimo punto dell'ordinanza è dedicato all'attività di somministrazione di alimenti e bevande ovviamente riferita alle zone gialle delle ex province di Trieste e Pordenone. In pratica si conferma quanto già disposto nell'ultimo provvedimento: consumazione consentita, con la specifica dell'obbligo di consumazione seduti dalle 11 fino alle 18 a garanzia della distanza interpersonale di un metro, con divieto di consumazione nelle vicinanze dell'esercizio e comunque in luoghi dove siano possibili assembramenti. E' sempre consentita e fortemente raccomandata la vendita con consegna di alimenti e bevande a domicilio.

LA CONFERENZA STAMPA. “Cerchiamo di agire d’anticipo, vista la grande presenza della variante inglese che, anche in Italia, ha superato il 54%. La brasiliana per ora è concentrata nel Centro Italia, mentre la sudafricana è più marginale, ma è stata individuata a Bolzano, vista la sua presenza in Austria”, ha detto Fedriga. “I sequenziamenti regionali confermano la grande presenza della variante inglese e si vede anche nell’aumento repentino dei contagi”.

“A differenza delle altre ondate, si è visto un aumento importante e mai così repentino. C’è stata un’inversione di tendenza rispetto alle settimane precedenti, che avevano segnato una diminuzione dei ricoveri. L’aumento sfiora il 60% e si è registrato un immediato aumento ospedalizzazioni”.

“Questo ci ha fatto decidere di prendere delle misure per cercare di contenere il più possibile la circolazione. L’Istituto Superiore di Sanità ci comunica che marzo sarà il mese più critico, con un miglioramento nel periodo successivo. S’ipotizza che il virus si comporterà come nel 2020 con una diminuzione con l’avvicinarsi nella stagione estiva. Il picco è atteso dopo metà marzo, con un miglioramento da aprile”.

“Il Governo rivedrà i parametri: continuo a sottolineare che non sono attendibili, perché arrivano in ritardo rispetto alla situazione contingente. Nella nostra regione la situazione non è omogenea. In generale abbiamo un’incidenza a sette giorni di 236,2 casi ogni 100mila, ma con situazioni meno compromesse, come a Pordenone e a Trieste, e altre molto più gravi come a Gorizia (220 casi) e a Udine (353)”, prosegue Fedriga. “Dalle proiezioni per Udine s’ipotizza di arrivare a 393 casi ogni 100mila abitanti questa settimana, mentre a Gorizia si arriverà a 244 casi; per Trieste l’aumento sarà più contenuto, a 147 casi, e a Pordenone a 113 casi”.

“Aumenta l’incidenza nella fascia scolare, specie in quella 11-19 anni. In una settimana siamo passati dal 7,6% di test positivi al 13,1%, quindi c’è stato quasi un raddoppio dei positivi. Aumentano i focolai in famiglia, seguiti da lavoro e scuola. Tutti gli altri numeri non sono paragonabili. Con queste premesse e dopo le valutazioni con gli assessori e la task force, abbiamo deciso per la restrizione della scuola, in vigore da lunedì per tutta la regione, e la zona arancione per Udine e Gorizia e gialla rafforzata per Pordenone e Trieste”.

“Mi prendo la responsabilità di fare scelte difficili e di far pagare un ulteriore prezzo a chi ha già pagato, penso a studenti ed esercenti, ma Regione Fvg pretende ora un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale. Questo è l’ultimo sforzo che siamo disponibili a fare: non possiamo pensare che l’alternativa al vaccino sia sempre quella delle chiusure. Non so di chi sia la responsabilità, ma è un fatto che l’Europa è indietro nella fornitura dei vaccini”, ha poi attaccato Fedriga. "Per questo invito il Governo a prendere ispirazione da quanto fatto in Gran Bretagna, dove anche con l'utilizzo del siero AstraZeneca allargato agli over 65 è stato abbattuto il numero dei ricoveri ospedalieri".

“Da marzo 2020, prima degli altri, ci siamo presi le nostre responsabilità, ma chi deve organizzare la campagna vaccinale deve far arrivare le dosi. Pretendiamo che arrivino, perché se perdiamo l’occasione dell’estate per far i vaccini, a settembre ci troveremo nella situazione di partenza. E’ questo è insostenibile e ingiustificabile”.

“Abbiamo deciso di annunciare oggi le misure per arrivare per tempo e dare un paio di giorni di tempo per organizzarsi. Ricordo che Regione Fvg è al fianco delle categorie colpite, per qualsiasi aiuto noi ci siamo nell’interesse dei cittadini”.

Da parte sua il vicegovernatore Riccardi ha spiegato che "la situazione è molto condizionata dall'incidenza in Friuli Venezia Giulia delle mutazioni del Covid-19: al momento sono stati registrati casi di variante inglese nelle ex province di Udine, Gorizia e Pordenone anche se in quest'ultima in modo molto inferiore. Non ci sono state segnalazioni nell'area triestina, anche se per quest'ultima preoccupa la mobilità transfrontaliera, che è costantemente monitorata. Nelle ultime settimane è stato registrato un forte aumento generalizzato dei contagi tra i giovani, con punte a Udine e Gorizia. Per contrastare il virus stiamo quindi aumentando le azioni volte all'isolamento del virus e implementando l'attività di sequenziamento per comprendere l'origine dei contagi".

Riccardi ha quindi precisato che, "grazie alla vaccinazione, i contagi tra il personale sociosanitario e i residenti delle strutture per anziani sono crollati. Nonostante la discontinuità nelle forniture continua, quindi, a pieno regime la vaccinazione della popolazione in base alle indicazioni del Governo: finora ha ricevuto, tra prima e seconda dose, il vaccino il 6,7 per cento della popolazione, con la somministrazione della prima dose a 80.615 persone e della seconda a 36.649".

Il vicegovernatore ha anche specificato che "in merito al piano vaccinale, oltre all'aumento delle dosi di siero, serve maggiore chiarezza da parte del Governo sulle categorie da immunizzare in via prioritaria: solo in questo modo potranno essere organizzati esattamente i flussi di lavoro delle aziende sanitarie".

Infine, l'assessore Rosolen ha spiegato che "le regioni nelle quali le lezioni in presenza sono ripartite per prime ora si trovano in fascia arancione o rossa: diventa difficile negare che ci sia una correlazione tra lo svolgimento delle lezioni in presenza e l'aumento dei contagi. Abbiamo quindi deciso di adottare provvedimenti che tengano conto, oltre che dell'incentivazione dello smart working, anche delle misure che saranno varate a breve dal Governo, come la possibilità di accedere al bonus baby-sitter e ai congedi parentali anche in maniera retroattiva".

L'assessore, in conclusione, ha quindi evidenziato che "è importante rimarcare come anche nella prossima ordinanza, esattamente come in tutte le precedenti, saranno garantite deroghe per la presenza a scuola di ragazzi con disabilità, disturbi specifici nell'apprendimento e bisogni educativi speciali".

“Ci sono arrivate proposte di vaccini attualmente non autorizzati in Europa", ha poi fatto sapere Fedriga. "Proposte che non abbiamo valutato perché a noi non interessa acquistare in proprio, ma avere i vaccini”.

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2 Commenti
lelenumb

Difficile gestire la situazione, ma definire 'ex' le province permettetemi è fuori luogo perché confonde. Se vogliamo essere pignoli facciamolo per date e orari precisi dell'entrata in vigore delle restrizioni: se dicono venerdì non si capisce se intendanò dalla mezzanotte di giovedì o di venerdì.

Sevi

Meno male che Fedi voleva aprire tutto la settimana scorsa. Ci è o ci fa?

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