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Dialogo avviato per i bandi sui programmi comunitari

Il Friuli-venezia Giulia è tra le Regioni più virtuose grazie alle buone pratiche adottate in questi anni e alla sua capacità di innovazione

Dialogo avviato per i bandi sui programmi comunitari

Dialogo avviato con portatori di interessi per fare in maniera tale da pubblicare i bandi della nuova programmazione comunitaria per gli anni  dal 2021 al 2027 possano essere pubblicati nel 2021. Lo ha annunciato l'assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia con competenza su specifiche intersettoriali Por-Fesr 2014-20, Interreg Italia-Slovenia e Conferenza delle Regioni, Barbara Zilli, nel corso della riunione annuale di riesame (Rar) tra la Commissione europea, le amministrazioni centrali e le autorità di gestione Fse, Fesr, Feasr, Feamp in merito alla programmazione 2014-20 dei fondi comunitari.


Zilli ha spiegato che "l'evento svoltosi a Trieste ha permesso di fotografare la situazione attuale in merito alla gestione dei fondi comunitari che, grazie alle best practice adottate in questi anni e alla sua capacità di innovazione, vede il Friuli Venezia Giulia sul podio a livello internazionale". Per quanto riguarda il fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), l'assessore ha confermato che "la nostra Regione fin dalle prime programmazioni ha costantemente investito nella politica di coesione dell'Unione europea, in termini di capacità amministrativa e finanziaria, anche attraverso investimenti propri al fine di aumentare l'effetto leva generato dai progetti sviluppati. Una scelta che ha permesso il pieno utilizzo delle risorse finanziarie disponibili e garantito una sana gestione economica".

Durante l'evento è intervenuto anche l'assessore Fvg alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla Montagna, Stefano Zannier, il quale ha evidenziato come la nuova programmazione debba "trovare dei meccanismi di flessibilità che consentano di non cristallizzarla per 7 anni, poiché non sempre è possibile fare previsioni a così lungo termine".

Zannier ha anche sottolineato la necessità di "tenere sempre presente che il beneficiario delle misure non è l'elemento finale, ma di certo i suoi bisogni devono essere il punto iniziale della costruzione delle strategie. In questa fase di definizione della nuova programmazione, ribadiamo quindi con forza la necessità che le Regioni possano mantenere le proprie autorità di gestione all'interno di una strategia che rispetti i criteri comunitari". "La cooperazione con le Regioni, per la quale siamo sempre pronti e disponibili, deve andare infatti in questo senso - ha concluso l'assessore alle Risorse agroalimentari - senza dimenticare le esigenze dei territori e la storicità delle buone pratiche che hanno caratterizzato questa e le scorse programmazioni".

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