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Distanziamento sui mezzi pubblici, botta e risposta Roma-Fvg

Il ministro D’Incà chiede collaborazione alle Regioni. Fedriga replica: "Incertezza tutta interna al Governo"

Distanziamento sui mezzi pubblici, botta e risposta Roma-Fvg

Accanto al tema dei migranti, c’è un altro motivo di frizioni tra Roma e il Fvg, quello della gestione del trasporto pubblico locale. Il ministro Roberto Speranza, infatti, sabato ha firmato una nuova ordinanza, che prolunga le regole di sicurezza applicate finora a livello nazionale, quindi con capienza ridotta per consentire il distanziamento. “Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi, aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine. Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus".

L’ordinanza del Ministro della salute è arrivata, però, dopo quella del governatore del Fvg del 31 luglio che, per il Tpl, ha confermato quanto già in vigore nella nostra regione, ovvero la possibilità di viaggiare – sempre con l’obbligo di mascherina – a capienza normale su bus e treni.

Due linee, quindi, diametralmente opposte. Sul caso, oggi si registra anche il botta e risposta tra il presidente Fedriga e il Ministro dei rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. "Dobbiamo continuare a essere prudenti e a seguire le indicazioni che vengono fatte da parte del Governo”, ha detto D’Incà. “Mi auguro che anche le Regioni possano concordare sulla nostra visione e non, in qualche maniera, creare polemiche inutili".

“Il ministro d’Incà”, replica Fedriga, “non scarichi sulle Regioni i contrasti interni al Governo: l’incertezza creatasi sul trasporto pubblico è, infatti, tutta in capo all’esecutivo nazionale, tanto che molte Regioni hanno già operato le proprie scelte settimane addietro al fine di garantire una ripresa dei servizi di trasporto locale in piena sicurezza. Appare, dunque, alquanto sorprendente che il Governo abbia da un lato permesso, già nel pieno della pandemia, di lavorare a meno di un metro di distanza con la mascherina, ma che si ostini, nel mese di agosto, a voler imporre il metro di distanza sui mezzi di trasporto anche a chi utilizza gli opportuni dispositivi di protezione individuale”, conclude Fedriga.

“Speriamo che a monte della decisione di far viaggiare i treni regionali al 100% della capacità siano state fatte tutte le valutazioni medico-scientifiche e sia stato adottato ogni principio di precauzione”, interviene sul caso il responsabile Sanità del Pd Fvg Roberto Trevisan. “Speriamo, in particolare, che le squadre di tracciamento dei contatti a disposizione dei Dipartimenti di Prevenzione siano adeguate ai carichi di lavoro che le aspetta, che già adesso sono in crescita. Non è lieve la responsabilità che si è presa e mantiene su di sé la Giunta Fedriga, quindi non possiamo che auspicare sia stata presa a ragion veduta e non con l'intento di dar vita all'ennesima contrapposizione tra Regioni 'di destra' e Governo nazionale”.

“E' vero che non siamo la Lombardia, ma le ragioni sul distanziamento - aggiunge Trevisan - addotte da esperti come Walter Ricciardi pongono temi di riflessione a tutti, soprattutto se pensiamo alle conseguenze di un ritorno a insostenibili provvedimenti di chiusura. In ogni caso, le rivendicazioni di primato che abbiamo sentito da Toti o da Fedriga non fanno fare un passo a una ripartenza vera, concreta e in sicurezza”.

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