Home / Politica / Emergenza amianto, Zanon lancia l'allarme

Emergenza amianto, Zanon lancia l'allarme

"Le imprese non sanno più dove stoccarlo e smaltirlo", ha detto l'ex sindaco di Cavasso

Emergenza amianto, Zanon lancia l\u0027allarme

Il Maniaghese corre il concreto rischio di veder moltiplicati gli abbandoni di rifiuti di amianto nelle zone più appartate. E la stessa bonifica del Cellina potrebbe subire uno stop fino a data da destinarsi. E’ una preoccupazione motivata quella espressa dal consigliere regionale Emanuele Zanon, per lunghi anni sindaco di Cavasso Nuovo.

“Tutti gli impianti di smaltimento risultano praticamente chiusi e le aziende sono costrette a rivolgersi alla Norvegia, con costi che salgono alle stelle – ha spiegato Zanon che a Trieste si è ripromesso un’azione forte nell’intento di risolvere la questione dei depositi di amianto -. Il boom di ristrutturazioni determinato dal bonus fiscale ha aumentato le quantità del pericoloso materiale raccolto dalle imprese edili. Il problema è che in Italia non ci sono quasi più siti disponibili ad accogliere questi materiali. La stessa realtà di Porcia, l’unica rimasta in Friuli Venezia Giulia e una delle poche unità ancora attive nel Paese, è di fatto satura. La mia paura è quindi che in tanti ricorrano alla tentazione del “fai da te”, gettando il tutto in fossi e greti, come avveniva qualche decennio fa”.

In passato, da primo cittadino, Zanon ha infatti dovuto più volte affrontare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti da parte di incivili alla ricerca del risparmio. Ma a impensierire il consigliere c’è pure l’intervento disposto dalla Regione tra Montereale e Maniago per asportare dal letto del Cellina decine di cumuli di asbesto, un composto industriale che negli anni Settanta venne sparso tra i sassi del torrente. “La spedizione dei big bag sempre più lontano per la graduale chiusura degli stoccaggi europei ridurrà notevolmente i budget a disposizione – ha lanciato l’allarme Zanon -. Al momento ci sono ditte pordenonesi che inviano i residui nel nord della Norvegia. Ma questi impianti esteri non garantiscono sempre la ricezione dei carichi, come dimostra il caso della Germania che all’improvviso ha negato l’importazione dell’amianto. La stessa pulizia del Cellina, già rallentata nel corso del tempo, appare allora a rischio di blocchi. Credo ci si debba trovare al più presto attorno ad un tavolo e individuare una via d’uscita a livello provinciale”.

“In questo senso la discarica di Porcia, che ha già in corso l’iter autorizzativo di ampliamento, potrebbe risultare una valvola di sfogo vitale per superare l’attuale empasse”, ha concluso Zanon.

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori