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Emergenza Covid, i Comuni devono riprogrammare le spese

Ricciardi (Ancrel): “Anche in questa fase serve un controllo continuo e costante sulla gestione dei soldi pubblici"

Emergenza Covid, i Comuni devono riprogrammare le spese

I Comuni della nostra regione si ritrovano con spese urgenti da fare per contrastare l’epidemia, dare soccorso alle famiglie bisognose, garantire ristoro alle imprese penalizzate e anche per dare continuità agli investimenti necessari al loro territorio.

Ma l’emergenza Covid-19 ha messo in evidenza anche l’inadeguatezza dell’attuale dotazione organica, lo scarso numero di dipendenti in grado di assumere impegni per l’ente locale nei confronti di famiglie e imprese. I revisori dei conti così sono pronti a dare il proprio contributo per rendere ancora più snelle e veloci le procedure di corretto e trasparente utilizzo dei soldi pubblici, controllo che deve essere garantito anche in questo periodo di pesante emergenza. L’Ancrel Fvg, l’associazione che rappresenta i revisori dei conti della nostra regione, assieme ai quattro Ordini dei commercialisti ha incontrato l’assessore regionale competente Pierpaolo Roberti per chiedere di allargare il tavolo tecnico, che lavora dal 2015, al presidente dell’Anci Dorino Favot e al segretario generale Alessandro Fabbro.

“Questa emergenza sanitaria, economica e sociale – commenta la presidente regionale di Ancrel, Rosa Ricciardi - ha messo a dura prova la finanza degli enti locali anche nella nostra regione per i suoi riflessi su minori entrate, maggiori spese e quindi sugli equilibri di bilancio. È intervenuto lo Stato con finanziamenti importanti, oltre 17 milioni come acconto e quasi 36 milioni come saldo, per assicurare ai Comuni del Friuli Venezia Giulia le risorse per l’espletamento delle funzioni fondamentali. Il tutto tramite la Regione. Dai primi dati sembra che in alcuni casi le risorse possano essere superiori all’effettivo calo delle entrate al netto delle minori spese. In tali circostanze si invita gli enti alla massima prudenza nell’utilizzo di tali risorse e si consiglia l’accantonamento del surplus in un apposito Fondo da utilizzare solamente in base al costante monitoraggio dell’andamento delle entrate. Tale Fondo, in caso di eccedenza, confluirà nel risultato di amministrazione 2020 per finanziare l’eventuale conguaglio a favore degli enti che, al contrario, avranno ricevuto una somma inferiore rispetto all’effettivo andamento delle entrate”.

Il Covid-19, inoltre, ha fatto saltare completamente la programmazione 2020-2022, così che i funzionari responsabili della gestione hanno dovuto rielaborare tutta la documentazione per il Consiglio comunale, per dare su richiesta degli amministratori nuovi obiettivi alla spesa, in primis con le azioni di sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà e con interventi di sostegno delle attività economiche. Queste nuove priorità condizioneranno anche la programmazione 2021-2023 e i tempi di risposta saranno importanti.

“Però la Giunta e il Consiglio – continua Ricciardi - possono adottare decisioni più rapide quando il personale dipendente è in numero sufficiente e in presenza. Ma il lavoro agile va organizzato e quando il segretario comunale è impegnato su 2 o 3 Comuni, quando manca il ragioniere o il tecnico dei lavori pubblici, ruoli che nei Comuni di montagna è spesso assunto dal sindaco, tutto avviene con grande difficoltà. È evidente che queste carenze di professionalità possono essere superate solo con nuove modalità organizzative e di lavoro che si vanno definendo di giorno in giorno. Oggi ci si deve domandare: i fallimenti delle gestioni associate, delle Uti, possono trovare una soluzione diversa in un nuovo progetto regionale di informatizzazione che coinvolga l’intero Comparto con una finalità non solo contabile? E perché non regolamentare una nuova collaborazione tra il segretario comunale, il ragioniere capo e il revisore per cambiare i comportamenti di tutta la struttura amministrativa e ridurre i tempi di risposta ai bisogni dei cittadini?”.

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