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Export, paghiamo più di tutti la situazione internazionale

L'assessore Bini commenta i dati Ires relativi al secondo trimestre 2019

Export, paghiamo più di tutti la situazione internazionale

"Il calo dell'export in Friuli Venezia Giulia non sorprende in quanto è figlio di fattori esterni che la nostra regione paga più di tanti altri: la guerra dei dazi tra superpotenze a livello internazionale che coinvolge soprattutto Stati Uniti e Russia e il pesante rallentamento della Germania, quest'ultima il Paese verso il quale si dirige principalmente il nostro prodotto manifatturiero". L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, commenta così i dati Ires relativi al secondo trimestre 2019 che, confermando la tendenza dei primi tre mesi dell'anno, addebitano all'estremo Nordest d'Italia un export in calo del 19 per cento.

A questo proposito, Bini giudica "totalmente falso e politicamente scorretto affermare che la Giunta Fedriga sia poco attiva rispetto alle politiche economiche regionali, prova ne siano i tanti provvedimenti a sostegno del comparto produttivo deliberati direttamente (vedi Irap o credito d'imposta) o concordati con il Governo precedente (sblocco fondi per Trieste) nel corso di questo primo anno e mezzo. Sono azioni reali accolte positivamente dalle imprese Fvg - aggiunge l'assessore - e da coloro i quali potranno ora investire convintamente sulla nostra regione".

"Piuttosto - incalza Bini - possiamo e dobbiamo auspicare che il nuovo Governo nazionale consideri, nei fatti e non solo negli annunci, rilancio e sviluppo dell'economia al primo posto tra le priorità operative".

"Il Fvg - spiega quindi l'assessore - nelle esportazioni subisce una penalizzazione superiore a quella di altre regioni proprio perché buona parte delle esportazioni sono rivolte a Germania, Stati Uniti e Russia. Entrando nel dettaglio territoriale, va sottolineato che, a parte il Goriziano, molto influenzato dalla presenza di Fincantieri a Monfalcone, l'export è comunque in aumento a Udine e Trieste e rimane stabile a Pordenone".

Al di là dell'export, Bini rileva come "molto confortante" l'aumento delle imprese nel Pordenonese, "segno che l'economia regionale fatica ma regge adeguatamente il confronto anche grazie a tutte le iniziative messe in campo dalla Giunta Fedriga, ultima in ordine di tempo il pacchetto di complessivi 22,6 milioni di euro destinato in primis a finanziare gli investimenti tecnologici. Ma siamo già al lavoro - conferma infine l'assessore - sulla rivisitazione di Rilancimpresa per rispondere alle nuove richieste delle aziende attraverso Sviluppimpresa, norma in fase di costruzione con il contributo delle associazioni di categoria".

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