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Focus sugli Enti di decentramento regionale

In V Commissione del Consiglio regionale l'audizioni dei commissari. Critiche dal Pd: "Il Fvg va verso un neocentralismo"

Focus sugli Enti di decentramento regionale

"Non c'è equivoco: gli Enti di decentramento regionale (Edr) sono enti che hanno personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia gestionale, patrimoniale, organizzativa e contabile, ma ad oggi sono sottoposti alla vigilanza della Regione e che abbiamo creato in funzione di una futura trasformazione in soggetti elettivi che rispondano direttamente al cittadino". Lo ha affermato l'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in apertura della seduta della V Commissione del Consiglio regionale dedicata alle audizioni dei commissari degli Enti di decentramento regionale.

"Gli Edr sono nati il primo luglio scorso. Si tratta pertanto - ha rimarcato Roberti - di realtà giovanissime che stanno muovendo i primi passi nel mezzo delle enormi difficoltà causate dalla pandemia da coronavirus che ha bloccato il mondo intero".

"Non possiamo inoltre scordare che il percorso di liquidazione delle Uti non è ancora concluso. Uti - ha aggiunto l'assessore regionale - che presentano situazioni molto diverse le une dalle altre. Dobbiamo necessariamente attendere questo fondamentale passaggio per proseguire nell'implementazione degli Enti di decentramento regionale. Un iter che - lo abbiano sempre evidenziato - sarà lungo e complicato".

"L'Amministrazione regionale sta intanto lavorando senza sosta per dotare gli Edr di tutti gli strumenti e le competenze per operare al meglio - ha detto Roberti -. Dopo aver deliberato già a luglio una serie di incarichi dirigenziali, la Regione si sta adoperando per garantire a questi enti il personale adeguato per svolgere funzioni strategiche prioritarie come quella, ad esempio, dell'edilizia scolastica, particolarmente delicata in questa fase storica caratterizzata dalla diffusione del Covid-19 anche nel Friuli Venezia Giulia".

"Edr che avranno un collegamento istituzionale con il territorio esplicitamente previsto dall'art.32 della legge regionale 21 del 2019. In ciascun ambito territoriale di competenza di questi enti sono istituite, infatti, le Conferenze territoriali per l'edilizia scolastica, con funzioni consultive e di indirizzo in materia di interventi per l'edilizia scolastica di secondo grado. Ne faranno parte - ha sottolineato in conclusione l'esponente della Giunta - i sindaci dei Comuni ove hanno sede gli istituti scolastici superiori, gli assessori regionali all'Istruzione e alle Infrastrutture, il direttore generale dell'Edr e i primi cittadini degli altri Comuni dei rispettivi ambiti territoriali".

Da Augusto Viola si è appreso che, per quanto attiene l'Edr Udine, sono 23 i dipendenti, 19 per il servizio tecnico e la scuola, e 4 per gli affari generali e amministrativi; presto andranno implementati. Come scuola, l'ente gestisce 85 edifici per 24 plessi scolastici e 21.500 studenti. La massa finanziaria che è movimentata o in corso di movimentazione per l'edilizia scolastica è pari a 44,2 milioni di euro, tra spese di funzionamento e investimenti nel 2020; il bilancio di previsione 2021 parla di 17 mln e altrettanti per il 2022, per un totale di 78 mln, 16 dei quali andranno a interventi di adeguamento antisismico.

Il commissario ha infatti spiegato che diversi istituti, come Marinelli e Malignani, subiranno dei lavori per l'antisismica e perciò gli studenti saranno collocati in dei moduli prefabbricati, ma la situazione è precaria anche per il Marinoni e lo Stellini, dove sei aule sono occupate dai ragazzi dell'Uccellis. La carenza degli spazi per la didattica è notevole e da parte dell'Edr, a luglio, è stata avviata un'indagine di mercato ricevendo 16 segnalazioni di disponibilità di immobili. Ora si tratta di capire quali, tra queste, siano di più veloce utilizzo dal momento che bisogna attrezzarle con le aule.

L'Edr Pordenone non presenta le criticità udinesi in quanto è caratterizzato da un equilibrio tra capoluogo e territorio circostante relativamente al convergere degli studenti in città. L'ente ha 21 dipendenti, con la necessità di un potenziamento sia per le figure dirigenziali che per le figure tecniche. Le somme stanziate in tutto sono pari a 12,38 milioni. Trenta gli edifici scolatici di pertinenza per 13mila studenti. È in corso una gara che interesserà l'ospitalità da garantire agli 830 studenti dell'istituto Grigoletti, edificio che alla fine registrerà il massimo grado di risparmio energetico. La programmazione triennale dell'edilizia scolastica registra 28,3 milioni, a cui si aggiungono altri interventi per 17 mln; il totale, quindi, sarà di oltre 45 mln che andranno in investimenti, tra cui spiccano l'adeguamento sismico e il risparmio energetico.

Il commissario Paolo Viola ha invece evidenziato che, poiché la legge prevede che i Comuni possano avvalersi degli Edr per eseguire lavori pubblici di propria competenza, sia l'Edr Trieste sia l'Edr Gorizia continuano a gestire alcuni interventi che derivano da precedenti concertazioni con le Uti. A Trieste si stanno gestendo 7 interventi per quasi 4 mln di euro, a Gorizia 14 interventi per 7 mln; si tratta per lo più di opere mirate alla previsione di piste ciclabili.

L'Edr Trieste dispone di 38 dipendenti, presto ci saranno 5 pensionamenti che potrebbero far evidenziare delle criticità il prossimo anno; 24 gli edifici scolastici di pertinenza, per 9.200 studenti, completamente concentrati in città e con la caratteristica di essere edifici vetusti. Sono 25,07 i mln di euro stanziati per l'edilizia scolastica, tra spese di funzionamento e investimenti.

All'Edr Gorizia ci sono 12 persone, tra poco ne arriverà una 13esima; 27 gli edifici sparsi sul territorio, per 5.300 studenti. Gli stanziamenti 2020 sono pari a 8,58 mln. Poiché la struttura amministrativa e contabile si è spostata dal mondo deli enti locali al mondo degli enti regionali, ha fatto sapere il commissario, si sta operando con la formazione del personale perché alcune regole sono diverse. La sua previsione è che ci sia, dopo la fase di consolidamento, quella della sinergia tra i 4 enti, necessaria per fornire servizi migliori.

"Il tema scolastico dimostra squilibri tra i 4 Edr in termini di risorse e personale", ha poi commentato Furio Honsell (Open Fvg). "Auspico non si voglia ricreare un polo scolastico alla fiera di Udine, ma si utilizzino edifici disponibili che ci sono in città. Per il resto, tra le competenze degli Edr mancano sia la manutenzione delle strade sia il coordinamento del minore consumo di suolo con le aree vaste".

Per Mariagrazia Santoro "l'emergenza Covid-19, a cui i due commissari che ringraziamo stanno facendo fronte, non va confusa con la gestione ordinaria, che comporta anche gli interventi di ristrutturazione e adeguamento sismico. Non c'era alcuna necessità di creare gli Edr. Inoltre il bando per trovare altri spazi per gli studenti è del 21 agosto scorso, dopo che l'assessore Pizzimenti, a domanda specifica, aveva sostenuto che non c'era alcuna esigenza di nuove aule, esigenza invece ovvia. Riteniamo l'intervento molto tardivo".

Franco Mattiussi (FI) e Lorenzo Tosolini (Lega) hanno, all'opposto, denunciato le carenze dovute alla creazione delle Uti, in particolare a Udine, per la gestione degli edifici scolastici, molto vecchi e inadeguati. A breve agli Edr si assegneranno alre competenze.

Critico sugli Edr Tiziano Centis (Cittadini), che ha parlato di percorso che va avanti con non poche difficoltà e tempi lunghi prima di avere enti veramente elettivi. "La volontà di reintrodurre le Province è un pallino di questa Giunta regionale - ha detto -. Ma non serve fare un nuovo livello di governo per gestire l'edilizia scolastica, con tanto di poltrone, costi ed oneri, Più sensato era creare un ente regionale unico".

Dello stesso avviso Iacop, che ha rimarcato l'inutilità di creare quattro enti regionali che fanno la stessa cosa, edilizia scolastica. "Si è partiti con la competenza scolastica per arrivare a gestire funzioni che dovrebbero restare a livello locale e non regionale, come le manutenzioni della viabilità minore o lo sfalcio dell'erba. Inoltre, altre funzioni significa altro personale".

"Non ero un sostenitore delle Uti, ma questo è un cattivo esempio di fare politica - ha aggiunto il collega Francesco Russo (Pd) -. Siamo a metà legislatura e la riforma degli enti locali era un must della campagna del presidente Fedriga, invece questo è il topolino partorito dalla montagna. Non si sono discusse soluzioni nuove e alternative, siamo ancora a livello di propaganda. Con le scuole si intorbidiscono le acque sulla vera natura e sul futuro degli Edr. I confini si dovrebbero organizzare guardando alle funzioni, non su limiti che riguardano vecchi territori provinciali del tempo di Napoleone".

C'è la necessità di accelerare l'acquisizione, da parte degli Edr, di altre funzioni, la Regione proceda velocemente, ha invece detto Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar), auspicando che non si faccia consumo di suolo per trovare nuovi spazi per gli studenti ma si utilizzino strutture già esistenti.

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