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Gorizia e Nova Gorica punti di incontro europei

I rappresentanti di sei città si sono incontrati per condividere la loro visione per il futuro dell’Europa

Gorizia e Nova Gorica punti di incontro europei

I rappresentanti di sei città - Francoforte sull’Oder e Slubice, Nova Gorica e Gorizia e Valga e Valka - si sono incontrati a Gorizia e Nova Gorica per condividere la loro visione per il futuro dell’Europa: Crediamo che la forza dell’Europa sia nelle sue intersezioni e incroci, dove persone, lingue e culture si incontrano e arricchiscono il paesaggio sociale e culturale.

Pertanto, le città transfrontaliere svolgono un ruolo strategico per il futuro dell’Europa e offrono ottimismo in un periodo di incertezza come quello che il continente sta attraversando negli ultimi mesi, soprattutto nelle sue terre più orientali. Sebbene situati alla periferia dei nostri paesi, abbiamo trovato le opportunità per unire le nostre risorse e creare così le basi per una vita migliore dei nostri cittadini. Le città transfrontaliere sono diventate paladini di un diverso tipo di integrazione nell’UE: l’integrazione a livello micro, lontano dai governi nazionali e dalle istituzioni dell’UE.

Le tre aree urbane europee transfrontaliere che si sono incontrate oggi rappresentano più di una semplice amicizia e convivenza. Stiamo attraversando un processo di integrazione con l’obiettivo di migliorare la vita dei nostri cittadini e garantire una pace e una ricchezza durature nei nostri territori, un tempo dilaniati da fili e muri. Il nostro popolo gode dei frutti delle idee dell’Europa unita del secondo dopoguerra – un’Europa che ama la pace e costruisce un futuro economico, sociale e culturale comune per i suoi cittadini.

Il progresso dell’integrazione europea ha offerto alle città transfrontaliere l’opportunità di rafforzare i progetti comuni che in molti casi hanno portato a una fusione pratica di vari servizi, vita culturale, infrastrutture, economia, ecc. Alla conferenza è stato presentato e discusso il caso del GECT GO, nonché la prima ed unica Capitale europea della cultura transfrontaliera di Nova Gorica e Gorizia.

La conferenza ha anche rivelato che le città transfrontaliere devono affrontare una serie di sfide quotidiane, imposte da ostacoli amministrativi, legali o di altro tipo, che persistono nonostante la rimozione dei confini. Aprire la discussione su questi ultimi, condividere esperienze e buone pratiche di confronto con le nostre realtà è un contributo prezioso per l’attuazione delle nostre strategie e degli obiettivi. Una delle domande ricorrenti nella discussione è stata in che modo l’UE ei suoi Stati membri possono contribuire a facilitare il processo di creazione delle città transfrontaliere e la loro inclusione in prima linea nella futura strategia di integrazione dell’UE.

I partecipanti sono stati unanimi nel concludere che la conferenza delle città transfrontaliere dovrebbe diventare un evento annuale e che la rete informale dovrebbe unire i suoi sforzi per convincere i nostri governi, l’UE e gli altri Stati membri dell’UE a: riconoscere le città transfrontaliere come un’opportunità per mostrare il successo dell’integrazione europea; considerare e affrontare le sfide che le città transfrontaliere devono affrontare nell’attuazione delle loro strategie per lo sviluppo congiunto e il miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane transfrontaliere; sviluppare meccanismi che consentano una maggiore autonomia delle città transfrontaliere nel superamento dei requisiti amministrativi per investimenti, eventi e altri progetti in comune.

In particolare il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha voluto sottolineare come sia necessario che l'Europa riparta dal territorio, dai sindaci e dai cittadini, non limitandosi ad affrontare i problemi "macro" ma aiutando anche quei territori per i quali l'essere su un confine comporta in molti ambiti difficoltà nell'erogazione di servizi che pertanto per questo motivo diventano più costosi. Tra gli ambiti citati vi sono la sanità, il trasporto delle persone, l'imprenditoria, la scuola e formazione, la fiscalità. Si è deciso di rappresentare queste esigenze direttamente presso le istituzioni europee attraverso una serie di proposte e incontri.

"Non dobbiamo smettere di pensare che la cultura ci salverà e cultura è anche la buona amministrazione, quella di sindaci a cavallo di Paesi diversi che vogliono collaborare per ridisegnare e migliorare le condizioni di vita delle loro comunità". È la considerazioane che l'assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli ha tratto nel municipio di Nova Gorica alle conclusioni dell'incontro "Vivere senza confini: l'esperienza del Gect Go e della Capitale europea della cultura GO! 2025" promosso dall'Associazione Mitteleuropa e da Gect Go - il Gruppo di cooperazione territoriale fondato dalle città di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba -, entrambi presieduti da Paolo Petiziol.

"La cultura - ha rilevato Gibelli - è un ponte gettato per capirsi e per progettare un futuro insieme, tanto più importante in momenti tragici della storia come l'attuale. La proposta di collaborazione elaborata su iniziativa del Gect Go e dell'Associazione Mitteleuropea e suggellata oggi a Nova Gorica è valida e apre una prospettiva capace di guardare oltre confini, i quali, se pure hanno spesso un valore solo convenzionale nel cuore dell'Europa, ugualmente demarcano differenti modalità amministrative".

Nel confronto sviluppatosi oggi prima a Gorizia e poi a Nova Gorica si sono poste le basi per un'alleanza dei sei comuni frontalieri nelle sedi degli organismi europei per favorire l'integrazione e ridurre squilibri e disagi. Nel corso dell'incontro è stato ricordato che insiste su confini ben il 40 per cento del territorio europeo a riprova della centralità del tema in ambito comunitario. 

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