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Governo, Patuanelli ‘detta’ tempi e temi

Per il triestino, capogruppo del M5S al Senato, bisogna fermare l’aumento dell’Iva, ma anche guardare al futuro del Paese

Governo, Patuanelli ‘detta’ tempi e temi

Uno dei protagonisti di queste giornate di trattative a Roma per la formazione del nuovo Governo giallorosso è l’ingegnere triestino Stefano Patuanelli, capogruppo del M5S al Senato. A lui abbiamo chiesto il cronoprogramma perché un ‘Conte bis’ possa vedere la luce. “Ci vorrà qualche giorno per verificare la possibilità che ci sia una maggioranza parlamentare”, spiega Patuanelli, “e il premier incaricato ha già iniziato gli incontri con i Presidenti di Camera e Senato. Poi si inizierà a parlare di temi, per capire se c’è un progetto condiviso per il futuro del Paese”.

Il primo punto all’ordine del giorno dovrà essere la legge di bilancio. “Se dovesse fallire questo nuovo governo, le elezioni porteranno in dono a tutti gli italiani l’aumento dell’Iva. E chi ha causato questa crisi, dovrà risponderne davanti al Paese. Tra i primi obiettivi c’è quello di ‘sminare’ le clausole di salvaguardia”.

Il senatore pentastellato, però, indica anche una prospettiva di più lungo respiro. “Dobbiamo tenere in considerazione l’ambiente e l’economia green. Guardare con attenzione al lavoro e in particolare, capire cosa succederà tra 10-20 anni, in modo da poter attivare subito le opportune misure per la tenuta e la coesione sociale. Quanto fatto in questi 14 mesi non va rinnegato. Il Reddito di Cittadinanza, ad esempio, ha dato speranza a tante persone, anche nella nostra regione. Bisogna verificare cosa non sta funzionando e metterci mano, ma è una misura che dovrà essere confermata”, prosegue Patuanelli.

“Sull’immigrazione, non possiamo tornare a qualche anno fa, quando sbarcavano centinaia di migliaia di persone sulle nostre coste. Ma grazie al Presidente Conte e al Movimento 5 Stelle abbiamo acquisito credibilità in Europa. E il tema della gestione dei flussi migratori deve imporsi nelle sedi comunitarie”.

Matteo Salvini è uscito di scena nel momento in cui stavamo dando risposte al Paese. Noi continueremo a farlo, anche se con una 'grammatica' diversa. Dobbiamo avere grande rispetto per i cittadini: se una forza politica acquisisce consenso va rispettata, come va rispettato chi la vota. La vera domanda, però, è: perché aprire la crisi, visto che stavamo lavorando bene? Quella di Salvini è stata una scelta oggettivamente sciagurata”.

La questione aperta resta, però, quella della consultazione su Rousseau: “Il percorso sarà comunque guidato da Conte. Mi auguro – prosegue Patuanelli - che i nostri iscritti valutino in modo autonomo l’opzione di un governo con il Pd. Non dobbiamo dimenticare che se siamo qui è proprio grazie alla piattaforma, quindi il voto della base non si mette mai in discussione. Sono certo che anche il Pd farà una direzione nazionale per valutare la proposta, quindi ognuna delle due anime userà i suoi strumenti per ‘vagliare’ l’accordo”, conclude il senatore M5S.

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