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Green e digitale per affrontare il problema amianto

L’europarlamentare Lega: "Si registrano tra i 30 mila e 90 mila morti annuali in Unione europea, ed entro il 2025 potrebbe esserci il picco di patologie causate dal contatto con questo materiale"

Green e digitale per affrontare il problema amianto

La transizione verde e la transizione digitale, accompagnate dalla necessità di costruire e rinnovare gli edifici al fine di assicurare un minor impatto ambientale, ci metterà ancora una volta di fronte all’annoso problema dell’esposizione all’amianto con la necessità di rimuovere e trattare questo materiale in tutta sicurezza, senza dimenticare i costi che ne conseguiranno”.

Lo ha affermato l’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi, in Commissione occupazione e affari sociali (Empl), spiegando che “il report, seguito dalla collega Stefania Zambelli (Lega), sulla protezione dei lavoratori dall’amianto si inserisce in un più ampio contesto di azioni europee a tutela dei lavoratori e della loro salute, temi su cui l’auspicio è quello di trovare una trasversalità politica di intenti”.

“È necessario comunque ricordare l’impatto che alcune misure potrebbero avere sulle PMI, a cui servirà un occhio di riguardo e un approccio su misura per facilitare la transizione e al fine di agire in tutta sicurezza. Anche in questo caso –spiega Lizzi- gli strumenti digitali possono essere di aiuto e sostegno, se ben utilizzati”.

L’europarlamentare friulana ricorda con preoccupazione che “si registrano tra i 30 mila e 90 mila morti annuali in Unione europea causati dall’amianto, l’80% dei tumori legati al lavoro sono direttamente connessi all’amianto e entro il 2025 potrebbe esserci il picco di patologie causate dal contatto con questo materiale”.

“L’European Beating Cancer Plan contempla tra i suoi pilastri la prevenzione che risulta fondamentale contro l’insorgenza di tumori collegati alla professione, che causano il 52% delle morti sul lavoro”, conclude Lizzi.

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