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I fondi Feg compensano i licenziamenti anche per transizione e pandemia

L’europarlamentare della Lega Elena Lizzi ha annunciato il suo voto favorevole “pur senza gioire, perché lo strumento si utilizza in situazioni straordinarie e negative”

I fondi Feg compensano i licenziamenti anche per transizione e pandemia

“I contributi europei potranno finalmente essere richiesti anche a fronte dei licenziamenti dovuti a motivi cosiddetti nuovi, quali i cambiamenti nella composizione del mercato interno, l'automazione, la digitalizzazione, la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e le conseguenze dovute alla pandemia”.

Lo ha affermato l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi, componente della Commissione Occupazione e Affari sociali, intervenendo in plenaria sul fondo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) che, nell'ambito del piano per la ripresa dell’economia, rappresenta uno strumento di emergenza per aiutare le persone che perdono il lavoro a causa della crisi economica globale.

“L’abbassamento della soglia minima a 200 licenziamenti e l’ampliamento del campo di applicazione sono una prima risposta alle numerose domande che facevamo prima dello scoppio della pandemia quando, accanto all’agenda delle nuove priorità politiche, avremmo voluto fossero presenti strumenti compensativi dell’inevitabile impatto delle stesse su aziende e lavoratori. Il FEG –continua l’europarlamentare friulana- rappresenta quindi uno strumento con cui l’Unione europea tenta finalmente di compensare, almeno parzialmente, la destabilizzazione economica e sociale che provocherà con l’agenda delle nuove priorità politiche, a cui si è aggiunta l’emergenza Covid19, all’inizio sottovalutata”.

Lizzi ha concluso annunciando il suo voto favorevole “pur senza gioire, perché lo strumento si utilizza in situazioni straordinarie e negative e rappresenta solo un aiuto parziale per i cittadini e i lavoratori”.

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