Home / Politica / Il Fvg studia il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani

Il Fvg studia il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani

Adottato in via preliminare dalla Giunta a fine dicembre è approdato oggi, dopo la fase di consultazione pubblica di Vas e i relativi pareri, all'esame della IV Commissione

Il Fvg studia il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani

"Questo Piano si pone in una posizione di continuità con quello precedente e considera l'intero ciclo di gestione dei rifiuti urbani, dalla produzione alla raccolta, fino al trasporto e allo smaltimento finale, individuando interventi volti alla loro limitazione. Seguono ulteriori azioni finalizzate a favorire l'utilizzo, il riciclaggio e il recupero, avendo come fine primario lo sviluppo concreto di un'economia circolare sul territorio. Obiettivi da raggiungere attraverso soluzioni sostenibili, assecondando i valori indicati dalle norme statali e regionali".

Lo ha reso noto l'assessore regionale a Difesa dell'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, nel corso dei lavori della IV Commissione consiliare, presieduta da Mara Piccin (Forza Italia) e riunita a Trieste nell'emiciclo di piazza Oberdan, durante l'illustrazione della deliberazione della Giunta regionale dedicata all'adozione definitiva dell'aggiornamento per l'anno 2022 del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani.

Il provvedimento, che il 16 giugno ha già ottenuto il via libera unanime da parte del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), era precedentemente uscito dall'Esecutivo con la medesima comunione di espressioni positive, comprensivo di Rapporto ambientale e Sintesi non tecnica.

Quattordici gli obiettivi previsti, tutti progressivamente elencati dallo stesso Scoccimarro: "Prolungamento del ciclo di vita dei rifiuti urbani, incremento della raccolta differenziata, miglioramento della qualità di quelli raccolti, potenziamento e regolazione della frazione tessile, nonché di quella domestica pericolosa, miglioramento della frazione biodegradabile e degli olii minerali esausti".

"Senza dimenticare - ha aggiunto l'assessore - l'aumento del riciclo, la diminuzione della produzione pro capite di quelli residui, lo sviluppo di una rete integrata di impianti per la produzione e il recupero energetico, la minimizzazione del conferimento in discarica, la riduzione dell'abbandono e della dispersione, la razionalizzazione del sistema di trasporto e l'utilizzo del biometano ottenuto dal trattamento della frazione biodegradabile".

"In questo modo, andiamo a consolidare le buone prassi già individuate - ha concluso Scoccimarro - e andiamo a migliorare ulteriormente la gestione sui territori, sempre nel rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti dalle norme di settore e secondo le gerarchie di trattamento del Codice dell'Ambiente. L'aggiornamento propone soluzioni gestionali e impiantistiche anche per sfruttare i vantaggi derivanti dal rispetto del principio di prossimità dei luoghi di produzione, soddisfacendo ogni fabbisogno. Finalità primaria è costituita anche dal raggiungimento dell'autonomia regionale nel trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, evitando la migrazione verso altre regioni o persino verso l'estero, garantendo così una gestione sostenibile e responsabile".

La dgr 753 del 27 maggio modifica l'articolo 13 della legge regionale 34/2017 e tiene conto delle Norme in materia ambientale e della Disciplina organica della gestione dei rifiuti e princìpi di economia circolare. Un ambito operativo di competenza del Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati che fa seguito al progetto di Piano regionale, adeguato con lo schema recante le modalità operative e i termini del procedimento, declinati in fasi operative, dopo aver considerato anche le controdeduzioni alle osservazioni pervenute e le proposte di modifica e integrazione, senza dimenticare i documenti di Valutazione ambientale strategica (Vas) e di Valutazione di incidenza.

Nel corso del dibattito generale sono pervenute molteplici richieste di dettaglio e di approfondimento, a partire dall'intervento di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che ha fatto esplicito riferimento all'economia circolare e alla gestione dei rifiuti legnosi, auspicando lumi anche riguardo il tema dell'amianto e delle discariche tradizionali ritenute più preoccupanti. Il pentastellato Cristian Sergo ha invece fatto riferimento all'ipotesi legata alla realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, nonostante una ricognizione del ministero dell'Ambiente abbia indicato che il nord dell'Italia non necessiti di tali strutture.

Sul fronte del Pd, Mariagrazia Santoro ha auspicato indicazioni precise riguardo le principali innovazioni introdotte e valutazioni sul tema dell'autosufficienza, mentre il collega di gruppo consiliare Nicola Conficoni ha rimarcato che "in un Friuli Venezia Giulia complessivamente virtuoso, livelli inferiori vengono tuttavia fatti registrare sul territorio di Trieste, dove sarebbe quindi opportuno cercare un avvicinamento delle performance".

Il capogruppo forzista Giuseppe Nicoli, infine, ha suggerito di "scorporare i contributi portati dai vari soggetti", evidenziando anche che "i Comuni sono i primi a dover sensibilizzare il cittadino, affinché il conferimento venga fatto nel modo più opportuno. Servono azioni specifiche per ottimizzare tale passaggio, evitando soluzioni imposte dai gestori e costi extra prelevati dalla fiscalità generale".

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori