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Il Fvg valuta misure a supporto del Cpr di Gradisca

L'assessore Roberti questa mattina ha fatto visita al Centro per i rimpatri assieme al prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello

Il Fvg valuta misure a supporto del Cpr di Gradisca

Confermare la vicinanza della Regione alle Forze dell'ordine che operano nel Centro di permanente per i rimpatri e valutare la situazione della struttura dopo i tragici fatti della scorsa settimana, nell'ottica d'individuare le modalità attraverso le quali l'amministrazione regionale potrebbe fornire il proprio supporto. Sono questi gli obiettivi della visita alla struttura di Gradisca d'Isonzo compiuta questa mattina dall'assessore regionale alla Sicurezza e immigrazione, Pierpaolo Roberti, assieme al prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello, durante la quale ha incontrato il personale operante nel centro e i rappresentanti della cooperativa che ne gestisce i servizi interni.

"Tenevo particolarmente a effettuare questa visita - ha detto Roberti - per assicurare il supporto, non solo morale, della Regione agli uomini e alle donne dalla Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di finanza e dell'Esercito che ogni giorno prestano servizio al Cpr, in una situazione non certo facile, che nei giorni scorsi sono stati oggetto di attacchi vergognosi".

L'assessore ha spiegato che "per la Regione è molto importante che le Forze dell'ordine e il personale della cooperativa possano operare in sicurezza, mantenendo l'ordine ed evitando nuove rivolte o tentativi di fuga. Abbiamo, quindi, avviato un confronto, anche su temi specifici, che si è rivelato costruttivo e ora ci metteremo al lavoro per definire in concreto come garantire il supporto dell'Amministrazione regionale".

Roberti ha, infine, rimarcato che "il Cpr non è un albergo, ma un centro preposto all'identificazione ed espulsione di immigrati clandestini. Oggi la struttura ospita persone responsabili di reati commessi in Italia e, spesso, anche nel loro Paese d'origine, dal quale sono scappate proprio per evitare la reclusione. Si tratta di individui che non hanno alcun diritto di rimanere sul nostro territorio e, quindi, devono essere espulsi per non gravare ulteriormente sulla collettività".

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