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Verso il nuovo Dpcm, il Fvg vede 'arancione'

Nell'ultimo report settimanale, la nostra regione era tra quelle inserite a rischio 'alto', per le quali Speranza prevede l'inserimento nella fascia di restrizioni intermedia

Verso il nuovo Dpcm, il Fvg vede \u0027arancione\u0027

Mentre a Roma si segue con attenzione l'evoluzione della crisi di Governo, aperta dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva, si continua a lavorare per la gestione della pandemia, che si prepara a vivere settimane particolarmente dure.

In mattinata, i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno illustrato alle Regioni la versione 'definitiva' del nuovo Dpcm, che questa sera è in discussione in Consiglio dei Ministri. Tra le misure dovrebbe passare la chiusura degli impianti da sci fino al 15 febbraio e la proroga dello stop per palestre e piscine. Tra le novità annunciate il divieto di asporto per i bar dopo le 18 e l'apertura dei musei in zona gialla.

Contestualmente, è stata inviata la bozza del nuovo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità, che definirà i colori dei vari territori a partire dalla prossima settimana.

Per il Fvg, a quanto emerge, c'è una buona notizia: l'indice Rt è a 0,94, quindi ancora sotto 1, anche se in aumento rispetto allo 0,91 del precedente report. Diversi parametri, però, sarebbero in peggioramento. Questo significa che la nostra regione è più vicina alla fascia arancione rispetto a quella gialla.

Il ministro Speranza, infatti, in Parlamento ha annunciato un inasprimento dei parametri e una collocazione in arancione per tutte le regioni classificate a rischio 'alto', classe nella quale già la scorsa settimana era stato 'retrocesso' il Fvg, dopo un lungo periodo con il 'bollino' di rischio 'moderato'.

In base a questo principio, buona parte d'Italia risulterebbe arancione, con il passaggio di una decina di regioni a questa colorazione, mentre Lombardia, Sicilia (qui la richiesta è partita direttamente dal Presidente Musumeci) ed Emilia Romagna potrebbero 'vedere rosso'. Solo Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta al momento sono abbastanza certe di rimanere in zona gialla.

Le ordinanze del ministro della Salute che daranno ufficialità agli eventuali passaggi, compreso quello del Fvg, arriveranno venerdì 15, dopo la pubblicazione del nuovo report Iss. Le misure dovrebbero entrare in vigore domenica 17, mentre per sabato 16 l'ipotesi è che resti valida l'attuale colorazione.

Nel frattempo, accanto al nuovo Dpcm, è stato varato ieri sera dal Consiglio dei Ministri il decreto-legge 'Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19', che proroga al 30 aprile lo stato di emergenza.

Tra le principali novità, presentate da Speranza alle Camere, lo stop agli spostamenti tra Regioni fino al 15 febbraio (con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione).

Dal 16 gennaio e fino al 5 marzo è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi per andare a trovare amici o parenti in un’altra abitazione privata, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone (più minori di 14 anni e persone non autosufficienti). Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti. Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Il decreto, poi, istituisce la zona bianca, nella quale si collocheranno (al momento nessuna ha parametri così bassi) le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e un'incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.

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