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L'Austria frena ancora sull'apertura del confine

Kurz: "Faremo tutto il possibile per promuovere le vacanze interne". Pettarin: "Attacchi inaccettabili per indebolire l'Italia"

L\u0027Austria frena ancora sull\u0027apertura del confine

"In nessun caso apriremo i nostri confini a Paesi che non hanno ancora la situazione dei contagi da coronavirus sotto controllo". Lo afferma su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. "Il governo federale farà tutto il possibile per promuovere le vacanze in Austria e per dimostrare che le vacanze in Austria sono sicure", aggiunge Kurz. Un post che ha immediatamente rinfocolato le polemiche, anche in Fvg.

“L'Italia è sotto attacco. Lo è da parte dell'Austria e altri Paesi europei sul tavolo dell'economia, dall'asse Germania-Austria-Croazia per tagliare fuori il nostro Paese dalle trattative per la sopravvivenza del turismo estivo, e lo è da tutti quegli stati che, trattandoci come appestati, evidentemente non vedono l'ora di banchettare sul nostro cadavere. L'Italia deve reagire e devo farlo subito, con determinazione e con l'orgoglio che un paese come il nostro è chiamato ad avere in campo internazionale, senza sentirsi inferiori a nessuno. Ho personalmente richiamato sul punto i ministri Di Maio e Franceschini più volte attraverso interrogazioni parlamentari. Non si può più aspettare”. Così, in una nota, il deputato di Forza Italia Guido Pettarin.

“Le posizioni espresse da Austria e Slovenia - aggiunge - sono pesantissime e addosserebbero all'Italia la responsabilità di contenere il contagio, mentre oltre questi confini si potrebbe riprendere la vita di tutti i giorni, garantendo persino il transito dei turisti per le spiagge, ma non per quelle italiane perché il transito in Italia non sarebbe sicuro. Tutto ciò è offensivo nei confronti di un popolo che dal primo giorno di emergenza ha rispettato limitazioni e disposizioni per arrestare il contagio ben più stringenti di quelle che hanno ritenuto opportune altri paesi, dove i bar sono rimasti praticamente sempre aperti e dove le mascherine di fatto non sono quasi mai state obbligatorie".

"Un altro mondo, se lo si guarda con la saggezza di chi ha imparato il metodo corretto per affrontare il virus. Non è accettabile che proprio da quei Paesi, per tutelare le proprie economie e per indebolire la nostra, arrivino certe dichiarazioni sulla presunta scarsa sicurezza che i loro cittadini avrebbero nel mettere naso in Italia. Ci sono zone di confine dove, è bene che Austria e Slovenia lo capiscano, i loro Governi hanno pensato di arrestare il virus alzando reti e imponendo confini. Sarebbe opportuno informarli che il virus li può attraversare, ricordando anche loro, nel contempo, che proprio le misure attente adottate in Italia e, per quanto li riguarda più direttamente, in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, hanno protetto le loro popolazioni”.

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