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La crisi di Governo vista dai politici friulani

Voto subito o esecutivo giallorosso? Ecco cosa pensano i nostri rappresentanti a Roma

La crisi di Governo vista dai politici friulani

Il 20 agosto potrebbe essere il giorno più caldo dell’estate italiana. E l’anticiclone c’entra poco. Sulla capitale l’atmosfera in Senato sarà rovente attorno alle 15, quando il premier Giuseppe Conte si presenterà in aula. Cosa accadrà? Abbiamo sentito i rappresentati del Fvg in Parlamento, per capire quali sono le loro sensazioni.

Ciriani: “Bisogna votare! M5S-Pd un disastro per l’Italia”
“Probabilmente Conte si dimetterà prima di farsi giustiziare dai parlamentari”, anticipa il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani. “Farà un discorso lungo e articolato e molto pesante nei confronti della Lega e andrà dal presidente Mattarella”. E poi? Conte bis, nuovo premier o urne in autunno? “Da quanto si percepisce – spiega Ciriani - c’è un lavorio incessante tra Movimento 5 Stelle e Pd, che a mio parere troveranno un accordo al 70 per cento. Nel restante 30 si andrà alle urne, ma la vedo l’ipotesi più improbabile anche se è quella che il mio partito caldeggia da tempo e ritiene valida anche ora”.

“Credo che al di là dei sondaggi, la gente voglia il voto per garantirsi un governo di legislatura e coeso, che potrebbe rispecchiarsi nel centrodestra unito, e non basato sulle baruffe quotidiane come abbiamo assistito negli ultimi mesi" sottolinea il senatore. "Certo, se il nuovo Governo si basa su Pd e Cinque Stelle credo che passeremo dalla padella alla brace e sarà un disastro per l’Italia. Perché fino a ieri in Parlamento gli esponenti dei due partiti non erano d’accordo su nulla e si insultavano e ora improvvisamente si scoprono affini. Pensare che un Governo possa stare in piedi solo con il collante dalla paura delle elezioni, perché queste li decimerebbero, francamente non lo capisco”.

De Carlo: “Stupefatti dal comportamento della Lega”
Il Movimento 5 Stelle potrebbe governare con il Pd, ed è un’ipotesi che prende quota, ma i grillini gettano la croce addosso a Salvini e rivendicano che a rompere il contratto non sono stati loro. “Abbiamo assistito per giorni stupefatti a continui volta faccia e giravolte della Lega" dice la deputata dei Cinque Stelle, Sabrina De Carlo, "che con arroganza ha deciso di porre fine a un governo che stava lavorando bene, per poi negli ultimi giorni fare enormi passi indietro, quando si sono resi conto che il loro tradimento porterà a tutte le famiglie italiane aumenti dei costi. Non ci aspettavamo il loro stop a provvedimenti importanti che sarebbero stati approvati da settembre, come flat tax, la riforma della giustizia, il salario minimo, solo per citarne alcuni. Ma così è stato, e ne abbiamo preso atto. Qualunque sarà la decisione del presidente Mattarella, noi siamo pronti perché ciò che conta è tutelare l’interesse dei cittadini, non quello dei partiti, che pare essere invece l’unico obiettivo della Lega che, irresponsabilmente, ha scatenato una crisi ad agosto solo per capitalizzare i consensi”, conclude De Carlo.

Dal Mas: “Si doveva votare prima, ora l’economia è in pericolo”
Propensa al voto sarebbe Forza Italia, ma i tempi e le ricadute economiche nel farlo ora preoccupano i forzisti. “Domani Conte si presenterà in aula e capiremo dopo il suo discorso se vuole una nuova fiducia o meno”, evidenzia il senatore di Forza Italia Franco Dal Mas. “Probabile che si dimetta”. Il voto? “Noi lo abbiamo chiesto da tempo, ma è assurda la situazione che si è creata perché si è dato vita a una crisi extraparlamentare sbagliata anche nei tempi. E’ stato un azzardo aprire ora una crisi basata sulla prurigine elettorale, che non tiene conto del particolare momento e degli incombenti vincoli di bilancio, la legge Finanziaria, l’aumento dell’Iva, che si rifletterebbe su piccole e medie imprese, sui cittadini e sulla nostra economia – va avanti Dal Mas -. Un dato preoccupante è anche che economie più forti della nostra, come quella della Germania, cominciano a essere in crisi se non a rischio recessione. Andare alle elezioni in questo scenario credo sia un fatto essenzialmente attribuibile alla irresponsabilità”.

Serracchiani: “Nessun pregiudizio, ma i 5 stelle devono cambiare politiche”
Il nuovo governo giallorosso, come qualcuno già l’ha etichettato a Palazzo, potrebbe nascere per senso di responsabilità: un’apertura che arriva anche dalla vicepresidente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico, Debora Serracchiani. “Il Pd non ha pregiudizi nei confronti di un percorso accompagnato dal presidente della Repubblica  - ha detto in un’intervista alla Stampa -. Ci si siede a un tavolo, consapevoli di essere diversi, e si scrivono nero su bianco i temi su cui, a tempo determinato, si può condividere un percorso”, ma il tutto a patto che i Cinque Stelle cambino rotta. “Non possono certo pensare che, se ci fosse una possibilità di accordo, passi da un decreto sicurezza ter! Ci vuole un tagliando: una totale revisione della Bossi-Fini, un cambio nei rapporti con l'Europa. D' altra parte, se il M5S in un anno è passato dal 32 per cento al 17, forse anche a loro serve cambiare politiche”, rimarca Serracchiani.

Fedriga: “La parola ai cittadini, no a governi per la poltrona”
E se la ex presidente della Regione accetterebbe un accordo, l’attuale governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, non ha dubbi: voto subito, come ha dichiarato durante un’intervista radiofonica a Radio Punto Zero Tre Venezie. “Mi auguro - ha detto l’esponente della Lega - che si ridia la parola ai cittadini perché il più grande esercizio di democrazia è il voto e quando ci sono dei problemi di natura politica credo si debba tornare ai ‘datori di lavoro’; è previsto dalla Costituzione che la sovranità appartenga al popolo. Io sono convinto, e l’ho detto in tempi non sospetti, che governare con chi deve dire più no che sì è sempre molto difficile" ha aggiunto Fedriga.

"Il Paese ha bisogno delle infrastrutture, il Paese ha bisogno delle autonomie, il Paese ha bisogno di sicurezza, ha bisogno di lotta all’immigrazione clandestina e ne sono convinto. Basti vedere cosa è successo in questi giorni di crisi in cui due ministri dei Cinque Stelle hanno negato la firma al decreto che vietava gli sbarchi degli immigrati irregolari e alle ONG”. E ancora: “Quando ci sono questi problemi, è inutile tenere un governo soltanto per mantenere la poltrona – ha sottolineato -. Il governo è un mezzo, non è un fine. Se serve per fare le cose bene, altrimenti si torna dai cittadini. In caso contrario, si rischia di fare ciò che è stato fatto in passato ovvero scaldare la poltrona con contraddizioni, i no, il non fare nulla e chi paga questa situazione sono i cittadini. Meglio un sano voto liberatorio. Altre alchimie, accordicchi o inciuci personalmente mi farebbero molta paura”, ha concluso Fedriga.

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