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La tutela delle donne passa per l’indipendenza economica

Oggi all’Università di Udine, un incontro promosso dal Coordinamento Donne Cisl Fvg contro la violenza di genere

La tutela delle donne passa per l’indipendenza economica

La tutela delle donne passa attraverso l’indipendenza economica e ciò è ancora più vero nei casi di violenza. E’, infatti, il lavoro a costituire la prima chance di salvezza per le donne che subiscono violenza soprattutto dentro le mura familiari.

E’ questo uno dei punti di convergenza dell’incontro organizzato oggi all’Università di Udine, dal Coordinamento Donne della Cisl Fvg, e che ha messo al centro del dibattito la salvaguardia delle donne dai comportamenti aggressivi, violenti e abusi.

“Il lavoro – spiegano la coordinatrice cislina, Alessia Cisorio e la segretaria Cisl Fvg, Claudia Sacilotto – è uno strumento di difesa fondamentale: per questo è fondamentale favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Naturalmente anche i luoghi di lavoro vanno presidiati, se si considera che il 7,5% delle lavoratrici (1,1mln) ha subìto ricatti sessuali per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per un avanzamento di carriera; e che l’8,9% delle lavoratrici ha subito violenze o molestie nei luoghi di lavoro. Proprio per garantire la sicurezza delle donne, in Friuli Venezia Giulia abbiamo sottoscritto e stiamo portando avanti Protocolli specifici”.

A calcare su questa linea è anche il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, che rilancia la necessità di lavorare per migliorare la contrattazione senza ghettizzare le donne e per superare quel gender gap, che ancora oggi penalizza la componente femminile.

Accanto al lavoro, alla parità salariale, all’indipendenza economica, un’altra chiave di tutela è il linguaggio. Le parole, infatti, possono essere un’arma micidiale, quando accostate in modo improprio, quando caricate di pregiudizio e violenza, come soprattutto accade nel mondo virtuale. A riportare l’accento sulla violenza nella rete è Manuela De Giorgi del Centro operativo per la sicurezza Cibernetica della Polizia Postale. Violenza verbale, e non solo, che si traduce in vere e proprie espressioni di odio e di violenza, che nascono in un mondo virtuale, ma che presto diventano reali, generando sofferenza vera. Parliamo di reati come il body shaming, il revenge porn, il ricatto sessuale per arrivare alle truffe sentimentali, sempre più diffuse anche nella nostra regione.

Accanto ai discorsi d’odio, l’attenzione alle parole resta una priorità anche nei mezzi di comunicazione, come racconta la giornalista Nada Cok, riferendosi ai codici deontologici della categoria, nelle aule di tribunale, chiarisce l’avvocata Pina Rifiorati e naturalmente in tutte le narrazioni che coinvolgono le donne, riporta la studiosa del linguaggio, Fabiana Fusco.

All’incontro hanno partecipato, presentando un video d loro realizzato sul tema della violenza contro le donne, alcuni studenti della Facoltà di scienze e tecnologie multimediali dell’Università di Udine, sede di Pordenone.

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