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Massima attenzione sul raddoppio della centrale di Krsko

Per Serracchiani e Rojc (Pd) serve un intervento del Governo. Progetto Fvg chiede di valutare le sostenibilità non solo economica, ma anche ambientale e per la sicurezza

Massima attenzione sul raddoppio della centrale di Krsko

“Dopo un anno tornano a ravvivarsi le voci su un possibile potenziamento della centrale di Krsko e si deve nuovamente alzare il livello dell'attenzione su un impianto al centro di discussioni ormai da molto tempo. Ripetiamo al premier sloveno Jansa gli stessi concetti già ribaditi al suo predecessore, perché in merito al nucleare il Pd ha una posizione chiarissima. In questo caso in particolare sentiamo il dovere di farci interpreti delle preoccupazioni dei cittadini del Fvg e in specie di Trieste e di tutta l'area confinaria, per la ridotta distanza dal sito nucleare. E queste preoccupazioni trasmetteremo al Governo italiano”, afferma la deputata Debora Serracchiani, commentando le notizie diffuse sull'intenzione del Governo sloveno di avviare la procedura che dovrebbe condurre alla costruzione del secondo reattore della centrale nucleare di Krsko, d'intesa con il Governo croato.

“Tra le varie altre ragioni, il recente evento sismico che ha duramente colpito Zagabria – aggiunge la senatrice Tatjana Rojc (Pd) – dovrebbe imporre una ulteriore riflessione sull'opportunità di implementare la centrale di Krsko. L'anno scorso un esponente della giunta Fedriga aveva resuscitato la possibilità di un partenariato tra il Friuli Venezia Giulia e la proprietà sloveno-croata: speriamo che simili ipotesi siano state abbandonate, in Slovenia e in Italia. C'è ben altro cui pensare”.

“Visto che l'intenzione della Slovenia è da tempo evidente, considerato anche l'interesse dichiarato della Croazia sul raddoppio della centrale nucleare slovena di Krsko, si ponga l'attenzione sulla situazione” così si esprime Giorgio Cecco referente regionale per l'ambiente di Progetto Fvg. “Il Governo Italiano lavori per una strategia energetica comune con i Paesi vicini, magari coinvolgendo pure la Regione, in modo da valutare le sostenibilità non solo economica, ma anche ambientale e per la sicurezza, con un progetto generale che tenga conto di tutti gli impianti esistenti o previsti, nelle varie tipologie e fonti. Fermo restando che non è auspicabile fermare la ricerca in nessun ambito energetico e ci sia sempre il mantenimento della potestà territoriale, è importante che il tutto venga analizzato tenendo conto dei rischi per la popolazione e l'ambiente, per questo è fondamentale intervenire con una strategia condivisa, se non comunitaria, almeno tra Paesi confinanti” conclude Cecco, “nello specifico ricordando che la centrale di Krsko dista pochi chilometri dall'Italia e in certe situazioni i confini non hanno significato”.

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