Home / Politica / Molestie all'adunata degli Alpini, indagine archiviata

Molestie all'adunata degli Alpini, indagine archiviata

La decisione della Procura di Rimini: "Difficile identificare i responsabili". I commenti della politica

Molestie all\u0027adunata degli Alpini, indagine archiviata

La Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulle molestie denunciate da una 26enne durante l'Adunata degli Alpini, lo scorso maggio, a Rimini. Lo ha confermato il procuratore capo, Elisabetta Melotti.

Alla base della richiesta della procura ci sarebbe la non identificazione, a due mesi dai fatti, dei presunti autori delle molestie. Una identificazione resa difficile sia per la presenza numerosa di persone nello stesso luogo sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona.

Dopo il polverone che si era sollevato, non si sono fatti attendere i commenti della politica Fvg, anche in vista dell'appuntamento Ana del 2023 a Udine.

"Come preventivabile, le accuse di molestie nei confronti degli alpini si sono concluse con la richiesta di archiviazione, da parte del pm titolare dell'inchiesta, dell'unica denuncia presentata in procura". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Diego Bernardis (Lega) che, in merito alla notizia di richiesta di archiviazione arrivata da Rimini a riguardo del procedimento nei confronti dell'accusa di molestie durante l'adunata delle penne nere, aggiunge: "Il buon nome degli alpini ne esce intonso, riabilitato e più forte, nonostante i vili attacchi e la vergognosa campagna denigratoria perpetrata nei loro confronti da tanti detrattori".

"Dopo aver svolto le indagini - continua la nota Lega - gli inquirenti hanno ritenuto infondate le accuse e gli allarmi, evidenziando dunque che il tutto era stato montato ad arte dal solito estremismo di sinistra che aveva approfittato delle polemiche per chiedere la sospensione delle adunate".

"Richieste evidentemente assurde e che non consideravano tutte le opere e le iniziative che gli Alpini hanno fatto per il nostro Paese. Oggi più che mai - conclude Bernardis - possiamo essere orgogliosi degli Alpini e rivolgere loro un sentito ringraziamento per quanto fatto, e in futuro ancora faranno, per le nostre comunità". 

"Il consigliere regionale Diego Bernardis della Lega avrebbe dovuto pensarci due volte, prima di diramare il comunicato di oggi sull'incresciosa vicenda delle denunce di molestie da parte di donne, subite durante l'adunata degli alpini a Rimini". Questa la dichiarazione, in una nota, del consigliere di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell.

"Questa vicenda non può essere liquidata con affermazioni così superficiali. In primo luogo - esplicita Honsell - l'archiviazione è stata motivata dall'impossibilità di identificare i responsabili, non perché il fatto non sia avvenuto. Ma ancora più sconcertante è che Bernardis non esprime l'auspicio che in futuro non sorga nemmeno il sospetto che simili episodi possano verificarsi, e che venga invece superata la cultura maschilista".

"Attribuisce invece - conclude Honsell - queste denunce a estremisti della parte politica opposta alla sua. Il Corpo degli alpini ha tradizioni e valori che si difendendo anche difendendo le donne dalle molestie".

"Sessismo tra gli Alpini, sessismo in magistratura. Indispettita per la richiesta di archiviazione sull’unica denuncia sinora presentata relativamente alle presunte molestie avvenute in occasione del raduno degli Alpini di Rimini, l’associazione Non una di meno Rimini rilancia annunciando nuove denunce e puntando il dito persino contro il magistrato che ha richiesto l’archiviazione, facendo passare il messaggio che la decisione è stata presa per una sorta di condivisione del sessismo, oltre che per timore reverenziale nei confronti del corpo degli Alpini", scrive in una nota il deputato di Forza Italia Roberto Novelli.

"Sono certo che le attiviste dell’associazione sono al corrente delle azioni meritorie che le penne nere, siano esse in armi o in congedo, realizzano, come ad esempio aiutare le popolazioni colpite da terremoti. Ad esempio esattamente dieci anni fa, nella loro regione furono quasi tremila i volontari alpini che intervennero dopo il terribile terremoto che colpì l’Emilia. Cercare a tutti i costi di infangare un'istituzione nazionale come gli Alpini e tacciarli di essere un’entità intoccabile significa vivere fuori dal tempo e dalla realtà. Se c’è stato qualcuno che non si è comportato bene o peggio ha usato violenza sono certo che è già stato identificato e allontanato e comunque va punito, Il resto è strumentalizzazione politica di basso livello".


0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori