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Morto nel Cpr, ora servono le scuse alla Polizia

Netta presa di posizione dell'assessore Roberti: "Chi ha parlato di nuovo caso Cucchi dovrebbe scusarsi". La replica di Serracchiani

Morto nel Cpr, ora servono le scuse alla Polizia

"La morte di una persona è sempre un fatto tragico ma, alla luce degli esiti degli esami autoptici sulla vittima, credo siano doverose le scuse di chi negli ultimi giorni ha insinuato l'ipotesi di un pestaggio o che ci si trovasse di fronte ad un nuovo 'caso Cucchi', arrivando addirittura ad avanzare accuse di insabbiamenti". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, commentando i risultati dell'autopsia effettuata sul corpo del cittadino georgiano detenuto al Cpr di Gradisca d'Isonzo e morto in ospedale alcuni giorni fa, che non evidenziano lesioni traumatiche importanti.

Roberti ha rimarcato che "la Regione ha da subito difeso l'operato delle Forze dell'ordine, del questore e del prefetto di Gorizia dalle accuse infamanti che oggi sono state smontate dagli esami svolti, peraltro, alla presenza di un perito di parte. Chi si è scagliato contro gli agenti in servizio senza avere un reale quadro della situazione dovrebbe avere il coraggio di scusarsi pubblicamente, in particolare se è un rappresentante delle istituzioni".

L'assessore ha però evidenziato che "anche se arrivassero, non credo che quelle scuse potrebbero essere sufficienti a coloro che, operando a tutela dei cittadini, si sono sentiti trattati come criminali. Se la Polizia di Stato deciderà quindi di difendere la propria immagine in sede giudiziaria, la Regione non potrà che valutare la propria costituzione parte civile in un eventuale processo".

“Il lavoro della Magistratura va rispettato dall'inizio alla fine e non va strattonato in un senso o nell'altro: tutti dovrebbero chiedere che si faccia luce rapidamente ma non che la verità confermi posizioni politiche o d'altra natura", replica la deputata dem Debora Serracchiani. "Se il Procuratore di Gorizia si mantiene prudente nel corso dello svolgimento di un'indagine delicata, l'istituzione Regione dovrebbe esserlo ancora di più. Lo stesso vale per chi ha subito evocato parallelismi con casi di violenza e depistaggio”.

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