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Nominato il Direttivo della Comunità Linguistica Friulana

I Comuni aderenti sono 119, ma sono in corso contatti con le amministrazioni che ancora non hanno deliberato

Nominato il Direttivo della Comunità Linguistica Friulana

Nuovo direttivo per la Comunità Linguistica Friulana. "Dopo il periodo estivo e la fase di passaggio delle consegne con il Presidente uscente Diego Navarria, che a nome di tutti i Sindaci ringrazio ancora una volta per il lavoro svolto poiché è stato determinante il suo impegno per far nascere la Comunità", spiega il neopresidente Markus Maurmair, "sono pronte le nomine. Faranno parte della squadra il vicepresidente, eletto direttamente dall’Assemblea dei Sindaci, Alessandro Marangoni, sindaco di Artegna, cui si aggiungono Ornella Comuzzo, assessore di Tavagnacco, Alessandra Vanone, assessore di Tricesimo e Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli".

"Attualmente - prosegue Maurmair - la Comunità Linguistica Friulana si avvale dell’indispensabile supporto dell’ARLeF che, grazie alla disponibilità del Presidente Eros Cisilino, ha messo a disposizione la collaborazione della segreteria dell’agenzia e in particolare del direttore William Cisilino. I Comuni aderenti con atto deliberativo dei propri consigli sono 119 e, come anticipato in occasione dell’assemblea elettiva dello scorso 9 luglio, sono in corso diversi contatti con le amministrazioni comunali che ancora oggi non hanno deliberato l’adesione. La partecipazione di realtà come Pordenone, Spilimbergo, Cividale del Friuli, Manzano o Codroipo è auspicabile per dare la completa rappresentanza territoriale all’istituzione che è deputata alla valorizzazione e alla salvaguardia della coesione territoriale, sociale ed economica delle comunità linguistiche friulana".

"L’assenza di ancora un cinquantina di enti è per lo più conseguenza della battaglia della scorsa legislatura sulle UTI infatti gran parte dei Comuni ricorrenti non hanno deliberato la loro adesione poiché la norma costitutiva della Comunità Linguistica Friulana è la stessa che istituiva le UTI. Oggi, venuta meno la motivazione legale la speranza è che vi sia una piena e convinta partecipazione. Nel frattempo sono partiti i progetti che riguardano da un lato servizi essenziali agli scopi istituzionali, come l’attivazione di un portale internet, e si sta procedendo a formulare delle proposte di supporto agli amministratori comunali e alle loro strutture", spiega ancora il sindaco di Valvasone Arzene.

"Infatti, grazie al supporto del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli dell’Università di Udine e alla collaborazione dell’ARLeF, partirà sul finire di ottobre il primo corso di formazione degli Amministratori e del personale dipendente dei Comuni di area friulanofona. Sarà un’offerta formativa distribuita sul territorio e coinvolgerà cinque Amministrazioni comunali cui sarà chiesto un supporto logistico. I docenti, provenienti dall’Università del Friuli, tratteranno argomenti legati alle lingue minoritarie e, in particolare, alla legislazione di riferimento, alle attività contemplate dal piano di politica linguistica regionale oltreché alle norme di riferimento su specialità e autonomia. Saranno presentati strumenti operativi come il piano comunale di politica linguistica, i supporti informatici per l’attività degli sportelli in friulano e le modalità di accesso a contributi e finanziamenti relativi a diritti linguistici", conclude Maurmair.

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