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Numeri preoccupanti, il Fvg studia misure più stringenti

Il governatore Fedriga fa appello al senso di responsabilità dei cittadini e annuncia: "Stiamo ipotizzando restrizioni nelle aree del Fvg con il maggior tasso di contagio"

Numeri preoccupanti, il Fvg studia misure più stringenti

“Stiamo assistendo a un’impennata dei contagi”, denuncia il governatore Massimiliano Fedriga, in conferenza stampa (qui il live) assieme al suo vice Riccardo Riccardi. “Serve un impegno da parte di tutti. Dobbiamo rispettare le regole ed evitare contatti sociali con le altre persone. Lo sforzo che stiamo facendo per tenere in piedi parte economica e salute ha bisogno del contributo di tutti, altrimenti perdiamo la battaglia”.

Vedo troppa gente che pensa che le regole non esistano”, tuona ancora Fedriga. “Serve buon senso. Altrimenti poi non qualcuno non si deve lamentare se a Natale non potrà uscire a fare acquisti…”.

“C’è stata irresponsabilità da parte di alcuni cittadini e le regole non sono state sempre rispettate. Stiamo ipotizzando misure più stringenti nelle aree con il maggior tasso di contagio”, annuncia Fedriga. “Mentre noi cerchiamo di muoverci con il tempo dovuto, non vorremo trovarci tra qualche settimana con misure ancora più dure. Qui ci deve essere l’impegno di tutti”.

I numeri dei ricoveri (oggi il Fvg ha superato la soglia critica di occupazione delle terapie intensive, che finora ci vedeva sotto al 30%, mentre siamo al limite del 40% per i posti negli altri reparti) ci fanno preoccupare. Non vogliamo trovarci nella situazione di altre regioni d’Italia come tasso di ospedalizzazione. Non ce lo possiamo permettere".

"Se non posso andare al bar, non vado a casa degli amici!", ha poi detto Fedriga. "Questo ha un effetto devastante e colpisce in termini di salute, facendo pagare a tutti le conseguenze”, ha detto ancora il governatore, ricordando che il Fvg “ha cercato di tenere l’equilibrio tra salute ed economia, ma se ci sono disattenzione o menefreghismo non funziona”.

“Faremo una riunione per valutare interventi specifici, dove la situazione è più difficile”, commenta Fedriga, che dovrebbe prendere una decisione tra oggi e domani.
“Ho paura che le misure nazionali non ci risolvano le situazioni di maggior pericolo nei comuni più piccoli. La visita a casa dell’amico, ad esempio, non riguarda la zona arancione… Rispetto alla richiesta fatta dalla Conferenza delle Regioni di rivedere i 21 parametri e l’algoritmo, chiariamo: vogliamo dei criteri più leggibili, che possano rappresentare meglio la realtà del territorio. Non vogliamo misure più blande, ma restrizioni adeguate… Non è che vogliamo andare a fare l’aperitivo come se non ci fosse un domani…”, ha commentato Fedriga.

“Questa è una battaglia che si vince solo insieme. Mettiamoci in discussione tutti, io per primo. Rispetto alla prima fase, l’impegno individuale mi pare che sia venuto meno… Se il gioco è: vediamo come posso evitare di prendere la multa, stiamo sbagliando e abbiamo perso tutti. Le regole servono a tutelarci gli uni con gli altri. Facciamolo per noi stessi, per i soggetti più deboli, per le persone a cui vogliamo bene, per i sanitari... ma rispettiamo le regole”.

Da parte sua il vicegovernatore Riccardi, ha spiegato nel dettaglio la fotografia dei dati al 18 novembre in Fvg: 20.725 casi positivi (51,7 per cento donne), l'età media è di 50 anni, le persone testate 257.516, 9.228 le guarigioni e 567 i decessi (età media 85 anni e 50,2 per cento donne). Per quel che riguarda il tasso della cosiddetta letalità grezza in regione è del 2,7 per cento a fronte di un dato nazionale del 3,7 per cento.

Relativamente all'occupazione dei posti in Terapia intensiva, raffrontando l'ondata della scorsa primavera a quella attuale, l'apice del 3 aprile raggiungeva 61 pazienti ricoverati mentre quello di oggi arriva a 54. Inverso il rapporto per i posti letto di area medica: picco di 236 il 29 marzo mentre oggi si è raggiunta quota 505.

Sul tema delle residenze per anziani la percentuale di decessi tra gli ospiti è passata dal 22,5 per cento della prima ondata all'8,2 per cento dell'attuale fase. Per quel che riguarda gli operatori impiegati in queste strutture la percentuale dei positivi è passata dal 4,1 per cento della prima fase al 6,5 per cento di adesso. Un dato, come ha spiegato il vicegovernatore, che riflette la circolazione del virus all'esterno dove gli operatori hanno contratto l'infezione. Stesso discorso per il personale del Sistema sanitario regionale che nella prima ondata registrò 276 casi di positività (2 per cento) mentre in questa fase ha colpito 815 lavoratori (6 per cento).

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4 Commenti
Cittadinoudinese

Caro Fedriga i contagi aumentano e lei ha ritirato la sua ordinanza! 🙈 Il sabato e la domenica i centri commerciali e parchi commerciali vanno CHIUSI!!!!!!!!! La gente passeggia

Bear

Infatti sono chiusi...

gipa

i contagi esplodono dove c'è concentrazione di gente costretta ad essere concentrata. Penso alle carceri, rsa. Certo lo smart-prison oppure lo smart nursing-home è un po' difficile da farsi. In Italia si tergiversa molto. Ho sentito che in Cina usano il siero iperimmune per immunizzare per qualche mese le persone sane che potrebbero venir a contatto con contagiati e/o malati, penso ai medici e guardie carcerarie detenuti ecc. I nostri superpagati burocrati con i loro potenti mezzi potrebbero approfondire l'argomento?

omer

I nostri virologi sono troppo impegnati a spararle grosse alle televisioni.
Pensa che hanno speso miliardi per aver presto nuovi vaccini e a questi personaggi non va bene perché poi non li chiamano più alle varie trasmissioni e allora finita la loro notorietà e il gettone di presenza.

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