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Ore decisive per definire il Green Pass all’italiana

Mercoledì mattina nuova riunione della Conferenza delle Regioni per discutere di parametri e certificato verde

Ore decisive per definire il Green Pass all’italiana

Entra nel vivo la discussione sulle nuove regole Covid, ovvero sull’applicazione ‘all’italiana’ del Green Pass e sulla modifica dei parametri per l’assegnazione dei colori ai territori in base al livello di rischio. Il Presidente Fvg Massimiliano Fedriga ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per definire la linea comune in vista del confronto con il Governo, in programma nel primo pomeriggio di mercoledì con il ministro Mariastella Gelmini. Il Consiglio dei ministri si riunirà, quindi, entro giovedì, in modo da far entrare in vigore il decreto lunedì 26 luglio, prorogando anche lo stato di emergenza, che scade il 31 luglio, per almeno tre mesi.

“L’andamento della campagna di vaccinazione consente di aggiornare gli indicatori a cui si legano l’assegnazione dei colori alle diverse zone e le conseguenti misure di restrizione” ha dichiarato al termine dell'incontro Fedriga. “Sia sulla revisione dei criteri per le zone che sull’uso del Green Pass sono in corso ulteriori interlocuzioni con il Governo e, dopo la discussione odierna, la Conferenza delle Regioni tornerà a riunirsi mercoledì mattina per la definizione puntuale delle proposte”.

Sulla revisione dei parametri pare si sia vicini alla ‘quadra’, con una valutazione della cabina di regia che terrà in maggior considerazione i ricoveri, come chiesto proprio dalle Regioni, preoccupate che l'aumento dei contagi legati alla variante Delta possa far perdere i 'priviliegi' della zona bianca. Stando alle ipotesi sul tavolo, infatti, il passaggio in zona gialla dovrebbe scattare se l'occupazione delle terapie intensive è superiore al 5% dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari supera il 10%.

Discorso diverso per il Green Pass, tema che sta animando da giorni lo scontro politico. Lega e Fratelli d’Italia sono contrari a una sua applicazione ‘alla francese’, quindi anche per bar e ristoranti. Il punto di caduta potrebbe essere quello di un’applicazione 'per gradi' del certificato che, inizialmente, potrebbe valere già dalla prima dose per andare nei ristoranti al chiuso e in tutti gli altri luoghi dove i protocolli già prevedono regole di distanziamento. Dovrebbe, invece, servire il ciclo vaccinale completo (in alternativa resta sempre valida anche l’ipotesi di certificato di guarigione o di tampone negativo) per stadi, concerti, convegni, eventi, luoghi dello spettacolo e palestre.

Nel frattempo, l’Italia ha tagliato il traguardo del 50% della popolazione Over 12 che ha completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi.

"Vaccini e green pass sono la via maestra per scongiurare nuove chiusure, insostenibili per le nostre imprese e intollerabili per i cittadini", scrive in una nota la deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg Sandra Savino. "Sui vaccini la nostra Regione sta svolgendo egregiamente il suo compito, con il 52,9% della popolazione sopra i 12 anni con somministrazione completa, quinta in Italia e prima del Nord: con il Green Pass, ben calibrato e senza aggravi di oneri per gli operatori economici, possiamo porre un ulteriore argine alla diffusione del virus senza sacrifici insostenibili. Uno strumento che non rappresenta un obbligo ma un requisito per la partecipazione a grandi eventi o attività a maggior rischio e permettere, con le dovute cautele, la riapertura dei locali da ballo. L'alternativa, ricordiamolo, è lasciare che la tendenza in atto prosegua, con l'inevitabile pericolo di limitazioni ben più dure rispetto alla certificazione verde".

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3 Commenti
Sandro74

Se devo andare all' estero e sono vaccinato, devo fare il tampone, se non sono vaccinato devo fare il tampone. Se devo spostarmi in Italia non serve nulla salvo che il luogo di destinazione non sia zona arancione, e anche lì col tampone sono libero di andare. Quindi il green pass a che serve?

morellofederico

Non è assolutamente così se hai completato il ciclo vaccinale a meno che tu non debba uscire dall’Europa

gipa

Ma se il 50% sono stati vaccinati come mai il 20 luglio 2020 ci sono stati solo 4 contagi e ieri 19 luglio 6? È un enigma che non comprendo. Sarebbe da chiedere a Brusaferrp o Burioni

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