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Poche adesioni in Fvg al partito di Matteo Renzi

Solo i fedelissimi pronti a seguirlo nello scisma dal Pd. In Consiglio regionale non si prospettano defezioni

Poche adesioni in Fvg al partito di Matteo Renzi

Dopo la decisione di lasciare il Pd annunciata ieri sera da Matteo Renzi al premier Giuseppe Conte per la formazione di un nuovo partito di centro che darà, comunque, sostegno al governo giallorosso, si registrano le prime reazioni tra gli esponenti politici del Friuli Venezia Giulia.

Nella nostra regione sono pochi i fedelissimi che hanno già espresso la loro intenzione di aderire al nuovo partito, che sarà presentato alla Leopolda. Tra i sicuri troviamo la triestina Antonella Grim, ex segretaria regionale Dem; Maria Sandra Telesca, ex assessore regionale alla Salute, e il parlamentare Ettore Rosato, attuale vicepresidente della Camera.

Interessata al progetto, pur senza aver ancora preso una decisione, la ex europarlamentare Isabella De Monte. “Chi come me ha una storia che parte dalla costituzione del Pd – ha dichiarato alla nostra testata - non prende decisioni a cuor leggero, ma devo anche dire che molte scelte del partito mi hanno amareggiata, dalle elezioni europee alle alleanze per il nuovo Governo. Penso che le novità politiche, se in grado di attrarre consensi oltre il tradizionale bacino del Pd, debbano essere guardate con interesse”.

L’ex Presidente del Fvg Debora Serracchiani motiva, su Facebook, le ragioni che la spingono a rimanere nel Pd. “E’ la mia casa e voglio che resti ampia e accogliente. L'aggressione quasi fisica della Lega alle istituzioni repubblicane è stata fermata con un atto di straordinaria volontà politica del Pd: abbiamo colto tutti assieme l'emergenza democratica e abbiamo fatto argine. È il risultato di tutto il partito, un partito unito. Per questo risultato, per la fiducia al Governo Conte, ho lavorato anch'io. Con i miei dubbi e con le mie convinzioni. Ma consapevole che con i dubbi non si costruisce nulla, e senza coraggio non si vincono battaglie. Come dieci anni fa, sono ancora convinta che il Pd sia un progetto fondamentale per l'Italia: l'unico luogo politico dove abitano stabilmente le culture democratiche, tolleranti e riformiste. Non possiamo permetterci di rinunciare a nessuna componente di questo partito, non dobbiamo accettare la semplificazione né l'appiattimento”.

“Non ho contribuito a far nascere il Pd pensando di aver costruito un tram da cui scendere quando non avessi trovato posto a sedere, ma solo in piedi e magari in fondo. Certo, neanche per essere messa nell'angolino buio se non sono nel corpaccione della maggioranza congressuale. Ma ora c'è un pericolo, e io non voglio certo perdere tempo a fare la conta di quanti posti toccheranno al partito di Renzi. Io voglio aggregare il più possibile per avere un partito forte da schierare contro Salvini. Quindi, se qualcuno avesse dubbi, non solo resto nel Pd, con la mia storia e le mie idee, ma lo faccio con la serena coscienza di essere, se non nel migliore dei mondi, nel posto giusto”, conclude Serracchiani.

“Ennesimo episodio di leaderismo e personalismo”. È questo il commento di Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd, all’annuncio di Matteo Renzi di voler fondare un nuovo soggetto politico.

“Personalmente non condivido la scelta di Matteo Renzi, ma lungi da me urlare a tradimenti o fare attacchi personali – commenta Shaurli - semplicemente non capisco politicamente tempi, motivazioni e obiettivi, non capisco quali siano eventuali miglioramenti per l’offerta Politica e le proposte per cittadini e imprese. Oggi, fatta così, mi pare solo l’ennesima scelta dettata da leaderismi e personalismi in cui si è avvitata la politica italiana degli ultimi anni, l’ennesima scelta utile ad una presunta classe dirigente ma assolutamente ininfluente e poco interessante per il Paese e il suo futuro. Il Pd si è assunto una grande e difficile opportunità pochi giorni fa, la nostra comunità aveva ed ha bisogno ora di unità, serietà e capacità non di incomprensibili divisioni”.

Tra i consiglieri regionali attuali, al momento non sembra ci siano fughe o tentennamenti. Il capogruppo in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, non pensa minimamente di seguire Renzi. Discorso molto simile per i consiglieri Chiara Da Giau e Nicola Conficoni.

Nella città di Udine, poi, il capogruppo Dem in consiglio comunale, Alessandro Venanzi, ci ha anticipato che nessun suo componente udinese ha intenzione di seguire la nuova esperienza renziana. “Nulla di positivo nella scelta di Renzi e dei suoi”, commenta la consigliera comunale Cinzia Del Torre. “Per altro sono convinta non farà bene nemmeno a loro. Speriamo solo non sia dannoso per il Governo. Da elettrice, prima che da iscritta, mi rammarico, insieme a tanti e tante altri, per i voti dati a chi, da eletto nel Pd, se ne va. Il principio costituzionale ‘senza vincoli di mandato’, non toglie il dovere politico più che giuridico di spiegare le scelte compiute, dimostrando di operare per il bene del Paese”.

La medesima indicazione arriva dal segretario comunale, Vincenzo Martines, che ha scritto un lungo pensiero sintetizzato nella frase: "Non dirò che mi dispiace". Sulla stessa linea anche l'ex segretario Pd di Gorizia e attuale capogruppo in consiglio comunale, Marco Rossi, che in maniera netta e dura su Facebook ha scritto che il “partito di Renzi è un insieme di politici a fine carriera, imprenditori in cerca di coperture e seconde linee con grande autostima”.

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