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Por-Fesr, 8, milioni per rafforzare le Pmi regionali

La Giunta ha decisio la riallocazione delle risorse per dare maggiore copertura ai bandi. Benefici per oltre 350 imprese

Por-Fesr, 8, milioni per rafforzare le Pmi regionali

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Finanze con competenze specifiche sui fondi europei, Barbara Zilli, ha disposto la riallocazione di 8,3 milioni di euro del Programma operativo Por-Fesr 2014-2020 con l'obiettivo di dare maggiore copertura ai bandi per il rafforzamento delle Pmi regionali.

"È una decisione che avevamo già preso a settembre sul solco della necessità di fornire un concreto aiuto al tessuto imprenditoriale regionale - ha dichiarato Zilli a margine della seduta di Giunta a cui ha preso parte in videoconferenza - e che oggi si rende ancor più utile per sostenere le nostre piccole imprese verso l'innovazione, in un momento così difficile per l'economia regionale e non solo".

Nel dettaglio 2,9 milioni saranno spostati dall'Asse 2 e allocati su due bandi dell'Asse 1, ovvero sulla linea d'intervento 1.2.a.1 "Incentivi alle imprese per attività di innovazione di processo e dell'organizzazione - aree di specializzazione agroalimentare, filiere produttive strategiche, tecnologie marittime e smart health" che ha ricevuto 328 domande di aiuto con una richiesta di contributo pubblico di oltre 32 milioni di euro a fronte di una dotazione iniziale di 8,9 milioni. L'altra linea di intervento a beneficiare della riallocazione sarà la 1.2.a.2 "Incentivi alle imprese per attività di industrializzazione dei risultati della ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione - aree di specializzazione agroalimentare, filiere produttive strategiche, tecnologie marittime e smart health (terzo bando)" che ha ricevuto domande di contributo che superano la dotazione finanziaria iniziale di 3 milioni di euro. Altri 915mila euro andranno alla linea di intervento 2.3.a.1 "Aiuti agli investimenti e riorganizzazione e ristrutturazione aziendale delle Pmi".

"Questa linea - ha spiegato Zilli - presenta ancora un'ampia parte della graduatoria di domande ammissibili all'aiuto ma non ancora finanziabili e costituisce un ulteriore strumento per fronteggiare le conseguenze della pandemia da parte delle Pmi".

"Sul bando dell'Asse 2 - ha specificato ancora Zilli - abbiamo avuto proposte progettuali per un volume finanziario inferiore al previsto. Pertanto, di concerto con la direzione Attività produttive, abbiamo ritenuto di redistribuire i quasi quattro milioni avanzati su altre misure che andranno a favore degli investimenti tecnologici delle Pmi e della ricerca e innovazione sviluppate dalle imprese del territorio per fronteggiare le conseguenze della pandemia".

Allo stesso modo, sul recente bando anticrisi dell'Attività 2.3.c ("Bando Impresa SiCura") sono pervenute meno domande di contributo delle risorse a disposizione che hanno prodotto economie per circa 3,8 milioni di euro. Come ha spiegato ancora Zilli "approfittando di una modifica alla normativa comunitaria che permette entro certi limiti di spostare risorse da un asse ad un altro del Por, senza la necessità che la Commissione adotti una nuova decisione di approvazione del Programma, l'Autorità di gestione ha proposto al Comitato di sorveglianza di riprogrammare parte di queste economie dall'Asse 2 all'Asse 1, per un importo di 2,9 milioni. La Giunta aveva già approvato questi spostamenti a settembre, ottenendo successivamente il via libera anche del Comitato di sorveglianza".

I 2,9 milioni sono destinati a scorrere le graduatorie dei bandi dell'Attività 1.2.a, su cui le risorse assegnate sono risultate insufficienti rispetto alle domande pervenute. Si tratta del bando anticrisi della linea 1.2.a.1 ("Bando innovazione per imprese") e del terzo bando della linea di intervento 1.2.a.2 "Bando industrializzazione per imprese". Agli stessi bandi vanno anche 732 mila euro dalla linea sui voucher dell'Asse 1, mentre ulteriori 915mila euro vengono spostati all'interno dell'Asse 2 per lo scorrimento della graduatoria del bando "Aiuti agli investimenti e riorganizzazione e ristrutturazione aziendale delle Pmi", quale ulteriore strumento per fronteggiare le conseguenze della pandemia.

Sono oltre 350 le imprese che beneficeranno entro fine anno di fondi europei a valere su tre bandi del Por-Fesr 2014-2020 di cui due, appena rifinanziati dalla Giunta regionale, volti a sostenere l'innovazione, e il terzo specificamente dedicato alla sicurezza anti Covid, per un ammontare complessivo di oltre 20 milioni di euro.

Lo ha reso noto l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, all'esito della seduta odierna della Giunta regionale che ha ratificato, tra l'altro, la riallocazione di risorse per complessivi 3,6 milioni di euro.

"Con la decisione di dare risorse a questi tre bandi - ha commentato Bini - abbiamo garantito alle nostre piccole e medie imprese un importante sostegno non solo nell'affrontare l'emergenza Covid dotandosi dei dispositivi necessari alla ripartenza dopo il lockdown di primavera ma, soprattutto, per investire in ricerca e innovazione, uniche leve per continuare a restare sul mercato".

Come ha spiegato Bini "il primo bando sull'innovazione raggiunge una dotazione complessiva di 10,8 milioni di euro mentre quello sull'industrializzazione arriva a quota 4,7 milioni. A questi si aggiungono 5,2 milioni di euro per il bando sicurezza Covid che sarà completamente esaurito entro questo esercizio finanziario".

Nel dettaglio sul bando Industrializzazione sono state ammesse 45 domande, per un valore medio del contributo di quasi 106mila euro.

Il bando Innovazione prevede la concessione di contributi a fondo perduto nei settori manifatturiero e terziario (agroalimentare, filiera metalmeccanica e filiera sistema casa, tecnologie marittime e smart health). Su questa linea sono state ammesse finora 107 domande per un contributo medio di circa 80mila euro ciascuna, ma si conta di arrivare a soddisfare circa 140 domande.

Infine il bando Sicurezza ha già visto istruite 151 pratiche, ma si conta di giungere a completare le oltre 180 domande pervenute per un totale di 5,2 milioni di euro.

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