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Stabilità, analizzato il capitolo dedicato a Infrastrutture e Territorio

La IV Commissione consiliare ha approvato le parti di competenza della manovra

Stabilità, analizzato il capitolo dedicato a Infrastrutture e Territorio

La IV Commissione consiliare, presieduta da Mara Piccin (FI) e riunita in modalità telematica, ha approvato le parti di competenza della manovra di bilancio. Le votazioni hanno registrato il favore del Centrodestra e l'astensione delle Opposizioni, ad eccezione dell'articolo 4 della Stabilità su cui Sergo ha espresso l'opinione contraria del M5S.

Nel dettaglio, il capitolo della legge di stabilità 2021 dedicato a Infrastrutture e Territorio pesa per 372,52 milioni, di cui 26,7 per le concertazioni, dell'intero bilancio regionale. Lo ha ricordato l'assessore regionale di riferimento, Graziano Pizzimenti, soffermandosi poi su quanto inserito nell'articolo 5 del ddl 117 Stabilità, dal Centro interregionale per i sistemi informatici e statistici allo scorrimento delle domande per i Comuni interessati alle attività per la conformazione al Piano paesaggistico regionale, al necessario contributo regionale al Comune di Monfalcone affinché ottenga lo stanziamento statale collegato al Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, a cui anche il Comune isontino ha partecipato ("La Regione nel 2015 promise un sostegno che non è mai arrivato - ha spiegato Pizzimenti - e oggi interveniamo noi con 600mila euro affinché non perda l'aiuto statale"), e dalle risorse al Comune di Gorizia per l'elettrificazione dei binari interni al terminal intermodale transfrontaliero a quelle per il Comune di Cormons utili per il centro di interscambio modale regionale di II livello.

Parimenti, l'assessore ha detto delle missioni 2021 del Defr che vedono, tra le varie politiche regionali, quelle inerenti i servizi ferroviari e, in particolare, il contratto da concludere con Trenitalia (sulla sua conclusione - si è appreso - hanno pesato gli effetti della crisi da Covid-19 e la pesante riduzione in termini di introiti con ripercussioni che si avranno almeno sino al 2024), il sostegno alla mobilità urbana ed extraurbana degli studenti, il Piano operativo triennale (Pot) per il porto di San Giorgio di Nogaro, l'Accordo di programma per la rigenerazione urbana del porto vecchio di Trieste, l'istituzione della Zona logistica semplificata (Zls) nel territorio regionale, le opere di valorizzazione dello scalo del porto di Monfalcone, gli interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, la revisione della variante del Piano del governo del territorio (Pgt) e quella della legge sulla gara degli appalti pubblici.

Tra gli interventi che proseguono, Pizzimenti ha citato quelli per la prima casa e per il trasporto, con il 50% di sconto per gli abbonamenti urbani ed extra urbani rivolti agli studenti.

Aprendo il dibattito, Cristian Sergo (M5S) ha chiesto delle cifre per l'edilizia scolastica, di quelle per il cosiddetto bonus Bellezza di valorizzazione dei centri storici ("talmente esigue che tanto varrebbe estinguere il capitolo"), degli stanziamenti per gli alloggi Ater da sistemare ("anche qui la cifra lascia perplessi"), del Fondo regionale per i giovani e del capitolo Trenitalia inserito nel Defr.

Anche Massimo Moretuzzo (Patto) ha commentato negativamente il bonus Bellezza, ma anche i tagli alla mobilità ciclistica. Ha quindi chiesto specifiche sulla Zona logistica semplificata e sulla legge degli appalti, affermando che la Regione dovrebbe far valere la propria autonomia e non attendere che lo Stato ponga dei paletti entro cui muoversi. Avendo già coinvolto la Commissione paritetica, ha domandato a che punto è la legge. "Non è che stiamo attendendo cosa accade a livello nazionale - è stata la risposta dell'assessore - ma la legge regionale non può non essere condizionata dall'atteggiamento schizofrenico normativo del settore che stiamo registrando. Non sarà solo una legge sui lavori pubblici ma sui contratti pubblici, dunque lavori e forniture".

Mariagrazia Santoro (Pd) ha citato alcune voci a suo dire contraddittorie tra il Defr e quanto realmente stanziato per il Pgt, per il bonus Bellezza e per gli interventi manutentivi degli alloggi Ater, e dei tempi del contratto con Trenitalia. Ha quindi sottolineato che, per la legge sugli appalti, bisogna muoversi insieme e non in contrasto con lo Stato. In merito al trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma, auspica un'audizione con l'assessore, voluta anche da Tiziano Centis (Citt) che poi ha chiesto anche di possibili investimenti sull'elettrificazione di ulteriori linee ferroviarie.

Furio Honsell (Open Fvg) ha parlato delle ciclovie e della necessità di definire una rete che metta in sicurezza i percorsi e ne recuperi quanti più possibile; sua la raccomandazione di non frammentare con tanti soggetti di riferimento le opere per l'accessibilità del territorio montano.

Di Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, con poste pari a 97,01 mln, ha parlato l'assessore Fabio Scoccimarro, riferendosi in particolare all'articolo 4 della Stabilità dove si parla di un progetto per il conseguimento della neutralità energetica e climatica entro il 2045 di cui la Regione Fvg sarà pilota, di interventi di bonifica di siti contaminati da realizzare in via sostitutiva da parte dei Comuni, di ulteriori monitoraggi sulle acque sotterranee ubicate nel Sito di interesse nazionale (Sin) Trieste e, infine, del progetto aMare Fvg, finora realizzato in via sperimentale nel 2019 sono nell'ambito del Comune di Trieste, che sarà esteso a tutto il territorio costiero della regione.

"Nel ddl non troverete il bonus Biciclette - ha poi precisato - perché secondo me era inutile mettere piccole somme quando già il Governo ha previsto una posta importante, piuttosto lavoreremo perché l'aiuto non sia solo ai cittadini di Comuni con più di 50mila abitanti ma la soglia si abbassi".

Puntuali nuovamente le domande di Sergo che, in questo caso, si sono focalizzate sui 300mila euro, dal 2021 al 2023, per l'affidamento esterno delle attività istruttorie, i controlli e le verifiche che competono alla direzione regionale Ambiente; sul Piano di gestione per le grandi derivazioni elettriche, le loro concessioni e la prevista società elettrica regionale; sui fondi per la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua dei fiumi, con mezzo milione di euro a fronte dei 4 milioni stanziati in passato; sulle spese per il canale di accesso del porto di Monfalcone.

Temi ripresi anche dalla consigliera Santoro, che ha chiesto pure perché sia stato azzerato il capitolo con le università per la gestione del Piano inquinamento diffuso e perché sono previsti solo 100mila euro ai Comuni per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto, argomento a cui ha fatto eco anche l'intervento di Centis che ha citato la discarica di Porcia. "I fondi amianto sono gli stessi dello scorso anno", è stata la risposta di Scoccimarro, che ha poi detto a Moretuzzo dei contributi per i centri di riuso ("ci sono 2 mln non spesi nella Stabilità precedente") e dei 750mila euro per il progetto pilota riferito al Green Deal ("è un importo per la parte propedeutica, non abbiamo ancora i dettagli").

Honsell ha invece definito il Defr "un insieme di buone intenzioni ma restano tali, non vi è alcun riferimento di coinvolgere gli enti locali e promuovere con loro i piani di sostenibilità del clima", oltre a riproporre la propria contrarietà al progetto di ripristino della viabilità del percorso casera Collina-casera Plotta, in Comune di Paluzza, quando la Commissione ha ascoltato il perché di alcuni spostamenti tabellari di poste e spese relative alla Protezione civile dal 2021 al 2022 piuttosto che su capitoli inizialmente non stanziati. "E' una richiesta giunta dalla direzione Foreste che la Protezione civile ha colto - è stato spiegato - e che ha alla base l'idea di poter portare soccorso nel caso in cui si ripeta un evento come la tempesta Vaia".

Un intervento è stato fatto anche dall'assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha detto della posta di 40mila euro che va a coprire le domande 2020 da danni per fauna selvatica indennizzabili, a cui si darà risposta con un meccanismo forfettario del 70%, per le quali non si era riusciti a effettuare i sopralluoghi prestabiliti causa emergenza Covid. Altri 40mila euro consentono di gestire tutti i capi di bestiame prelevati dal Controllo fauna del Corpo forestale ("praticamente cinghiali", ha puntualizzato Zannier) affinché non siano più destinati a essere portati in una discarica, piuttosto che in un inceneritore, ma potranno essere ceduti ai soggetti del circuito carni, dunque ai macelli. "Ne facciamo una questione etica e non solo di economia", ha puntualizzato l'assessore.

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