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Sui parametri Covid le Regioni alzano la posta

Non c'è ancora accordo nella maggioranza e tra Governo e territori sull'utilizzo del certificato e sulla revisione delle fasce di rischio

Sui parametri Covid le Regioni alzano la posta

Non c'è ancora accordo nella maggioranza e tra Governo e Regioni sull'utilizzo del Green Pass e sulla revisione dei parametri con i quali vengono assegnati i colori delle fasce di rischio. Rispetto alle ipotesi ventilate dall'Esecutivo, i governatori hanno alzato l'asticella.

“La Conferenza delle Regioni – dichiara il Presidente Massimiliano Fedriga che aveva nuovamente convocato i governatori, dopo il confronto di martedì - ha elaborato alcune proposte sull’uso del Green Pass in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino a oggi non consentite. Ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. Inoltre abbiamo anche condiviso una proposta per la revisione degli indicatori delle zone di rischio, formulando l’ipotesi di portare, per la zona bianca, il limite massimo di occupazione dei posti letto in area medica al 30% e quello delle terapie intensive al 20%".

"Si tratta – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni - di proposte che facciamo al Governo, in un’ottica di collaborazione istituzionale, anche alla luce dell’attuale contesto epidemiologico, caratterizzato da un aumento dell’incidenza ma da una bassa occupazione dei posti letto ospedalieri, e dalla progressione intensa della campagna vaccinale”.

La posizione delle Regioni sarà ora al centro del confronto con il Governo, che sarà chiamato a stilare il nuovo decreto Covid, che dovrebbe entrare in vigore lunedì 26 luglio, prorogando anche lo stato di emergenza, in scadenza a fine mese.

In merito ai parametri per la definizione delle fasce di rischio, la proposta del Cts era quella di far scattare il passaggio in zona gialla con un'occupazione del 5% delle terapie intensive e del 10% dei posti ordinari. Percentuali, dunque, decisamente distanti da quelle ipotizzate delle Regioni. Possibile che il 'punto di caduta' si trovi attorno al 10% per le terapie intensive e al 15% per gli altri reparti.

Discorso diverso per il Green Pass, dove sarà decisamente meno facile trovare una sintesi che tenga conto anche delle posizioni molto distanti tra le forze che compongono il Governo Draghi.

Il confronto, come conferma il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, è andato avanti. "Sono fiduciosa che si trovi un accordo non solo all'interno della maggioranza, ma anche con le Regioni. Il Green Pass serve per incentivare le vaccinazioni e per evitare possibili nuove chiusure".

Palazzo Chigi sembra in ogni caso orientato per un intervento immediato e deciso, mantenendo una certa gradualità nelle scelte: in sostanza, si lascerà il tempo di vaccinarsi a chi ancora non lo ha fatto, almeno con la prima dose, e contestualmente saranno fissate date certe e paletti chiari per l'utilizzo del certificato il cui scopo, viene ribadito, è proprio quello di evitare chiusure che potrebbero scattare già nelle prossime settimane.

L'ipotesi che si sta facendo strada è, dunque, quella di partire da subito con l'obbligo del pass per tutta una serie di attività non essenziali e, da settembre, estenderlo a quelle essenziali. Già dalla settimana prossima o al più tardi all'inizio d'agosto per sedersi nei bar e nei ristoranti al chiuso potrebbe essere necessario avere il certificato verde, ottenibile in questa prima fase con una sola dose (o con il certificato di guarigione o il tampone negativo), mentre nessun obbligo ci sarà per prendere il caffè al bancone. Le due dosi saranno, invece, necessarie per entrare in discoteca o per prendere treni, aerei e navi a lunga percorrenza.

1 Commenti
michio_@hotmail.com

Bene allora speriamo che invece di accanirsi contro i diritti, l'economia, il lavoro, l'educazione etc, capiscano che devono investire in salute, personale sanitario etc. Se creassero per esempio un 30% di posti in più l'emergenza sparirebbe

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