Home / Politica / Tagliamento, la 'traversa' di Pinzano divide i Sindaci

Tagliamento, la 'traversa' di Pinzano divide i Sindaci

In Aula la discussione sul piano per contenere il rischio alluvioni. La Giunta "è disponibile ad ascoltare le diverse istanze e a portare all'attenzione dell'Autorità di bacino proposte alternative"

Tagliamento, la \u0027traversa\u0027 di Pinzano divide i Sindaci

L'Autorità di bacino ha da poco adottato un Piano che prevede la realizzazione della traversa di Pinzano per contenere il rischio alluvioni del Tagliamento. Ma questa soluzione divide il territorio: i Comuni dell'alto e del medio corso del fiume la osteggiano, invocando ragioni ambientali e preannunciando la mobilitazione dei loro cittadini, mentre i Comuni della Bassa, Latisana in testa, la invocano per garantire una sicurezza che le aree colpite dalle tragiche esondazioni del 1965 e 1966 attendono da più di mezzo secolo.

Stretta tra i due fuochi, la Giunta regionale - come ha spiegato oggi in aula l'assessore Fabio Scoccimarro davanti ai consiglieri della IV Commissione presieduta da Mara Piccin (FI) - ha chiarito che intende "portare avanti le previsioni del Piano come fa ogni amministratore corretto, chiamato a rispettare la legge". Ma nel contempo l'Esecutivo, ha precisato l'assessore alla Difesa dell'ambiente, "è disponibile ad ascoltare le diverse istanze dei sindaci e a portare all'attenzione dell'Autorità di bacino eventuali proposte alternative".

È questa la sintesi politica della lunga seduta odierna, che era stata richiesta da Mariagrazia Santoro del Pd e prevedeva le audizioni di tutti i sindaci dei Comuni dell'asta del Tagliamento, 12 dei quali effettivamente collegati in videoconferenza.

Chiari i due campi contrapposti. Il sindaco di Latisana, Lanfranco Sette - parlando anche a nome dei colleghi di Lignano, Ronchis, Varmo e San Michele al Tagliamento in Veneto - ha ricordato che la traversa di Pinzano "è la soluzione individuata da scienziati e tecnici del Laboratorio Tagliamento, scelta tra 12 differenti proposte. Mettere in discussione questa decisione significherebbe cancellare il lavoro di anni e condannare a un'ulteriore attesa le popolazioni della Bassa e della foce del fiume. Vorrebbe anche dire - ha aggiunto Sette, ventilando la possibilità di una querelle legale - disconoscere l'efficacia normativa di un atto che ha rilievo giuridico".

Maddalena Spagnolo è sulla stessa linea. "Da più di 50 anni - ha ricordato la consigliera della Lega - il territorio che venne martoriato dalle alluvioni degli anni Sessanta chiede una soluzione di sicurezza: in passato si ipotizzò una diga, poi si parlò di casse d'espansione, ora anche la traversa non viene accettata… Certo, sarebbe meglio una soluzione condivisa da tutto il corso del fiume, ma alcuni Comuni non hanno accettato la concertazione per arrivare a una soluzione".

Numericamente più ampio il fronte del no alla traversa. Luigino Bottoni, sindaco di Osoppo e presidente della Comunità collinare, ha detto a chiare lettere che "i 22 Comuni rivieraschi sono contrari a un'opera invasiva che andrebbe a mettere sott'acqua una vasta porzione di territorio, generando problemi alle attività economiche e ai residenti". Bottoni è convinto che "le leggi e i Piani non siano qualcosa di insuperabile se vi è la volontà di trovare altre soluzioni. Andrebbe perciò valutato un emendamento al Piano di gestione del rischio. Altrimenti il nostro territorio continuerà a battersi con gli strumenti giuridici e la protesta popolare".

Ragionamenti dello stesso tenore sono arrivati dai sindaci Marco Chiapolino di Forgaria nel Friuli ("Noi quell'intervento non lo condivideremo mai, bisogna aprire un tavolo per trovare una soluzione condivisa"), Alma Concil di Ragogna ("No alle opere che si fanno in area golenale e nel greto del fiume, la popolazione è pronta a mobilitarsi"), Emiliano De Biasio di Pinzano al Tagliamento, che ha parlato anche per Vito d'Asio ("Da noi andrebbero sott'acqua abitazioni e aziende, e sappiamo quanto è difficile mantenere vive le imprese in questo territorio"), Francesco Del Bianco di San Martino al Tagliamento ("Sono contrario alle opere faraoniche"), Giuseppe Mascherin di Morsano al Tagliamento ("Non servono scelte miracolistiche tipo il Mose, meglio tanti piccoli interventi utili") e Dino Giacomuzzi di Sedegliano ("Evitiamo infrastrutture invasive sul Tagliamento e valutiamo soluzioni alternative").

Non si sono espressi nel merito della traversa i sindaci di Bordano, Ivana Bellina, e Dignano, Vittorio Orlando. Bellina ha però segnalato la preoccupazione per le sponde "mangiate" dal fiume in piena, mentre Orlando ha spiegato che i vecchi "quadranti di cemento che fungevano da casse di espansione continuano a funzionare molto bene: ce ne vorrebbero altri".

Pietro Valent, sindaco di San Daniele, esplicitamente contrario alla soluzione-Pinzano, ha fatto sapere che "l'europarlamentare Marco Dreosto, al quale avevo esternato le preoccupazioni del territorio, ha avuto un incontro con l'Autorità di bacino dal quale è emerso che il Piano appena approvato è dinamico, una definizione che fa ben sperare. Se invece si andrà avanti, noi saremo costretti a impugnare quell'atto". Anche Enrico Sarcinelli, sindaco di Spilimbergo, confida nella definizione di "piano dinamico" e si dice contrario alla traversa e a tutte le opere faraoniche.

Forti perplessità sulla traversa di Pinzano, trasversali alle appartenenze politiche, sono emerse anche nel dibattito in aula. Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia) dice "no agli ultimatum" e chiede "un surplus di riflessione e ragionamento", mentre Leonardo Barberio (Fratelli d'Italia) ha parlato di "giuste perplessità da parte dei sindaci del medio corso: dobbiamo arrivare alla condivisione su un altro progetto".

Cristian Sergo, capogruppo del M5S, ha ricordato che il Piano "non è una legge ma una previsione di interventi" e che "la traversa di Pinzano ha già visto aumentare i costi da 30 a quasi 40 milioni. E l'alto Friuli dice che con le opere già realizzate a valle abbiamo quasi risolto il problema".

"Mi sembra - ha osservato Santoro (Pd) - che la traversa di Pinzano al momento sia poco più di un titolo, un'ipotesi concettuale: se è così perché la teniamo in campo e non discutiamo di altri elementi di novità?".

Anche Lorenzo Tosolini (Lega) è convinto che esista "ancora spazio per un'analisi a 360 gradi. Anch'io sono perplesso sulle grandi opere e credo che servano tavoli tecnici, non solo ingegneristici ma anche ambientali: bisogna intervenire in punta di piedi con opere più piccole".

Mauro Capozzella (M5S), che ha criticato "la mancata partecipazione alle audizioni dei rappresentanti dell'Autorità di bacino", e Giampaolo Bidoli (Patto) hanno poi chiesto a Scoccimarro di specificare la posizione della Giunta regionale.

Dopo la risposta dell'assessore e un'accurata cronistoria, da parte degli uffici della Direzione Ambiente, degli eventi alluvionali e delle risposte elaborate negli ultimi 50 anni, Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha proposto "di aggiornare le valutazioni tecniche: non va bene fare la traversa a Pinzano solo sulla base di un documento di 10 anni fa". Anche Moretuzzo e Santoro hanno spinto, in chiusura di seduta, per nuove interlocuzioni con sindaci e Autorità di bacino sul tema della sicurezza del Tagliamento.

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori