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Tavolo per la Terza Ripartenza con i parlamentari Fvg

In Aula un ministro, il vicepresidente della Camera, un'eurodeputata e altri sette parlamentari eletti in regione

Tavolo per la Terza Ripartenza con i parlamentari Fvg

"Un momento di riflessione solenne, ma anche concreto". Così l'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha definito le odierne audizioni dei parlamentari nazionali ed europei al Tavolo per la Terza Ripartenza. E in effetti l'aula di piazza Oberdan si è trasformata per due ore in un palcoscenico nazionale che ha visto passare sulla scena, sia pure in videoconferenza, un ministro, il vicepresidente della Camera, un'eurodeputata e altri sette parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia.

Tutti nell'occasione hanno messo da parte le casacche politiche per concentrarsi sulle ricadute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul futuro del Friuli Venezia Giulia, il tema proposto dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che ha istituito e guida il Tavolo composto da capigruppo, presidenti di Commissione e rappresentanti della Giunta.

E alla fine sono emersi numerosi punti di contatto: quanto alle opere, il sì agli investimenti sul porto di Trieste nell'ottica dello sviluppo della logistica di tutta la regione. Quanto all'innovazione, il sostegno alla digitalizzazione per rendere attrattive anche le aree lontane dai grandi centri abitati. Quanto al metodo, la scelta di puntare su progetti rapidamente cantierabili e di seguirne con grande scrupolo la fase attuativa.

Numerosi gli spunti forniti dal ministro Stefano Patuanelli, titolare delle deleghe all'Agricoltura nel Governo Draghi. "Nel Piano nazionale - ha detto l'esponente del Movimento 5 Stelle - sono previsti numerosi interventi sul settore primario di cui potranno beneficiare anche le aziende del Fvg". Patuanelli ha citato gli investimenti su contratti di filiera, logistica, meccanizzazione, parco attrezzi, riforestazione e digitalizzazione, annunciando che sarà introdotta la possibilità di ricavare risorse aggiuntive da attività secondarie come la produzione di energia da fonti rinnovabili. "L'obiettivo - ha detto - è coniugare sostenibilità ambientale ed economica".

Il ministro ha poi dato certezze sul finanziamento dei progetti relativi al Porto di Trieste. "I 388 milioni sono confermati", ha detto, spiegando che al momento la posta fa parte del Fondo complementare che il ministro Franco ha istituito a fianco del Pnrr. Un capitolo parallelo al Piano che però godrà della stessa dotazione normativa, con una procedura snella che prevede una Commissione Via e una Soprintendenza dedicate a quel solo blocco di opere.

Il tema del Porto e del suo indotto per l'intera regione è stato al centro di molti interventi. Il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato (Italia Viva), ne ha sottolineato "l'importanza per la logistica di tutto il Paese, al pari del potenziamento della linea ferroviaria Trieste-Venezia", per poi soffermarsi su un ragionamento regionalista: "Dobbiamo costruire - ha detto Rosato - una partnership molto forte tra Governo ed enti locali, perché le Regioni sono indispensabili per far arrivare le risorse nei luoghi giusti. La semplificazione che ha annunciato Patuanelli deve riguardare anche le procedure degli enti locali".

"Ogni proposta - gli ha fatto eco Aurelia Bubisutti, deputata della Lega - deve creare ricchezza, perché non dobbiamo dimenticare che molte di queste risorse dovremo restituirle". Bubisutti ha parlato anche della montagna che ha bisogno di welfare e servizi per trattenere e attirare i giovani, auspicando che gli interventi sul Porto di Trieste generino ricadute su tutto il territorio. "Sul Porto dobbiamo superare una volta per tutte particolarismi e divisioni - ha sottolineato Roberto Novelli, deputato di Forza Italia - sostenendo con forza l'investimento. Bisogna poi puntare sulle infrastrutture digitali e materiali, e su un modello di sanità territoriale che riorganizzi la rete dei piccoli ospedali. Con un elemento imprescindibile: le persone che vi lavorano e le loro competenze".

Di sanità e rilancio dei piccoli ospedali "per decongestionare quelli più grandi" ha parlato anche Laura Stabile, senatrice di Forza Italia: "Il Pnrr - ha ricordato - investe su parco macchine ed edilizia, ma serve anche il rafforzamento della sanità territoriale e dell'assistenza domiciliare".

Dalla deputata triestina Sandra Savino (FI), l'unica presente fisicamente in aula consiliare, è arrivato un sentito appello a non sottovalutare il pericolo delle infiltrazioni mafiose, attirate dalla massa di finanziamenti in arrivo: "Invito tutti i soggetti attuatori degli interventi a vigilare". Zanin ha subito raccolto l'assist manifestando la disponibilità a invitare al Tavolo il presidente della Commissione nazionale antimafia, la stessa Savino e Michele Penta, presidente dell'Osservatorio Fvg, per approfondire la problematica in fase di attuazione delle opere.

Un altro spunto per riunioni future del Tavolo è arrivato da Elena Lizzi, l'eurodeputata della Lega, che ha proposto di esaminare in modo approfondito il progetto di rigenerazione urbana che potrebbe interessare Udine e il Medio Friuli "sull'asse del collegamento Adriatico-Baltico". Proposta subito condivisa da Zanin. Lizzi ha invitato tutti i rappresentanti delle istituzioni a non sottovalutare "la complessità della base giuridica" su cui si fonda il Recovery Plan, e a tenere ben conto dell'attività di sorveglianza che l'Ue svolgerà sull'uso dei fondi e sulle riforme.

Pari opportunità e occupazione femminile, lavoro ecosostenibile, digitale e infrastrutture sono le quattro priorità della senatrice Tatjana Rojc (Pd). Che ha aggiunto uno spunto specifico per il Fvg, "il recupero e la valorizzazione di servitù militari e aree industriali dismesse, che sono numerose in regione".

La deputata Sabrina De Carlo (M5S) ha centrato il suo intervento sulla "rivoluzione verde" che dovrà coniugare ambiente e sviluppo dell'industria, con una riconversione green delle aziende. "Bisogna scegliere progetti immediatamente cantierabili - ha poi raccomandato - e valorizzare le aree montane e interne". Il collega di partito Luca Sut è andato nel dettaglio dei progetti, raccomandando di "utilizzare i fondi del Pnrr per lo sghiaiamento del lago di Barcis e altri problemi di dissesto idrogeologico". Importante anche, sempre secondo Sut, l'auspicata estensione temporale del bonus 110 per cento in edilizia.

L'assessore Zilli ha portato in aula la voce della Giunta Fedriga: "Ringrazio ancora Zanin per questo Tavolo che apre una stagione nuova - ha detto - perché qui ognuno rappresenta gli interessi del Fvg al netto delle appartenenze politiche. Noi in questi mesi abbiamo fatto un'ampia raccolta dei fabbisogni e quando i contenitori saranno pronti dovremo soltanto incanalarli". Un compito, quello della scelta finale, che riguarderà anche il Tavolo per la terza ripartenza, come ha subito sottolineato Zanin.

"Quella della Giunta - ha detto il presidente del Consiglio regionale, chiudendo la seduta - è un'importante apertura di credito verso il Consiglio". Il Tavolo - uno dei pochi esempi di percorso condiviso sul Recovery, visto che esistono iniziative simili solo in altre quattro regioni - tornerà a riunirsi lunedì 26 per elaborare una risoluzione sui numerosi spunti emersi in questo primo mese di lavori. "E mi auguro - ha concluso Zanin - che il documento possa essere votato all'unanimità martedì prossimo in Consiglio".

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