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Usare i fondi europei per la crisi

Zilli propone di anticipare l'utilizzo di una parte delle risorse comunitarie della programmazione '21-'27

Usare i fondi europei per la crisi

Anticipare l'utilizzo di una parte delle risorse comunitarie della programmazione '21-'27 sugli attuali programmi, in modo da avere ulteriore liquidità da destinare all'attuale emergenza in favore delle imprese e degli investimenti. È quanto ha proposto l'assessore regionale alle Finanze, con competenza su specifiche intersettoriali Por-Fesr 2014-2020, Barbara Zilli, nel corso della Commissione Affari europei e internazionali delle Regioni e delle Province autonome che si è svolta oggi pomeriggio in videoconferenza con la partecipazione del ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

Al centro della riunione la proposta del ministro di avviare una riprogrammazione dei Fondi europei da destinare a misure in risposta alla crisi generata dalla pandemia da Covid-19.

"Il principio su cui poggia la proposta del ministro, ovvero un ri-orientamento delle risorse europee, che non incidono sull'indebitamento dello Stato, è condivisibile - ha spiegato Zilli - ma vanno chiariti alcuni aspetti operativi affinchè non vengano penalizzate quelle Regioni, come la nostra, che sull'utilizzo dei fondi europei si sono sempre dimostrate più virtuose".

"Innanzitutto - ha evidenziato Zilli - noi, come la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e altre Regioni, riteniamo che il plafond da dirottare a questo scopo, indicato dal ministro nella misura del 20 per cento delle risorse comunitarie dei Programmi operativi regionali, sia sovradimensionato. Nel nostro caso, ad esempio, gli impegni monitorati sono già ben al di sopra dell'85 per cento e tutto il resto delle risorse risulta già allocato".

"Ci sembra molto più percorribile, piuttosto, la strada di una maggiore flessibilità e semplificazione nell'utilizzo delle risorse affinché le Regioni, ciascuna per il proprio ambito territoriale, possa attivare ulteriori misure di contrasto alla crisi. Anche rendendo subito disponibili, appunto, i fondi della programmazione comunitaria 21-27" ha aggiunto l'assessore.

"Ciò che va assolutamente evitato - ha ribadito Zilli - è il rischio di disarticolare i programmi. La gestione delle risorse va mantenuta all'interno delle singole Regioni".

La Commissione Affari europei e internazionali delle Regioni e delle Province autonome si riunirà nuovamente dopo l'esame della prima bozza di accordo che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni dal ministero.

"Alla luce delle proposte che abbiamo avanzato e dei contenuti specifici del documento - ha concluso Zilli - ci riserviamo di valutare l'opportunità o meno di aderire all'intesa, fermo restando che, dalle parole del ministro, resta nella facoltà delle Regioni la scelta se sottoscrivere o meno l'accordo".

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