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Violenza sessuale a Capodanno, "se l'è andata a cercare". Esplode la polemica

Giovanni Candusso, consigliere comunale di maggioranza a San Daniele, ha commentato la notizia sul profilo social di Telefriuli

Violenza sessuale a Capodanno,  se l\u0027è andata a cercare . Esplode la polemica

"La violentata è salita lungo la stradina sterrata verso il castello e si è incautamente fermata a fare foto della piazza. Così è stata comodamente aggredita e violentata, visto il rumore che copriva l'aggressione. In poche parole, se l'è cercata. Lungi da me giustificare l'aggressione, che è da punire". Questa frase è stata scritta e pubblicata sul profilo Facebook di Telefriuli, a corredo dell'articolo sulla violenza subita da una trentenne la notte di Capodanno, a Udine.

Parole pesanti, violente, inaccettabili, tanto che il commento è stato segnalato anche da altri utenti. Quello che fa scalpore è che l'autore del commento è Giovanni Candusso, consigliere comunale di maggioranza a San Daniele, già protagonista di esternazioni al di sopra delle righe.

Due mesi fa, infatti, alcune sue affermazioni sugli ebrei e un articolo sempre di Telefriuli in merito lo portarono al centro della cronaca politica regionale e nazionale (fu anche intervistato da Giuseppe Cruciani a 'La Zanzara'), tanto da costringere i vertici regionali del Carroccio a chiederne l'allontanamento, poi avvenuto attraverso un'autoespulsione dalla Lega.

Parole di condanna arrivano anche dal primo cittadino di San Daniele, Pietro Valent. "Da Sindaco di San Daniele, da padre, da marito, da uomo mi dissocio dalle parole del consigliere comunale Candusso sulla vicenda che la notte di capodanno ha visto una giovane ragazza vittima di violenza - scrive in un lungo post pubblicato sul profilo facebook -. Non vi può essere nessuna giustificazione, nessuna attenuante per chi alza anche solo un dito contro una donna, e in generale contro qualsiasi altra persona".

"San Daniele come Città e come Comunità è sempre dalla parte delle vittime alle quali va la nostra solidarietà e tutto il sostegno possibile! San Daniele assieme a molti altri comuni della Collinare ha dato vita al Centro Risorsa Donna, presieduta dal nostro Assessore Comunale Roberta Gerussi, proprio per aiutare le donne vittime di violenza, anche verbale, o che comunque si trovano in situazioni di difficoltà e/o pericolo".

"A nome della Città di San Daniele porgo le scuse alla vittima - continua il sindaco - per quanto affermato dal consigliere Candusso ribadendo che le parole dello stesso vengono da noi stigmatizzate e reputate gravi e che non corrispondono in alcun modo ai sentimenti dell’Amministrazione, del Consiglio Comunale e della Città. Invito il consigliere Candusso, che in consiglio siede come autonomo, a riflettere su ciò che ha scritto, sui sentimenti che ha provocato, compresa l’indignazione già espressa da molti concittadini ed a prendere le decisioni del caso".

Il consiglio comunale di San Daniele del Friuli è in subbuglio, perché le esternazioni del consigliere Candusso non sono piaciute a molti, nemmeno ad alcuni componenti della maggioranza. Sul tema è intervenuta pure l'assessore alle Pari Opportunità del Comune, Roberta Gerussi, prendendo le distanze.

"In quanto assessore esterno e presidente del Centro risorsa donna (un centro di ascolto dove si aiutano le vittime a ritrovare se stesse e ad avere la propria libertà... ) mi dissocio da quanto scritto dal consigliere Candusso", afferma Gerussi. "E' un fatto grave che sulla vicenda della violenza sessuale subita da una donna a Udine Candusso dia fiato a esternazioni così gravi, ed è un fatto che si ripete dato che poco tempo fa gli è stata revocata la tessera della Lega per le dichiarazioni contro gli ebrei. Un consigliere deve lavorare per il proprio paese e usare le sue energie per creare progetti per la comunità - prosegue l'assessore esterno-, la giunta e parte dei consiglieri di maggioranza lavora per dare lustro al Paese e mi rammarica che il nome di questa cittadina appaia sui giornali per le dichiarazioni di un consigliere che non si rende conto di quello che dice e mette in cattiva luce l'amministrazione. Un mea culpa lo devono fare anche i cittadini che in fase di elezione sapendo come è l'individuo lo hanno votato permettendogli così di entrare in Consiglio. Mi auguro che il consigliere si renda conto di quello che ha detto e che si regoli di conseguenza dato la carica che ricopre".

"Immediate dimissioni del consigliere comunale di San Daniele Candusso". Lo chiede in una nota la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Ilaria Dal Zovo, a seguito del commento in merito all'episodio di violenza sessuale accaduto a Udine nella notte di Capodanno. "La vera sfida, se si vuole sconfiggere la violenza contro le donne, è il cambiamento culturale, a partire dal superamento degli stereotipi: sentire che se l'è cercata - sottolinea Dal Zovo - non è accettabile. Frasi del genere, pronunciate o scritte da un rappresentante delle istituzioni, sono ancora più gravi e pesano maggiormente. Candusso si vergogni, si scusi e si dimetta".

"Parole indegne e offensive, segno di una mentalità retrograda che non può e non deve trovare cittadinanza. Per questo è opportuno che il consigliere comunale Candusso si scusi prima e si dimetta subito dopo: la comunità di San Daniele non merita di essere rappresentata da un individuo capace di pensare e scrivere tali nefandezze”. Così la deputata e coordinatrice di Forza Italia FVG Sandra Savino a commento delle parole pubblicate su Facebook dal consigliere comunale di San Daniele.

La consigliera comunale dem di Udine, Cinzia del Torre, si è detta basita per quanto letto. "È una vergogna leggere tali affermazioni. Mi chiedo solo se il Sindaco Fontanini e la Lega di Udine concordano con questa posizione dell'ex loro iscritto o se la condannano. Le cittadine di Udine devono sapere se la Lega pensa che la sicurezza per le donne sia solo chiudersi in casa".

Sul caso interviene anche la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità (Crpo Fvg), Dusy Marcolin, che esprime "rabbia e sgomento" per quanto pubblicato dal consigliere. "È inaccettabile solo l'idea - afferma Marcolin - di fare ricadere sulla vittima qualsisia responsabilità su un fatto di violenza perpetrata a suo danno da un aggressore che, auspico, possa essere quanto prima identificato".

"Si deve lavorare ancora molto - sottolinea la presidente della Crpo Fvg - sulla cultura del rispetto nei confronti delle donne se, come troppo spesso accade, ci troviamo a dover fare i conti con interpretazioni distorte e del tutto inopportune".

"A maggior ragione - evidenzia Marcolin - serve attenzione e impegno nel contrasto alla violenza da parte di coloro i quali rappresentano le istituzioni a ogni livello e, attraverso parole e comportamenti, hanno il dovere di trasmettere messaggi ed esempi positivi".

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