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'Covid, in Fvg la curva è in calo ma serve attenzione'

A febbraio, i ricoveri ordinari sono passati dal 40,8 al 27,4%, mentre quelli in terapia intensiva dal 36 al 32,6%. Scende anche il numero dei morti

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"Dallo scorso settembre a gennaio il Covid-19 ha colpito in maniera rilevante il Friuli Venezia Giulia, ma nell'ultimo mese, anche se è importante evitare semplificazioni, la situazione appare in miglioramento, pur esistendo differenze evidenti tra le aree geografiche delle ex province. Le curve del contagio si stanno infatti abbassando ad eccezione dell'area udinese, nella quale negli ultimi 7 giorni è stato rilevato comunque un, seppur lieve, rialzo dei contagi". È quanto evidenziato dal vicegovernatore Riccardo Riccardi durante la sua relazione sull'andamento dell'epidemia nel corso della Terza commissione consiliare.

"L'elevata incidenza del Coronavirus nella nostra regione deve essere correlata anche all'ampiezza e all'efficacia dell'azione di screening attuata in Friuli Venezia Giulia, che è una delle regioni nelle quali si effettuano più tamponi".

"Tutti gli indicatori, a partire dai tassi d'incidenza del Covid-19 standardizzati per età e provincia, dimostrano un miglioramento dell'andamento della pandemia nella nostra regione - ha detto il vicegovernatore -. Dalla seconda settimana di gennaio di quest'anno il tasso d'infezione complessivo è diminuito in maniera costante, con un calo rilevante tra gli over 85: si tratta della dimostrazione dell'efficacia dell'importante campagna vaccinale condotta a favore degli ospiti delle strutture residenziali per anziani e del personale socio-sanitario".

Il vicegovernatore ha spiegato che "i dati rimarcano che a gennaio c'è stato forte aumento dell'incidenza tra 19 e 24 anni, che ha inciso sull'adozione delle misure di contenimento dell'epidemia emanate dalla Regione, mentre a partire dalla prima settimana di febbraio l'unico indicatore in crescita è quello del numero di infezioni ogni centomila abitanti tra i bambini di età compresa tra 3 e 5 anni. Ciò non rappresenta assolutamente un aumento del rischio per i bambini, ma incide sul rischio di contagio per gli anziani e i famigliari che sono a contatto con i bambini".

Riccardi ha spiegato che "confrontando i dati delle prime tre settimane di febbraio, pur rimanendo sostanzialmente stabile il numero di tamponi eseguiti, ovvero circa 50mila, i casi positivi sono passati da 2.578 (dal primo al 7 febbraio) a 2.036 (8-14 febbraio) e a 1.815 (15-21 febbraio), con un costante calo dell'incidenza passata negli stessi intervalli di tempo da 212,8 casi per 100mila abitanti a 168,1 e a 149,8".

Sul fronte dei ricoveri il vicegovernatore ha spiegato che "l'occupazione media delle aree mediche Covid-19 è calata da 521 (dal primo al 7 febbraio, con un'incidenza di 43 persone ogni 100mila abitanti) posti letto a 414 (8-14 febbraio con un'incidenza di 34,2 persone ogni 100mila abitanti) e a 350 (15-21 febbraio con un'incidenza di 28,9 persone ogni 100mila abitanti), mentre in terapia intensiva i ricoveri medi registrati sono stati 63 dal primo al 7 febbraio (con incidenza di 5,2 persone ogni 100mila abitanti), 61 dal 8 al 14 febbraio (con incidenza di 5 persone ogni 100mila abitanti) e 57 la scorsa settimana (con incidenza di 4,7 persone ogni 100mila abitanti)".

"In merito a quest'ultimo dato è, però, importante tenere conto che le aree mediche hanno un maggiore turn over di pazienti, dato che le loro condizioni sono meno gravi, mentre il periodo di ricovero nelle terapie intensive è più lungo per la gravità della malattia. Mediamente l'occupazione in area medica a febbraio è scesa dal 40,8 per cento dei posti letto disponibili, al 32,4 per cento fino a 27,4 per cento, mentre per le terapie intensive si è passati dal 36 per cento al 34,9 per cento al 32,6 per cento".

Per quanto concerne, infine, i decessi dall'inizio di febbraio, sempre considerando il dato medio settimanale, è stato registrato un miglioramento significativo di decessi, passati dai 167 registrati tra il primo e il 7 febbraio, ai 132 dal 8 al 14 febbraio, ai 71 nella settimana dal 15 al 21 febbraio, con rapporto tra decessi e casi positivi passato dal 6,5 delle prime due settimane al 3,9 della terza. "Anche in merito a questi dati deve essere tenuto conto dell'importante lavoro di individuazione del virus che ha permesso di stabilire come causa della morte il Covid-19: rispetto alla media nazionale di decessi su casi positivi del 3,4 per cento il dato del 3,7 del Friuli Venezia Giulia è di poco superiore e inferiore a quello di Piemonte (3,9 per cento), Emilia Romagna (4,2 per cento), Liguria (4,7 per cento), Lombardia (4,8 per cento) e Valle d'Aosta (5,2 per cento).

"L'inoculazione dei vaccini, con un'adesione pressoché totale alla campagna vaccinale, tra il personale socio sanitario e i residenti delle strutture residenziali per anziani è stato sicuramente un elemento fondamentale nella guerra al Covid-19, ma è importante non abbassare la guardia e proseguire l'azione di vigilanza costante implementata dall'inizio della pandemia. Dopo il boom di contagi registrati tra gli anziani delle case di riposo registrato a novembre (1.703 casi), il numero di casi è calato a dicembre e gennaio (rispettivamente 1.079 e 917), per poi precipitare a febbraio (162)".

Riccardi ha sottolineato che "oggi vediamo il risultato dell'impegno profuso per garantire la copertura vaccinale nelle strutture, dato che il tasso di positività tra gli ospiti delle case di riposo è sceso dal 9,9 per cento di novembre al 2,1 di febbraio. In modo analogo, vaccinare il personale operante nelle case di riposo ha consentito una riduzione dei contagi dai 632 di novembre ai 77 di febbraio, con un tasso di positività passato da 4,2 a novembre a 1,2 a febbraio".

Riccardi ha infine chiarito che "sul fronte degli operatori del servizio sanitario regionale i casi positivi registrati a novembre sono stati 908 e a dicembre 950, mentre a febbraio solo 114 hanno contratto il Covid-19, con un tasso di positività passato dal 2,3 per cento di novembre e dicembre allo 0,5 di febbraio".

"In Friuli Venezia Giulia alla data del 22 febbraio complessivamente sono state somministrate 93.208 dosi di vaccini anti-Covid. Hanno completato il ciclo completo con il richiamo in 35.262 mentre 23.684 sono le persone a cui è stata somministrata la prima dose". Con l'allargamento determinato per l'uso di AstraZeneca fino agli Under 65 (classe 1956 compresa), il programma di vaccinazione per la seconda fase (sistema dell'istruzione e forze di polizia) sarà conseguentemente rimodulato.

Per quel che riguarda il dato suddiviso per generi tra coloro che hanno completato il ciclo vaccinale 23.765 sono donne e 11.497 sono uomini. Nell'ambito delle classi d'età quella tra i 50 e 59 anni è in cima alla graduatoria come quella più vaccinata (11.301), seguita dalla fascia 80-89 (11.201) e dalla 40-49 (9.731).

Relativamente alle categorie: la quasi totalità (98%) degli operatori sanitari e socio sanitari è stata immunizzata, il 57% degli ospiti di strutture residenziali, il 58% del personale non sanitario e il 10% della platea complessiva degli over 80. In particolare per quest'ultima fascia 10.654 sono già stati vaccinati e per oltre 60mila è stata programmata la somministrazione.

"Il dato importante relativo alla prima fase - ha specificato Riccardi -, quella afferente al personale medico sanitario e agli ospiti e operatori delle case di riposo, è che su una base potenziale (al netto, tra gli altri, di quelli già colpiti dal virus) di circa 48mila persone da vaccinare si è raggiunta un'adesione superiore al 90%. A tal riguardo, il fatto che sia stato compiuto un lavoro importante è testimoniato dalla percentuale (circa il 20%) di chi si sottoponeva in passato alla vaccinazione antinfluenzale".

Sottolineando come l'andamento delle operazioni sia strettamente condizionato dalla disponibilità delle dosi, il vicegovernatore ha ricordato che allo stato attuale la gran parte del personale docente e non docente Under 55 delle Università di Udine, Trieste e della Sissa ha già ricevuto la prima somministrazione. "Domani - ha aggiunto Riccardi - partiremo con l'immunizzazione per il personale scolastico, mentre per le forze di polizia le operazioni sono già in corso".

Le dosi Pfizer finora consegnate sono 109.075 alle quali si aggiungono le prime 10.100 di Moderna. La previsione di AstraZeneca per le prossime settimane ammonta a circa 47.800 dosi.

Infine, per quel che riguarda le vaccinazioni sull'intero territorio regionale, come ha spiegato Riccardi, l'andamento può considerarsi omogeneo. Le percentuali di dosi finora somministrate rispetto al totale delle consegne sono così suddivise per Aziende sanitarie: Asugi (Giuliano Isontina) 77%, Asfo (Friuli Occidentale) 70% e Asufc (Friuli Centrale) 64%.

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