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'Covid, oltre l'80% dei ricoverati non è vaccinato'

Appello dell'infettivologo Massimo Crapis: "Il vaccino in questo momento è l'arma più importante che abbiamo"

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Nuovo video-appello dell'infettivologo Massimo Crapis, responsabile delle Malattie infettive dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale, a favore della vaccinazione.

"In questa fase c'è grande confusione, quindi servono dati reali, concreti e scientifici per capire cosa sta succedendo e potrà succedere. La quarta ondata si sta stabilizzando, con valori prossimi alla riduzione dei casi. C'è stato un impegno ridotto del Sistema sanitario, ma si è presentato molto in anticipo, in piena estate, quindi con organici ridotti per le ferie e per ricaricare le energie. Ci aspetterà un inverno comunque all'insegna della difficoltà e non possiamo pensare che non ci sarà il Covid".

"Ci sono alcune difficoltà evidenti nella gestione clinica, diverse dalle ondate precedenti. La maggior parte dei pazienti ricoverati sono non vaccinati. Parliamo dell'80-90% dei casi. E non nascondo che ci sono problematiche relazionali: purtroppo, si fa fatica da operatori a non 'colpevolizzare' il paziente per non essersi vaccinato. Ci sono persone che hanno mille motivazioni: a volte si tratta di faciloneria, in altri casi si tratta di mala informazione, trasmessa da noi medici o dai media. Questo fa molto male e rende tutto più complicato. Noi abbiamo ben chiari i nostri doveri deontologici e non verremo mai meno all'obbligo di cura, nello stesso modo, a tutti. Ma è umanamente più difficile", prosegue Crapis.

"Mi preme ricordare che la vaccinazione sta dando i suoi frutti perché i ricoverati sono nella gran parte non vaccinati. Tra i vaccinati, registriamo pazienti con tante comorbilità per i quali il Covid ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso".

"Il vaccino è l'arma più importante che abbiamo. E mi rivolgo in particolare alla fascia - oltre il 16% - di Over 50 non vaccinato: è la popolazione che, purtroppo, ha maggior rischio (20-30%) di ricovero. Li invito a prenotare e ad aderire alla campagna di vaccinazione, non solo per un valore etico, non trascurabile, ma anche per il loro stesso interesse. E' un investimento per la loro salute", conclude Crapis.

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