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'No ai medici a gettone'

E' la richiesta di Paolo Felice (Legacoop Sociali Fvg): “La cultura e la missione della cooperazione di Mmg valorizza i professionisti costruendo un rapporto stabile e di fiducia con i pazienti”

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No ai medici “a gettone”, puntando piuttosto sulla sanità del territorio e potenziando le risorse del Sistema Sanitario Nazionale. E' quanto chiede Legacoop Sociali Fvg per bocca del suo presidente, Paolo Felice, che proprio qualche settimana fa ha partecipato al secondo congresso nazionale di Sanicoop, l’associazione di Legacoop che organizza e rappresenta più di settanta cooperative che forniscono servizi agli oltre 5 mila medici associati, per tre quarti medici di medicina generale, che seguono un bacino di circa 6 milioni di pazienti.

Le linee di sviluppo dell’assistenza territoriale nel prossimo futuro sono sostanzialmente tracciate tramite gli indirizzi della missione 6 descritti nel Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR). "Il sistema delle cooperative di servizio ai medici di medicina generale – spiega Paolo Felice – può rappresentare un importante elemento di efficientamento delle cure primarie, anche tenendo in considerazione che, da qui al 2027, anno di avvio a regime del Pnrr e della riforma della medicina territoriale, gli attuali 42 mila medici di famiglia diventeranno 35 mila per via di 18 mila pensionamenti rimpiazzati da 11 mila nuovi ingressi dal triennio. Per la sola nostra regione – prosegue il presidente di Legacoop Sociali Fvg – basti pensare che tra il 2023 ed il 2030 andranno in pensione 470 medici di medicina generale su 850, mentre ne saranno formati circa 50 all’anno".

Le cooperative di Medici di Medicina Generale sono previste dall’Accordo collettivo nazionale che prevede come le medicine di gruppo possano essere gestite attraverso una forma societaria purché questa sia composta in modo stabile in prevalenza da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. "Le imprese cooperative di medici di medicina generale – continua Felice – rappresentano un’efficace soluzione per realizzare una forma di associazionismo tra medici che offra vantaggi ai soci medici e permetta nel contempo di offrire servizi efficienti e vari agli assistiti".

In Friuli Venezia Giulia la cooperazione di Mmg è rappresentata dalle cooperative “Medici Assieme Friuli” (MAF), nell’area udinese, e “Medici Cure Primarie Friuli Occidentale” (MCP), nel pordenonese, che operano da alcuni anni promuovendo significative innovazioni nel sistema della medicina primaria. Due esperienze cooperative, nate alcune anni fa grazie al “progetto Salute” di Legacoop, che a oggi contano 120 medici di medicina generale, soci delle cooperative, che si prendono cura di oltre 150 mila assistiti.

"La cultura e la missione della cooperazione di Mmg – spiega ancora Paolo Felice – valorizza i professionisti costruendo un rapporto stabile e di fiducia con i pazienti. In linea con i valori cooperativi, deve infatti prevalere la relazione con i pazienti, non la prestazione. Chi sopperisce alle inefficienze della sanità pubblica utilizzando una falsa veste cooperativa non solo è lontano dal sistema cooperativo, ma lo danneggia".

Molte le criticità da affrontare come l’incalzante cambio generazionale, la necessità di garantire l’offerta tradizionale e di potenziarla con la gestione della cronicità, il rinnovato bisogno di prevenzione non solo vaccinale, la gestione dei pazienti residenziali e della diagnostica negli studi di prossimità, l’innovazione delle reti telematiche fino all’intelligenza artificiale. "Tutte grandi questioni, e per questo anche grandi opportunità – conclude il presidente di Legacoop Sociali Fvg –, che comportano una revisione del modello organizzativo e un suo accompagnamento con adeguate risorse umane, tecnologiche e finanziarie".

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