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'Salute Senza Esclusione' al Centro Balducci di Zugliano

Venerdì 24 maggio incontro sull’accesso ai servizi sanitari pubblici per migranti, richiedenti asilo e rifugiati con testimonianze di medici, operatori dei servizi sanitari territoriali e centri di accoglienza

\u0027Salute Senza Esclusione\u0027 al Centro Balducci di Zugliano

Il gruppo di volontari di Medici Senza Frontiere di Udine, in collaborazione con GrIS (Gruppo Immigrazione e Salute) del Friuli Venezia Giulia e SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), organizza venerdì 24 maggio, presso il Centro Balducci di Zugliano (UD), un incontro per approfondire il tema dell’accesso ai servizi sanitari pubblici per migranti, richiedenti asilo e rifugiati, attraverso le testimonianze di chi lavora nel settore, medici, rappresentanti di aziende sanitarie locali e operatori dell’accoglienza.

Gli interventi saranno introdotti e moderati da Claudia Gandolfi, medico e referente regionale del GrIS–SIMM Friuli Venezia Giulia.

“In un periodo di orientamento verso la privatizzazione dei servizi diventa più importante che mai ribadire il diritto alla salute di tutti, ragionare in un’ottica di salute globale ed inclusiva, raccontare le esperienze virtuose realizzate sul nostro territorio” dichiara Claudia Gandolfi.

“Questa regione si contraddistingue da anni per pratiche virtuose di accoglienza diffusa e per servizi sanitari pubblici che assicurano sia l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale, sia cure di qualità per migranti e rifugiati. Tuttavia, in questi ultimi mesi, tali modelli di accoglienza sono messi in discussione, rischiando di provocare un impatto negativo sulla salute di migliaia di persone” – spiega Guglielmo Pitzalis, medico del GrIS, che interverrà nel corso della giornata insieme a Valentina Brussi, medico del Dipartimento di Prevenzione ASUIUD che illustrerà la normativa italiana in materia di diritto alla salute per rifugiati e migranti e l’esperienza positiva dell’ambulatorio di Medicina Sociale di Udine e Giuseppe De Mola di Medici Senza Frontiere, che racconterà i principali ostacoli all’accesso ai servizi pubblici incontrati da migranti e rifugiati ed esempi virtuosi di inclusione nel sistema sanitario pubblico, partendo dall’analisi di contesti specifici nei quali MSF opera in Italia.

“Riguardo l’accoglienza, soprattutto per le persone in attesa di accedere alla procedura di asilo, la situazione della regione può definirsi a macchia di leopardo: accoglienza diffusa da una parte, grandi concentrazioni di persone in ex caserme dall’altra, gruppi di persone costrette a vivere in strada” – dichiara Giuseppe De Mola di MSF. – “Per ben due volte negli ultimi anni Medici Senza Frontiere è stata costretta a intervenire a Gorizia per fornire strutture di accoglienza a persone rimaste ingiustamente escluse dal sistema di accoglienza. Oggi magari non ci sono più persone in strada, ma il taglio dei servizi forniti all’interno dei centri è fonte di grande preoccupazione”.

Saranno presenti anche Maria Angela Bertoni, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASUIUD, che parlerà delle criticità nella presa in carico di persone che arrivano in Italia dopo aver subito traumi ripetuti nei paesi di origine e durante il viaggio, e Gabriel Tshimanga, medico presso l’Ambulatorio STP gestito congiuntamente dall’Azienda Sanitaria Locale e dalla Caritas di Pordenone.

Infine, la testimonianza di due operatori dell’accoglienza, Rossana Marini, del Centro Balducci di Zugliano e Francesco Isoldi, Direttore del Centro Nazareno di Gorizia.

L’incontro è gratuito e aperto al pubblico.
I volontari del Gruppo di Udine di MSF saranno presenti con un desk con materiale informativo e di merchandising solidale.

Medici Senza Frontiere (MSF) è un'organizzazione medico-umanitaria internazionale indipendente fondata nel 1971. Oggi fornisce soccorso medico in più di 70 Paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da conflitti armati, violenze, epidemie, disastri naturali o esclusione dall’assistenza sanitaria. Nel 1999 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

MSF gestisce programmi in Italia dal 1999, con attività volte prevalentemente a fornire assistenza medica e psicologica alle persone immigrate che si trovano sul territorio in condizioni di precarietà e bisogno. Attualmente MSF ha progetti attivi, a Roma, Torino e Palermo.

A Roma MSF gestisce un centro di riabilitazione per le persone sopravvissute alla tortura (SoT) e offre orientamento ai servizi sanitari pubblici territoriali alle persone che vivono in insediamenti informali in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale; a Torino, gestisce un progetto nelle palazzine dell’Ex-MOI per promuovere e facilitare l’accesso dei residenti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), e un servizio di mediazione interculturale presso uno sportello amministrativo della Asl Città di Torino; a Palermo, MSF ha un progetto di orientamento al SSN rivolto agli abitanti del quartiere “Ballarò”.

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