Home / Salute e benessere / 'Riaprendo tutto si rischia un nuovo boom di ricoveri'

'Riaprendo tutto si rischia un nuovo boom di ricoveri'

Le scelte del Governo sulla 'fase due' dettate dalla relazione del Comitato tecnico-scientifico, che invita alla massima cautela

\u0027Riaprendo tutto si rischia un nuovo boom di ricoveri\u0027

Le decisioni del Governo sulla fase due, che Regioni e categorie economiche hanno bocciato perchè troppo prudente, sono dettate da una relazione riservata consegnata all'Esecutivo dal Comitato tecnico-scientifico e dall'Istituto superiore di sanità. Lo studio della squadra guidata dal friulano Silvio Brusaferro ha analizzato i possibili scenari, facendo riferimento all'indice di contagio, l'ormai noto R0, che in caso di aperture troppo estese potrebbe tornare a salire in maniera esponenziale e incontrollata.

Il rischio, quindi, sarebbe un nuovo collasso delle terapie intensive con una stima che, per gli scienziati, potrebbe arrivare a 151mila ricoveri a inizio giugno, a fronte di una disponibilità attuale in terapia intensiva di 9mila posti. "Un minimo aumento del valore di R0 (attualmente sceso sotto alla soglia critica di uno, quindi una persona ne contagia meno di una, ndr) avrebbe un impatto notevole sul Sistema sanitario nazionale. Dunque, lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto".

Da qui la raccomandazione di adottare un "approccio a passi progressivi", puntando molto anche sui comportamenti individuali. "L'utilizzo diffuso di misure di precauzione (mascherine, igiene delle mani, distanziamento sociale), il rafforzamento delle attività di tracciamento del contatto e l'ulteriore aumento di consapevolezza dei rischi epidemici nella popolazione - affermano gli esperti - potrebbero ridurre in modo sufficiente i rischi di trasmissione del Coronavirus".

Seguendo le indicazioni del team scientifico, il Governo ha deciso di escludere la riapertura delle scuole e di partire solo da alcuni settori professionali (quelli legati ai codici Ateco di edilizia, manifattura e commercio all'ingrosso collegato), sperimentando per 14 giorni gli effetti che la parziale ripresa dal 4 maggio avrà sul numero dei contagi. Riaprendo solo determinate attività, anche nell'eventualità di una nuova crescita dei contagi, le terapie intensive reggerebbero. Dopo il 18 maggio, insomma, ci sarà la possibilità di valutare l'impatto della prima tranche di ripartenza e calibrare al meglio i passaggi successivi.

Articoli correlati
0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori