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'Una famiglia su tre usa lo smartphone come baby sitter'

Pochi conoscono i danni che queste abitudini possono portare allo sviluppo sano dei bambini

\u0027Una famiglia su tre usa lo smartphone come baby sitter\u0027

Quante volte capita di vedere genitori che usano gli smartphone per calmare i bambini che piangono, farli mangiare al ristorante o intrattenerli?

Sono scene a cui siamo ormai abituati, ma pochi conoscono i danni che queste abitudini possono portare allo sviluppo sano dei bambini. Per far fronte a questa sfida è nato il progetto Custodi Digitali che quest'anno si amplia su scala regionale per raggiungere oltre 20.000 famiglie del Friuli Venezia Giulia.

Il progetto è curato dall'Associazione MEC e finanziato dalla Regione. Elemento centrale del progetto, che lo rende unico a livello nazionale, è il ruolo dei pediatri di famiglia che, opportunamente formati, diventeranno il principale canale di sensibilizzazione e informazione dei genitori che incontrano quotidianamente nei loro studi.

PREOCCUPANO I DATI. Il 34% dei genitori utilizza smartphone o tablet per tenere buoni i bambini tra i 2 e i 5 anni. Il quadro delle abitudini familiari, e di come sono cambiate con l’arrivo degli smartphone e dei tablet, è molto chiaro. I dati raccolti dall’ultima indagine regionale (novembre 2020) realizzata all’interno dello stesso progetto, che ne ha preceduto l’avvio, raccontano le seguenti abitudini (il campione è stato di 624 famiglie).

Nel primo anno di vita (da 0 a 12 mesi) il 60% dei genitori usa lo smartphone quando il bambino è sveglio (quindi inevitabilmente lo sguardo della mamma viene è distratto); il 23% dei genitori usa lo smartphone quando allatta il bambino; l'11% dei genitori usa lo smartphone per tenere buono / calmare il pianto del bambino; oltre il 50% pubblica foto del bambino sui social.

Con bambini da 12 e 36 mesi (da 1 a 3 anni) il 42% dei genitori tiene acceso uno schermo /tv, tablet o smartphone durante i pasti; il 70% dei bambini passa da 30 minuti a 1 ora al giorno davanti ad uno schermo; il 17% dei bambini vede video prima di andare a dormire.

Con bambini da 3 a 6 anni, l'85% dei bambini passa da 30 minuti a 2 ore al giorno davanti ad uno schermo; il 42% dei genitori tiene acceso uno schermo /tv, tablet o smartphone durante i pasti; il 56% dei bambini vede video prima di andare a dormire; solo il 40% dei genitori si fa raccontare quello che i bambini vedono sugli schermi.

Con bambini 6-10 anni, l'11% ha uno smartphone personale prima dei 9 anni; il 40% dei genitori dice che può capitare che il bambino navighi su internet da solo; oltre il 50% utilizza videogiochi.

Andando avanti con l'età, tutte le percentuali aumentano.

LA PREVENZIONE. Nel progetto non solo si informano i genitori sugli effetti negativi dal punto di vista della salute del bambino dell'utilizzo precoce degli schermi (conseguenze sullo sviluppo neurocognitivo, sul linguaggio, sul benessere generale, su vista e udito, sulla qualità del sonno), ma si stimolano le famiglie ad una maggior consapevolezza rispetto ai loro comportamenti personali e familiari.

I PEDIATRI DEL SICUPP. Il progetto, coordinato dall’Associazione MEC di Udine, che ha visto tutti e 33 i pediatri di Pordenone in prima linea nella sperimentazione (distribuite negli ultimi 6 mesi oltre 9.000 schede in altrettante famiglie), vanta un partenariato di prestigio, potendo contare sulla collaborazione di SICUPP, Società Italiana di Cure Primarie Pediatriche, una delle più importanti associazioni di riferimento della Pediatria Italiana, il cui Presidente Paolo Becherucci ha partecipato personalmente al primo incontro Regionale tra tutti i partner svoltosi a Settembre. I materiali prodotti sono stati inoltre condivisi e supervisionati da Alberto Pellai, uno dei maggiori esperti di educazione familiare in Italia, il quale che ha dato un apporto molto importante a questo progetto anche nelle attività formative finora svolte nei confronti dei pediatri di famiglia, e con grande competenza e generosità continua ad accompagnare il progetto.

Questa fondamentale attività di informazione viene svolta dai pediatri di famiglia attraverso la consegna di alcune schede, specifiche per le diverse fasce di età che contengono pochi ma fondamentali consigli per una corretta gestione dei dispositivi digitali in famiglia.

GLI ALTRI PARTNERUn ruolo attivo e fondamentale in questo progetto lo hanno avuto e lo stanno tutt’ora avendo in particolare i pediatri della provincia di Pordenone, che sono stati preziosi alleati sia nella consulenza sui materiali prodotti sia nell’impegno veramente straordinario nella sperimentazione dei materiali.

Sono altresì coinvolti in questo fondamentale lavoro di educazione e prevenzione, con un ruolo attivo, anche gli ambiti Socio Assistenziali Sile Meduna e Valli e Dolomiti Friulane, ma anche vari Istituti Comprensivi e scuole dell’infanzia - come le scuole dell'infanzia "Fabrici" e "Morassutti" della Fondazione Falcon Vial di San Vito al Tagliamento e la Scuola dell'infanzia "Santa Teresina del bambin Gesù" di Gleris. Nella logica del lavoro di comunità, oltre ai Pediatri di famiglia sono stati coinvolti altri attori territoriali significativi per le famiglie, a partire proprio dai nidi e dalle scuole dell'infanzia, nelle quali l’Associazione MEC sta svolgendo attività di formazione per affiancare i messaggi ricevuti dai genitori ricevuti negli studi dei pediatri ad un insieme di consigli e suggerimenti mediati dalle altre figure educative fondamentali per le famiglie, che sono rappresentate dagli educatori dei nidi e dalle insegnanti delle scuole per l'infanzia. Sono in corso interventi formativi rivolti che coinvolgono oltre 40 tra nidi e scuole dell’infanzia e centinaia di educatori e insegnanti che lavorano con la prima infanzia e la fascia 0/6 anni. Nel territorio dell’Ambito Sile Meduna, a questi incontri formativi faranno seguito ulteriori laboratori per arrivare alla definizione di alleanze educative di comunità tra genitori.

FVG PRIMO IN ITALIA. Sono migliaia i bambini che saranno direttamente interessati e toccati dal progetto, attraverso il coinvolgimento dei loro genitori. Il progetto costituisce un esempio unico nel panorama nazionale di azione educativa digitale familiare che parte dalla nascita e si rivolge a tutte le famiglie di un territorio esteso raggiungendo migliaia di famiglie e tutti i nuovi nati, con l'obiettivo di sviluppare competenze digitali nei genitori e promuovere il benessere digitale, dalla nascita.

La Regione Friuli Venezia Giulia sarà così la prima in Italia a promuovere lo sviluppo di consapevolezza sul tema del digitale in ambito familiare raggiungendo nel 2022 tutti i nuovi nati di un territorio regionale, e in prospettiva tutte le famiglie, con messaggi specifici e un'azione di comunità che coinvolge anche molti altri attori territoriali significativi – nidi e scuole dell’infanzia, servizi sociali, istituti comprensivi, Associazioni del territorio, Enti locali.

La piattaforma in fase di realizzazione e dedicata al progetto conterrà i materiali prodotti, oltre a studi e ricerche, e costituirà un punto di riferimento regionale per i pediatri, per gli educatori dei nidi e infanzia e per i genitori rispetto al tema della gestione educativa dei dispositivi digitali in famiglia.

Custodi Digitali si candida così a diventare un punto di riferimento regionale per gli operatori della prima infanzia, per i pediatri e per le famiglie rispetto al tema sempre più urgente del corretto rapporto tra benessere del bambino e presenza degli schermi nelle abitudini familiari.

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