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A Udine utilizzata la macchina di conservazione artificiale del fegato

Usata per la prima volta in Fvg per garantire un’ottimale conservazione dell’organo

A Udine utilizzata la macchina di conservazione artificiale del fegato

L'8 novembre è stata utilizzata, per la prima volta in regione, nel Centro Trapianti di Fegato di AsuFc, la macchina di conservazione artificiale del fegato per garantire un’ottimale conservazione dell’organo in attesa del suo impianto sul ricevente: il macchinario è stato utilizzato dall’equipe diretta dal professor Andrea Risaliti, appena rientrato dall’esperienza presso il Centro Trapianti di Dubai.

I tempi di ischemia degli organi da trapiantare sono critici per la buona riuscita del trapianto e devono essere mantenuti il più breve possibile; ci sono però alcune situazioni logistiche incompatibili con questo assioma tipico della scienza dei trapianti, in particolare quando gli organi provengono da altre parti d’Italia, situazione frequente soprattutto per una regione come il Friuli Venezia Giulia geograficamente periferica.

Nel caso specifico il fegato è stato trapiantato a una paziente affetta da insufficienza epatica acuta grave che ha richiesto un trapianto in urgenza nazionale e quindi l’utilizzo del primo organo compatibile sul territorio italiano in una sede particolarmente distante da Udine.

La disponibilità della macchina di conservazione artificiale del fegato ha permesso, per la prima volta nel Centro Trapianti di Fegato della nostra regione, di utilizzare con successo il fegato fino all’esecuzione del trapianto avvenuto più di 12 ore dopo il prelievo dell’organo.

La tecnologia della macchina di conservazione del fegato, sviluppatasi negli ultimi anni, avrà in futuro la potenzialità di aumentare la disponibilità di organi da trapiantare fondamentale per far fronte alla sempre maggiore richiesta di pazienti in lista d’attesa garantendo, non solo un numero maggiore di trapianti, ma anche un potenziale miglioramento dei risultati del trapianto stesso.

“Si tratta di uno strumento che permette un miglioramento per l’attività di trapianto in tutta la nostra Regione garantendo un prolungamento dello stato di conservazione dell’organo e di conseguenza una pianificazione ancora più efficiente per gli interventi: per gli specialisti e per i pazienti stessi un passo estremamente importante”.

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