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Burlo Garofolo, scoperto il meccanismo di infertilità nell'endometriosi

Si stima che questa patologia colpisca circa il 10 per cento delle donne in età fertile ed è presente in circa il 20-30 % delle donne che non riescono a concepire

Burlo Garofolo, scoperto il meccanismo di infertilità nell\u0027endometriosi

Una delle possibili cause di infertilità in donne con endometriosi potrebbe essere la presenza nell'addome di cellule immunitarie chiamate mastociti. Queste cellule e/o le sostanze da esse rilasciate, oltre a contribuire all'infiammazione, potrebbero alterare la funzionalità degli spermatozoi. E' quanto emerge da uno studio dell'IRCSS Burlo Garofolo di Trieste realizzato in collaborazione con il Dipartimento di scienze della vita dell'Università di Trieste e pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology.

L'endometriosi è una patologia invalidante e dolorosa in cui l'endometrio, la mucosa che riveste l'interno dell'utero, si può trovare, per cause ancora sconosciute, anche in altre sedi: ovaie, intestino, peritoneo, cioè la membrana che avvolge gli organi addominali, vescica, ecc. Si stima che l’endometriosi colpisca circa il 10% delle donne in età fertile ed è presente in circa il 20-30 % delle donne che non riescono a concepire. Può dare mestruazioni molto dolorose e provocare dolore durante i rapporti sessuali. I sintomi si accentuano nel tempo, determinando una condizione psicologicamente molto pesante da sostenere.


"Nelle donne con endometriosi (e infertilità) l'infiammazione del peritoneo è associata alla presenza di mastociti, cellule immunitarie che liberano istamina e altre sostanze pro-infiammatorie nel fluido della cavità peritoneale stessa", spiega Giuseppe Ricci, Direttore della struttura complessa, Clinica Ostetrica e Ginecologica del Burlo Garofolo. "Se, come emerge anche da studi precedenti, un ruolo dei mastociti nell'infiammazione connessa a endometriosi sembra ormai assodato, meno chiaro è il meccanismo con cui essi potrebbero indurre infertilità."
Da qui è partito lo studio che ha coinvolto 11 donne infertili con endometriosi, cui hanno collaborato - oltre al team di Ricci - anche Violetta Borelli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Vita all'Università di Trieste, e Francesco Fanfani, attualmente in servizio presso l’Unità di Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli di Roma. Da ciascuna paziente i ricercatori hanno prelevato un campione di fluido peritoneale, per quantificare al suo interno il numero di mastociti e la concentrazione dei loro prodotti.
"Un'ipotesi iniziale, poi non confermata sperimentalmente, era che alcune sostanze liberate dai mastociti potessero inibire la vitalità e la motilità degli spermatozoi," spiega Ricci. Escluso questo meccanismo, i ricercatori hanno pensato di esaminare con un modello sperimentale in vitro le possibili interazioni che si creano fra mastociti e spermatozoi, quando entrambi sono incubati in un campione di fluido peritoneale di pazienti infertili con endometriosi.
"Questo test ha dato risultati interessanti, sia dal punto di vista funzionale che morfologico, che sono stati documentati da immagini ottenute al microscopio elettronico a scansione," spiega Violetta Borelli dell'ateneo triestino. L'aspetto nuovo emerso dallo studio, aggiunge Borelli, è lo stretto contatto fisico che si verifica fra mastociti e spermatozoi quando sono incubati assieme nel fluido peritoneale che caratterizza l’endometriosi.
"L'adesione dello spermatozoo al mastocita provoca la sua degranulazione, ed è probabile che le sostanze liberate alterino qualche parametro funzionale degli spermatozoi." "Il ruolo preciso dei mastociti nell'infertilità da endometriosi è ancora da definire" precisa Ricci. "Ma è certo che questo studio schiude nuove prospettive di ricerca per la cura della malattia. Pensiamo che una via da seguire potrebbe essere quella di impedire la degranulazione dei mastociti quando avviene un contatto con gli spermatozoi. Questo, sia per garantire la funzionalità normale degli spermatozoi, ma anche per ridurre il dolore che è associato ai processi infiammatori nelle pazienti."
La stessa "associazione pericolosa" potrebbe essere inibita anche nel tratto genitale maschile, dove esistono prove del fatto che l’interazione spermatozoo/mastocita ha effetti negativi sulla funzionalità degli spermatozoi.

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