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Cambiato metodo per salvare i giovani

Alleanza tra pubblico e privato. Per Enrico Moratti, direttore del Sert di Udine, l’arma vincente è stata quella di mettere insieme soggetti diversi, per avere uno scambio di idee ed esperienze

Cambiato metodo per salvare i giovani

L’unione fa la forza, anche nel caso di progetti per i giovani.
“All’inizio del 2019 – spiega Enrico Moratti, direttore del Dipartimento dipendenze dell’Azienda sanitaria universitaria di Udine – l’allora questore Carlo Cracovia e l’industriale Gianpietro Benedetti ci hanno contattato per chiedere quale tipo d’intervento si potesse fare per i giovani”.
é nata così l’edizione zero di ‘Sapremo’, che ha unito operatori della salute, della legalità e il mondo imprenditoriale.
“Due nostri operatori del Sert – dice il direttore - hanno parlato agli studenti delle scelte che riguardano la salute, gli agenti di Polizia si sono concentrati sulle scelte che riguardano legalità e gli imprenditori hanno spiegato le scelte per il loro futuro, i successi e i fallimenti”.
“Per incentivarli e renderli protagonisti - continua Moratti -, abbiamo inventato un concorso. Gli stidenti dovevano produrre un video di tre minuti. L’anno scorso il primo premio era un viaggio a Matera, Capitale europea della cultura, quest’anno sarà a Roma. Lo spirito del concorso è renderli partecipi”.

Scelta mirata. “Coinvolgiamo soltanto i ragazzi di seconda e terza superiore - conclude Moratti - perché i più piccoli hanno già progetti a loro dedicati e già interveniamo sugli insegnanti che hanno contatti quotidiani coi giovani. D’altra parte, ci siamo resi conto che interventi a spot non bastano. Meglio un progetto completo come ‘Sapremo’, con all’interno il concorso e i video sul tema, per buttare il seme”.  
La prima vera edizione del progetto, quella appunto del 2020, coinvolge le scuole superiori di secondo grado di tutta la provincia di Udine, non soltanto del capoluogo. Rientrano nel circuito così il ‘Bachmann’ di Tarvisio, il ‘Mattei’ di Latisana, agli istituti agrari di Cividale e di Pozzuolo.
“Vorremmo fare di ‘Sapremo’ un protocollo a livello europeo” commenta, scherzando (ma non troppo) l’educatore del Sert di Udine, Andrea Monculli.
Un altro passo in più rispetto all’anno scorso è il conivolgimento dei genitori “ai quali - conclude Moratti - dedichiamo una serie di conferenze in febbraio e marzo. E’ interessante un titolo ‘Adolescenti navigati e genitori influencer’. Infatti, se i genitori riuscissero a influenzare i propri figli, sarebbe un successo. Altro argomento interessante riguarda, poi, come è cambiata l’adolescenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

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